Diesel sempre più caro in Svizzera, un altro record: è ormai a 2,46 franchi

Il diesel si fa sempre più caro in Svizzera e ritocca i suoi record: stando ai rilevamenti del TCS costa ormai in media 2,46 franchi, ovvero altri 5 centesimi in più rispetto alla fine della scorsa settimana, quando era già stato raggiunto un nuovo primato storico di 2,41 franchi, che aveva superato quello di 2,40 registrato nel 2022.
Anche la benzina ha visto lievitare il prezzo: la senza piombo 95 ha raggiunto 2,14 franchi (+4 centesimi), mentre per la 98 si pagano in media 2,25 franchi (pure +4 centesimi).
I costi
I prezzi elevati sono tra l'altro una conseguenza della situazione tesa sui mercati internazionali dei carburanti e dei problemi di trasporto in Svizzera: il basso livello delle acque del Reno continua infatti a rendere più costose le importazioni.
La situazione dell'approvvigionamento è però nel frattempo migliorata: la raffineria di Cressier (NE) è tornata in funzione, il che, secondo quanto comunicato proprio oggi dalla Confederazione, garantisce i flussi attraverso i canali regolari: al momento non sono quindi più necessari ulteriori prelievi dalle scorte obbligatorie.
Quadri chiede uno sconto fiscale
Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale di intervenire contro il forte rincaro dei prodotti petroliferi. In una mozione, propone di sospendere temporaneamente, fintanto che i prezzi resteranno eccezionalmente elevati, almeno una parte dell’imposta sugli oli minerali, dell’IVA e della tassa sul CO2 applicata all’olio combustibile.
Il rincaro, sottolinea Quadri, pesa non solo sugli automobilisti, ma anche su artigiani, imprese e sull’intera economia. La situazione riguarda inoltre l’olio da riscaldamento, aumentato in vista della stagione fredda.
Quadri ricorda che l’imposta sugli oli minerali genera circa 4,4 miliardi di franchi all’anno. Una parte del gettito confluisce nelle casse generali della Confederazione, mentre il resto è destinato ai trasporti e al finanziamento del FOSTRA. Proprio sulla quota non vincolata, secondo il consigliere nazionale, Berna avrebbe un margine di manovra.
La mozione evidenzia infine come diversi Paesi europei, compresi quelli confinanti con la Svizzera, abbiano introdotto riduzioni fiscali sui carburanti. Una situazione che, secondo Quadri, mette ulteriormente sotto pressione i distributori elvetici delle regioni di confine.
