«È pacchiano, riflette l’ego di Trump»: l’arredo della Casa Bianca nel mirino delle critiche dem

Dettagli d’oro in grande stile, marmi, decorazioni barocche, tappeti, velluto, lampadari. Tutto ciò che si può descrivere come un lusso senza freni. È lo stile di arrendamento che Donald Trump ha scelto per il restyling degli interni della Casa Bianca, la residenza che accoglie i presidenti degli Stati Uniti a Washington DC, e che è finito – manco a dirlo – nel mirino dei suoi detrattori. In prima fila c’è l’ex Segretaria di Stato Hillary Clinton che non ha usato giri di parole ospite del podcast Pivot di Kara Swisher: «L’arredamento di cattivo gusto di Trump fa sembrare la Casa Bianca i palazzi di Saddam Hussein» in Iraq.
Lo specchio della personalità
«Mi rattrista che sia così di cattivo gusto», ha proseguito la Clinton, come riportato dall’ANSA. «È un riflesso della sua personalità narcisistica e del suo bisogno di sentirsi importante, incluso l'aver tappezzato le pareti dello Studio Ovale con decorazioni dorate«. Non solo. L’ex Segretaria di Stato ha rincarato la dose tirando in ballo i problemi della nazione di cui il presidente dovrebbe occuparsi: »Quest'uomo, a quanto pare, pensa solo a «Dove posso aggiungere altro oro?» invece di «Come faccio a uscire dall'Iran senza fare la figura del perdente che sono?».
«Questa non è casa sua»
Delle critiche che arrivano da chi ha già vissuto l’esperienza di ristrutturazioni alla Casa Bianca. Nel suo periodo da First Lady, la stessa Clinton ha infatti fornito la sua supervisione per i lavori di ristrutturazione della Sala Blu della residenza presidenziale. Nulla a che vedere, secondo lei, con i massicci interventi voluti da Trump: «Non è casa sua. È casa vostra. E lui la sta distruggendo», ha sottolineato ancora Hillary Clinton.
La sala da ballo in stallo
Il riferimento è, naturalmente, alla demolizione dell’Ala Est voluta dall’amministrazione Trump poco per far posto alla nuova e costosa sala da ballo proposta dal presidente l'anno scorso. Un progetto che, al momento, si trova in una fase di stallo. Solo qualche giorno fa, infatti, la Corte d'appello ne aveva bloccato la costruzione. Il Tribunale ha così confermato la sentenza emessa ad aprile da un giudice federale, secondo cui la maggior parte dei lavori deve essere interrotta finché il Congresso non avrà espressamente autorizzato il progetto.
«Lei non ha mai potuto farlo»
A replicare alle critiche dell’ex First Lady ci ha pensato il portavoce della Casa Bianca Davis Ingle che ha ricordato le elezioni presidenziali del 2016, quando la Clinton perse proprio contro il Tycoon. »Hillary Clinton non ha mai avuto l'opportunità di decorare lo Studio Ovale da presidente perché ha subito un'umiliante sconfitta per mano del presidente Trump, dalla quale non si è mai ripresa«. L’ex Segretaria di Stato, durante il podcast, ha anche scherzato sulla questione dicendosi pronta ad assumere il ruolo di «Segretario per smantellare l'oro» dopo che Trump avrà lasciato l'incarico. «Non sarebbe una buona idea? Un Segretario per ripulire e sistemare tutto».



