Il progetto

Galleria tra Ascona e Brissago: adesso si inizia a fare sul serio

Il Dipartimento del territorio avvia i primi passi per la realizzazione del traforo stradale Moscia-Acapulco – L’opera richiederà cinque anni di lavori – L’attuale percorso sul lungolago sarà riqualificato a favore della mobilità lenta
Il portale ovest, guardando in direzione di Locarno © DT
Jona Mantovan
02.09.2026 06:00

La pluridecennale ambizione di migliorare la viabilità tra Ascona e Brissago ora inizia a prendere forma. Il Cantone, insomma, fa sul serio e avvia i primi passi per la realizzazione del traforo Moscia-Acapulco, nel quale sarà convogliata gran parte dei 12 mila veicoli quotidiani, con punte superiori a 18 nei mesi estivi, che percorrono la tratta. In tutto, 180 milioni di franchi per uno scavo lungo un chilometro e mezzo, che sarà completato in cinque anni. Il tracciato attuale (una strada stretta e curvilinea sul lungolago) sarà poi riqualificato a favore della mobilità lenta. Come detto, però, è solo lo stadio embrionale e, se tutto andrà bene, l’infrastruttura non sarà completata che nei primi anni Trenta.

180: sono i milioni di franchi preventivati per l’opera, che include anche il rifacimento di quel che diventerà il tracciato storico

Documenti nelle cancellerie

Il capo dell’Area opere strategiche Thomas Bühler, del Dipartimento del territorio, conferma al Corriere del Ticino che i faldoni con i dati relativi al progetto potranno essere consultati nelle cancellerie di Ascona, Brissago, Locarno, Muralto e Ronco sopra Ascona dal 14 settembre al 13 ottobre: «Chiunque può formulare osservazioni o domande generali, ma non è ancora il momento per presentare opposizioni. Quello arriverà più avanti, dopo l’approvazione dei messaggi per il finanziamento».

In ballo, anche la proposta di modifica del Piano direttore, nella quale si prevede di portare il prospettato cantiere dal grado di consolidamento «Informazione preliminare» a «Dato acquisito», stabilendo così la base pianificatoria per le fasi successive.

1,5 sono i chilometri del tratto da scavare: il materiale estratto sarà trasportato via lago e depositato alla Foce della Maggia

Finanziamento federale del 40%

Tornando alla situazione attuale, precisa il nostro interlocutore, «sulla base delle opinioni raccolte, affineremo ulteriormente l’opera». In seguito, sarà la volta della richiesta dei crediti per il finanziamento, con un messaggio federale per il quale si ipotizza un sussidio del 40% - che le Camere dovrebbero approvare entro fine 2027 - e un messaggio cantonale. «In generale, l’orizzonte sarebbe questo, referendum permettendo». Una volta approvati i crediti, si potrà presentare la domanda di costruzione. «È realistico pensare a fine 2028, ma è una previsione». Dopo la pubblicazione è molto probabile che arrivino opposizioni: «In certi casi sono durate mesi, in altri addirittura dieci anni. Qui possiamo immaginare uno, due o tre anni, ma dipende dal numero e dalla complessità».

La «litoranea» da rifare

Dopo la loro evasione, il Consiglio di Stato emetterà la decisione, e ci potrà essere ancora un ricorso alle varie istanze. «Una volta conclusa pure questa tappa, si prepareranno i bandi per selezionare le imprese esecutrici, e anche questo richiede circa un anno. In conclusione, parliamo dei primi anni del decennio 2030».

Se sui tempi della politica non ci sono garanzie, quelli della tecnica sono più certi: come detto, i lavori saranno completati dopo un lustro. «Una volta aperto il tunnel al traffico, si potrà procedere alla riqualifica della via litoranea, che sarà declassata e quindi rifatta secondo i nuovi criteri. Per questa seconda tappa serviranno altri tre anni e mezzo», afferma Bühler.

Rinaturazione delle rive

La parte finale è inclusa nel citato budget. «Con i costi siamo in linea: per un solo tubo bidirezionale a due corsie, in condizioni standard si calcolano 100 mila franchi al metro, e saremmo così attorno ai 150 milioni. Qui però il contesto è più complesso, perché lavoriamo accanto a una strada molto trafficata, gli spazi sono limitati, la gestione del materiale di scavo è più impegnativa e nel preventivo è inclusa anche la riqualifica di quel che diventerà il tracciato storico, con un limite di 30 chilometri orari e una maggior sicurezza per pedoni e ciclisti, i quali circoleranno con molte meno automobili sulla carreggiata (se ne stimano un migliaio al giorno, ndr). Le superiori cifre esposte, dunque, valgono per una galleria di aggiramento».

Bühler conclude con una nota sulla geologia: «Abbiamo effettuato numerosi sondaggi e la situazione è favorevole. Non emergono criticità, escludiamo ci siano problemi tali da creare eccessive preoccupazioni». Il terreno estratto dalla montagna (trasportato via lago in un deposito alla Foce della Maggia) sarà poi destinato al progetto di riqualifica delle rive promosso da Muralto, che intende creare habitat favorevoli alla fauna ittica.

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