Franco Cavalli: «A Cuba la situazione è precipitata, c’è un assedio totale»

«È un assedio medioevale, come quando si bloccava l’acqua alle città assediate». Franco Cavalli, medico e politico ticinese a Cuba da tre giorni con la «Carovana Nuestra America», ci descrive così la situazione che sta vivendo l’isola caraibica. Ricordiamo infatti che da lunedì scorso Cuba sta affrontando una crisi energetica nazionale che l’ha lasciata al buio per due volte in cinque giorni. Un’emergenza aggravata dal blocco petrolifero statunitense con il presidente Trump che «vuole conquistare l’isola per farci quello che vuole». Il governo cubano ha affermato che «l’esercito si sta preparando ad un possibile attacco statunitense, ma è anche pronto a sedersi ad un tavolo e discutere», perché «non desidera un conflitto con gli Usa».
Resta il fatto che il buio piombato sull’isola ha aggravato una situazione già precaria. «Da 65 anni Cuba soffre per un blocco economico asfissiante, il più lungo della storia», continua Cavalli, «ma ora la situazione è precipitata: c’è un assedio totale, la marina americana non lascia entrare neanche un litro di petrolio». Quello prodotto sull’isola, infatti, «copre solo il 40% del fabbisogno, soprattutto per generare elettricità, ma è troppo denso e inutilizzabile per i veicoli».
«La situazione all’Avana è spettrale»
All’Avana, ci racconta il ticinese, «la situazione è spettrale: quattro ore di elettricità al giorno (se va bene), mentre di notte tutto è spento, come in guerra». Fuori, «il traffico è ridotto al minimo, il turismo è scomparso e le fabbriche o producono al minimo, oppure sono ferme». Così i cubani, anche per via «di un trasporto pubblico quasi inesistente, sono costretti anche a camminare dieci chilometri al giorno per andare a lavorare; mentre chi lavora negli ospedali spesso dorme sul posto». Senza dimenticare le scuole che, anche in questo caso, «garantiscono solo i servizi minimi essenziali».
Gli aiuti
Come scritto, Cavalli si trova sull’isola caraibica da tre giorni ed è arrivato con la «Carovana Nuestra America», l’iniziativa che sta portando tonnellate di aiuti umanitari a Cuba, tra generi alimentari, medicinali e pannelli solari sia via nave, sia via aerea. Barche che solo oggi arriveranno a Cuba. «Nonostante la situazione drammatica, tra i partecipanti l’entusiasmo è enorme». Tra loro «una folta delegazione della sezione ticinese dell’Associazione Svizzera-Cuba, ma anche diversi europarlamentari e Jeremy Corbyn, già leader del partito laburista inglese».
«Cubani stremati»
Nel pomeriggio di oggi Cuba ha iniziato a ripristinare il proprio sistema energetico e decine di migliaia di utenze nella capitale e i principali ospedali sono di nuovo alimentati grazie alla creazione di microsistemi locali. Malgrado questo «la popolazione cubana è stremata», ma in ogni caso «mostra enorme riconoscenza all’aiuto portato dalla Carovana, che è psicologicamente fondamentale». La domanda, però, conclude Cavalli, è una: «Tutti si chiedono quanto Cuba possa ancora resistere».
