Cambiamento climatico

«È stata l'estate più calda di sempre», in Svizzera battuti tutti i record

Secondo i dati di MeteoSvizzera temperature così estreme non sono mai state registrate da quando esistono le misurazioni – Preoccupa il confronto con gli scenari futuri: in un mondo a +3°C, la canicola appena vissuta sarebbe considerata «normale»
© Chiara Zocchetti
Giona Carcano
10.09.2026 21:45

L’estate appena trascorsa ha battuto numerosi record. In Svizzera, nessun periodo estivo da quando esistono le misurazioni – dal 1864 – è stato così caldo e secco. Nessuno. Nemmeno l’estate del 2003, anno di riferimento per quanto riguarda la canicola estrema, ha resistito: è stata superata di 0,4 °C. A certificarlo, dopo mesi di segnali e sensazioni che andavano in questa direzione, è il bilancio del periodo giugno-agosto pubblicato da MeteoSvizzera. Temperature da primato, serie infinite di notti tropicali, precipitazioni scarse e corsi d’acqua ai minimi hanno trasformato l’estate 2026 in un’anticipazione concreta del clima futuro.

Le anomalie

Iniziamo dai dati più generali. Lo scarto rispetto alla media del periodo 1991-2020 è stato di 3,4 °C, con anomalie ancora più marcate nella Svizzera occidentale e nordoccidentale e, localmente, sul versante meridionale delle Alpi. Nelle regioni di alta montagna e nella Svizzera sudorientale gli scarti sono stati invece più contenuti. «Il dato», scrive MeteoSvizzera, «assume un significato particolare se collocato nel quadro del cambiamento climatico». E questo perché, se l’estate del 2003 era ancora considerata un’eccezione, quella appena trascorsa va collocata nel contesto di un clima già molto cambiato rispetto a due decenni fa. «L’estate svizzera media è oggi circa 4 °C più calda rispetto al periodo preindustriale», sottolineano gli esperti. «La media climatica attuale è già aumentata di circa 2 °C rispetto a quella utilizzata nel 2003». Per questo motivo, pur avendo stabilito numerosi primati, l’estate 2026 risulta meno eccezionale, in termini statistici, di quanto fosse quella del 2003. Detto in altre parole, un’ondata di calore di questa portata è diventata più probabile nel clima attuale.

Il termometro impazzito

Entrando più nei dettagli, MeteoSvizzera ricorda tutti i record di temperatura raggiunti o superati fra giugno e agosto. La temperatura massima è stata registrata il 30 luglio a Basilea/Binningen, dove il termometro ha toccato i 39,7 °C, eguagliando il primato per il versante nord delle Alpi, registrato a Ginevra nel 2015. Valori elevati sono stati misurati anche a Buchs/Aarau, con 38,6 °C, a Zurigo/Kloten, con 38,3 °C, a Delémont, con 38,2 °C, e a Neuchâtel, con 38,1 °C. Particolarmente significativo il dato di Scuol, in Bassa Engadina: il 27 giugno sono stati registrati 35,1 °C a 1.304 metri di quota. In trenta stazioni di monitoraggio di MeteoSvizzera la temperatura massima assoluta è stata raggiunta proprio nel 2026. Il record nazionale di Grono, pari a 41,5 °C e risalente al 2003, non è però stato superato.

Di notte non si dorme

A rendere ancora più acuta la sensazione di canicola sono state le notti eccezionalmente calde. In ben 27 località la temperatura minima giornaliera ha raggiunto un nuovo record. A Lugano, il 27 giugno, la temperatura non è scesa sotto i 25,3 °C. Temperature minime superiori ai 20 °C sono state registrate persino sul Chasseral e sul Chaumont, a oltre mille metri di altitudine. Nelle città il fenomeno è stato amplificato dall’isola di calore urbana: alla stazione di Zurigo/Kaserne, ad esempio, la temperatura minima più alta è stata di 24,2 °C, mentre nella più rurale Zurigo/Affoltern non ha superato i 19,7 °C. Il numero di giornate tropicali, cioè con massime di almeno 30 °C, ha raggiunto livelli senza precedenti in diverse località. Neuchâtel e Glarona hanno registrato 18 giornate tropicali in più rispetto al precedente record locale; a Lucerna, Meiringen e Berna/Zollikofen l’incremento è stato di 16 o 17 giornate. Anche le notti tropicali, con minime pari o superiori a 20 °C, sono aumentate sensibilmente: Locarno/Monti ne ha contate 50, otto in più rispetto al record del 2003, mentre a Neuchâtel sono raddoppiate, passando da 15 a 30. A Zurigo/Kaserne se ne sono contate 38, contro nessuna nella stazione situata nella zona agricola di Zurigo/Affoltern.

Non ha mai piovuto, o quasi

Alle alte temperature si è aggiunta anche una siccità estrema. Dopo una primavera già povera di piogge, ricorda MeteoSvizzera, anche i tre mesi estivi hanno registrato precipitazioni inferiori alla media in gran parte del Paese. In alcune regioni della Svizzera occidentale e nordoccidentale e dell’Altopiano orientale è caduto meno del 60% della quantità abituale. Nel complesso, il caldo e la mancanza di pioggia hanno favorito una forte evaporazione dell’acqua presente nel suolo, aggravando il deficit idrico iniziato in primavera. I temporali, quando si sono verificati, hanno prodotto soltanto effetti locali e temporanei. La siccità si è attenuata solo dopo il passaggio di un fronte freddo, il 17 agosto. Di conseguenza, il periodo da aprile ad agosto è stato il più caldo e asciutto mai osservato dal 1901: a livello nazionale è caduto appena il 61% delle precipitazioni abituali. Il deficit è stato ancora più grave nel Giura, dove si è raggiunto il 54%, e sull’Altopiano, fermo al 51%. In 152 stazioni su 410 sparse sul territorio della Confederazione sono stati registrati deficit pluviometrici record. Le conseguenze della siccità si sono riflesse sui laghi e sui corsi d’acqua: quasi il 40% delle stazioni di misurazione ha registrato nuovi record di bassa portata tra giugno e agosto. Il livello dei laghi di Zurigo, Walen e Costanza, ad esempio, è sceso al di sotto dei minimi mai osservati in quel periodo. Anche i pesci, in particolare il temolo e la trota di fiume, hanno sofferto a causa delle alte temperature dell’acqua.

Il domani è già qui

La chiave di lettura più preoccupante avanzata dall’analisi riguarda però il confronto con gli scenari climatici. In uno scenario con un riscaldamento di 3 °C rispetto all’era preindustriale, un’estate come quella appena trascorsa sarebbe considerata mediamente calda. La siccità, però, è stata persino più intensa di quella attesa in una normale estate futura: nel 2026 sono caduti circa 280 millimetri di pioggia, contro i circa 350 previsti nello scenario a +3 °C. «Gli effetti del cambiamento climatico sul bilancio idrico non appartengono a un futuro lontano, ma sono già visibili nei fiumi, nei laghi, nei boschi, nei campi e nelle città svizzere», sottolineano gli esperti. «Ridurre rapidamente le emissioni resta il modo più efficace per limitare l’intensità del caldo e della siccità negli anni a venire».