Docente arrestato: almeno due le vittime, ma si indaga ancora

Chi lo conosce, anche e non solo in ambito sportivo, non si sarebbe mai aspettato una simile, gravissima, accusa. Un docente delle scuole Medie di Giubiasco è stato arrestato due settimane fa per «presunti reati legati alla sfera intima di alcune minorenni». Il fermo è stato nel frattempo confermato dal Giudice dei provvedimenti coercitivi. Dopo la richiesta di non pubblicare la notizia - per esigenze di indagini e per evitare il rischio di collusione - del 18 marzo, oggi il Ministero pubblico e la Polizia cantonale hanno ufficializzato un caso che oramai nel Bellinzonese era ed è sulla bocca di tutti. Nello spazio di pochi minuti è arrivata pure la nota del Consiglio di Stato, che come da prassi ha ricevuto dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni la notifica dell’apertura del procedimento penale a carico del 37.enne cittadino svizzero domiciliato nella nostra regione. A sua volta il Governo ha sospeso con effetto immediato l’insegnante - il quale deve rispondere, in via principale, di atti sessuali con fanciulli, nella fattispecie ai danni di almeno due allieve accertate - ed avviato un’inchiesta disciplinare.
Direzione e DECS vicini alle famiglie
L’istituto giubiaschese e i genitori sono ovviamente sconvolti. Dopo le condanne, rispettivamente, a 3 anni parzialmente da espiare per l’ex direttore delle Medie di Lugano Centro nel febbraio 2023 e a 18 mesi sospesi nell’agosto 2025 per l’ex cappellano del Collegio Papio di Ascona, la scuola ticinese ripiomba in un buco nerissimo. La direzione della struttura del Borgo, con alla testa Michel Fregni ed il vice Andrea Malinverno, e la Sezione dell’insegnamento medio, nella tarda mattinata di oggi hanno informato il corpo docenti e le famiglie. «In attesa degli esiti della procedura penale e della sentenza che delineerà le effettive responsabilità della persona indagata, il Consiglio di Stato e il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) ribadiscono che comportamenti lesivi dell’integrità psicofisica delle persone, in particolare delle e dei minorenni, non sono tollerati». Governo e DECS che esprimono altresì «la loro sentita vicinanza e il loro sostegno a tutte le persone e alla comunità scolastica loro malgrado toccate da questi avvenimenti».
La stessa direzione e la Sezione dell’insegnamento medio, tra l’altro, poche ore prima che il Ministero pubblico rendesse noto pubblicamente l’arresto hanno preso carta e penna e scritto ai genitori e agli allievi dicendosi addolorati per la vicenda e che sono a disposizione di chiunque avesse bisogno di un supporto psicologico per superare «questo difficile momento». Da noi contattati sia i vertici dell’istituto giubiaschese sia quelli del DECS non hanno voluto aggiungere altro nel rispetto dell’inchiesta in corso.
Attivo da oltre dieci anni
Le indagini, appunto. Si trovano nella fase iniziale. Il 37.enne, attivo nell’istituto del Borgo da oltre dieci anni, era stato interrogato per la prima volta il 17 marzo. Al termine del verbale ai suoi polsi erano subito scattate le manette. Il giorno dopo il Ministero pubblico aveva informato i media dell’apertura di un procedimento penale nei confronti di un docente di una scuola media del Bellinzonese, invitandoli tuttavia a non diffondere la notizia per i motivi che vi abbiamo spiegato in precedenza. Il caso era partito pochi giorni prima, quando i servizi del DECS avevano avvisato la Procura dopo la segnalazione fatta dalla famiglia di un’allieva per «possibili comportamenti di rilevanza penale da parte di un docente nei confronti» di una minorenne. Da quel momento gli inquirenti hanno cercato di capire se quella ragazza fosse l’unica presunta vittima dell’insegnante. La risposta è no. Ecco pertanto che, nelle prossime settimane, la procuratrice pubblica Valentina Tuoni e la polizia giudiziaria, da un lato, amplieranno le indagini oltre l’ambito scolastico e, dall’altro, andranno a ritroso nel tempo. L’obiettivo è accertare se, in passato, l’uomo potrebbe già essersi macchiato di comportamenti riprovevoli. Allo stato attuale, pertanto, è impossibile sapere con certezza quante sono le potenziali vittime (di sicuro almeno due) e l’intensità del suo agire malsano. L’addebito principale, ricordiamo, è quello di atti sessuali con fanciulli. La direzione della scuola e la Sezione dell’insegnamento medio rimangono a disposizione «di famiglie, allieve e allievi unitamente ai docenti di classe, capogruppo del sostegno e docenti di sostegno».


