Il caso

Tra guerra e polemiche, i progetti per l'«Arc de Trump» e per la sala da ballo proseguono

Negli ultimi giorni, una Corte d'appello federale ha stabilito che il presidente può procedere per un'altra settimana con la costruzione della nuova «ballroom» della Casa Bianca – Al tempo stesso, sono stati presentati i rendering dell'arco che «rimodellerà lo skyline di Washington»
© AP Photo/Julia Demaree Nikhinson
Red. Online
13.04.2026 13:29

Mentre la guerra in Medio Oriente prosegue, con conseguenze importanti su tutto il mondo, Trump festeggia. Nel fine settimana, infatti, sono stati sbloccati i lavori di costruzione per realizzare la nuova sala da ballo della Casa Bianca. E non solo. Poche ore prima, sono stati presenti nuovi rendering dell'imponente – quanto controverso – «Arc de Trump». Parliamo di due opere fortemente desiderate dal presidente americano ed estremamente criticate, per innumerevoli ragioni. Ma che prima o poi potrebbero davvero vedere la luce. 

Tra polemiche e sentenze, infatti, i progetti avanzano. Dopo alcune difficoltà iniziali, una Corte d'appello federale, sabato, ha stabilito che Trump può procedere per un'altra settimana con la costruzione della sala da ballo. Il tutto, mentre i giudici si occuperanno di esaminare, in maniera dettagliata, il progetto di costruzione. Questa sentenza, approvata con un voto di 2 a 1 dalla Corte d'Appello del Circuito della Columbia, rappresenta «una vittoria temporanea» per Trump nella lunga battaglia legale atta a stabilire se il presidente abbia davvero l'autorità per costruire la nuova sala da ballo. 

Solo qualche settimana fa, a fine marzo, un giudice federale aveva bloccato i lavori della «ballroom», sostenendo che Trump non avesse l'autorità «per agire in via autonoma e per sostituire intere sezioni della Casa Bianca». Negli scorsi mesi, infatti, per consentire la costruzione della sala, è stata demolita l'Ala Est dello storico edificio. Una mossa per la quale il National Trust for Historic Preservation aveva fatto causa all'amministrazione Trump. 

«Ragioni di sicurezza nazionale»

Sebbene, dunque, la situazione debba ancora essere ufficialmente definita, la Corte d'appello ha stabilito che i lavori sul progetto possono proseguire almeno fino al 17 aprile. La Corte ha rinviato il caso a un giudice federale che inizialmente si era detto contrario, affermando di dover esaminare «più da vicino» l'argomentazione della Casa Bianca. La «White House», infatti, ha motivato la decisione di costruire la sala da ballo per «ragioni di sicurezza nazionale».

«Non è ancora chiaro se e in che misura lo sviluppo di alcuni aspetti della sala da ballo proposta sia necessario per garantire la sicurezza e la protezione di quei miglioramenti alla sicurezza nazionale sotterranei o comunque per garantire la sicurezza della Casa Bianca e dei suoi occupanti mentre il ricorso è in corso», hanno commentato i giudici della maggioranza. 

«One Nation Under God»

Parallelamente, solo poche ore prima, venerdì, l'amministrazione Trump ha presentato nuove immagini del progetto dell'arco di trionfo di 76 metri tanto voluto da Trump. Un'opera architettonica che, a detta del presidente, «rimodellerà lo skyline di Washington». 

I nuovi rendering – realizzati da Harrison Design – mostrano un'iscrizione dorata con la scritta «One Nation Under God» (una Nazione sotto Dio, ndr), sull'Arc de Trump che, a sua volta, è sormontato da una statua alata della Statua della Libertà. Accanto a quest'ultima, alla base, ci sono invece quattro statue di leoni dorati. 

Mese dopo mese, insomma, si rivela l'ambiziosità di questo progetto così discusso. L'arco dovrebbe essere costruito sul Memorial Circle, una rotatoria vicina al Cimitero Nazionale di Arlington, ed è stato concepito per commemorare il 250. anniversario degli Stati Uniti. 

Come detto, però, anche questo progetto presenta numerose controversie. Architetti e ambientalisti hanno a più riprese sottolineato che un'opera di queste dimensioni, alta più del doppio del Lincoln Memorial (30 metri), sarebbe in forte contrasto con gli altri monumenti e simboli di Washington e, addirittura, ostruirebbe la visuale dei pedoni. I rendering del progetto, tuttavia, sono stati depositati  formalmente venerdì, per la prima volta, dal Dipartimento degli Interni alla Commissione per le Belle Arti. Un gruppo di consulenti in materia di architettura cittadina che Trump ha composto da suoi alleati. La Commissione, secondo quanto riferisce il Washington Post, esaminerà la proposta giovedì. La Casa Bianca, dal canto suo, ha dichiarato che l'amministrazione avrebbe seguito «tutti i requisiti legali» per la costruzione dell'arco.