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«Gli USA pronti a colpire nello Stretto di Hormuz se la tregua dovesse saltare»

Secondo la CNN, gli americani intenderebbero neutralizzare le mine iraniane, le imbarcazioni d'attacco rapido e le minacce costiere per mantenere aperta la via commerciale - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«Gli USA pronti a colpire nello Stretto di Hormuz se la tregua dovesse saltare»
Red. Online
24.04.2026 06:18
23:36
23:36
«Possibile incontro USA-Iran lunedì a Islamabad»

L'incontro di Steve Witkoff e Jared Kushner con il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi potrebbe avere luogo lunedì a Islamabad, dopo che i due inviati USA avranno tenuto colloqui bilaterali separati con i mediatori pakistani. Lo riferisce Axios citando due fonti. Un funzionario pakistano ha dichiarato al sito che l'incontro con Araghchi si concentrerà sul rilancio dei negoziati con l'amministrazione Trump. «Un incontro trilaterale con gli Stati Uniti sarà valutato dopo il nostro incontro con Araghchi», ha affermato in funzionario pakistano.

23:22
23:22
Parlamento iraniano nega che Ghalibaf si sia dimesso da capo negoziatore

L'ufficio stampa del parlamento iraniano smentisce le notizie secondo cui il presidente dell'organo legislativo di Teheran, Mohammad Bagher Ghalibaf, si sarebbe dimesso da capo del team negoziale, e afferma che non è ancora previsto alcun nuovo round di colloqui con gli USA.

22:47
22:47
«L'Iran non ha avanzato alcuna richiesta di colloqui con gli USA»

L'Iran non ha avanzato alcuna richiesta di colloqui con gli americani e finora ha respinto categoricamente le richieste statunitensi di negoziare a causa delle loro pretese eccessive. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale iraniana Tasnim News, smentendo le precedenti dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca in merito alla richiesta di colloqui da parte di Teheran. Lo scrive il Guardian.

22:47
22:47
Casa Bianca: «L'Iran vuole parlarci di persona»

«L'Iran ci vuole parlare di persona». Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt dopo aver annunciato la partenza degli inviati di Donald Trump per il Pakistan. Secondo quanto riportato da Fox News poco prima, sarebbe stato l'Iran a chiedere un incontro con i rappresentanti USA.

22:14
22:14
Qatar, Al Thani sente Trump: focus sull'accordo di cessate il fuoco tra USA e Iran

L'agenzia di stampa statale del Qatar ha reso noto che l'emiro, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha discusso telefonicamente con Donald Trump dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Lo scrive il Guardian. Al Thani ha aggiunto che il Qatar continuerà a coordinarsi con i partner per sostenere gli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan.

22:13
22:13
Bessent congela 344 milioni di dollari legati all'Iran

Nell'ambito dell'iniziativa «Economic Fury», la versione economico-finanziaria della Epic Fury militare, il Dipartimento del Tesoro «continuerà a compromettere in modo sistematico la capacità di Teheran di generare, movimentare e rimpatriare fondi», ha scritto Bessent. L'Ufficio per il Controllo dei Beni Esteri (Ofac), nel dettaglio, «sta sanzionando diversi wallet legati all'Iran», con il congelamento di 344 milioni di dollari in criptovalute.

«Seguiremo il denaro che Teheran sta disperatamente tentando di trasferire fuori dal Paese e colpiremo tutte le linee vitali finanziarie legate al regime», ha rincarato il segretario al Tesoro, aggiungendo che l'Ofac ha sanzionato la Hengli Petrochemical (Dalian) Refinery Co., raffineria indipendente con sede in Cina.

Si tratta di raffinerie che «continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere l'economia petrolifera dell'Iran: la Hengli Petrochemical è uno dei maggiori clienti» di Teheran, avendo acquistato greggio per miliardi di dollari. Inoltre, l'Ofac sta prendendo di mira «circa 40 società di spedizione e imbarcazioni associate alla 'flotta ombra' dell'Iran. L'iniziativa 'Economic Fury' continua a ostacolare la capacità di Teheran di generare le entrate che alimentano le sconsiderate attività terroristiche del regime», ha concluso Bessent nel post.

21:13
21:13
«Gli inviati di Trump partono per il Pakistan domani»

Gli inviati di Donald Trump Steve Witkoff e Jared Kushner partono per il Pakistan domani. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un'intervista a Fox News. Secondo Cnn inoltre, il vicepresidente JD Vance sarà pronto a recarsi a Islamabad qualora i colloqui dovessero progredire.

20:48
20:48
«Il ministro degli Esteri iraniano è arrivato a Islamabad»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è arrivato a Islamabad, dove si terrà nel fine settimana un secondo round di negoziati indiretti con gli Usa. Lo scrivono i media pachistani.

Araghchi è accompagnato da una piccola delegazione e dovrebbe incontrare il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e il maresciallo di Campo Generale Syed Asim Munir.

La notizia dell'arrivo nel Paese di una delegazione iraniana guidata Araghchi è stata confermata dal ministero degli Esteri del Pakistan. Stando alla diplomazia di Islamabad, a incontrare Araghchi al suo arrivo c'erano il vice premier e ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar, il generale a capo dell'esercito Asim Munir e altri alti funzionari pachistani.

L'Iran ha in programma di formulare un'offerta per soddisfare le richieste Usa. Lo ha detto, secondo il Guardian, il presidente americano Donald Trump, precisando di non sapere in cosa consisterà. Alla domanda sugli interlocutori degli Usa nei negoziati, il tycoon ha risposto: «Non voglio rivelarlo, ma stiamo trattando con le persone che detengono ora il potere».

Gli inviati speciali Steve Witkoff e Jared Kushner andranno ai colloqui di Islamabad con il ministero degli esteri iraniano Araghchi: i due partiranno sabato mattina, ha riferito la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.

19:21
19:21
2.491 morti negli attacchi israeliani in Libano dal 2 marzo

Il ministero della Salute libanese ha reso noto oggi che il bilancio delle vittime dall'inizio degli scontri tra l'esercito israeliano e Hezbollah, il 2 marzo scorso, è salito a 2.491 morti e 7.719 feriti. Lo scrive al Jazeera.

17:37
17:37
Araghchi, vado a Islamabad per consultazioni su questioni regionali

«In partenza per un tour al momento opportuno a Islamabad, Muscat e Mosca. Lo scopo delle mie visite è quello di coordinarmi strettamente con i nostri partner su questioni bilaterali e consultarmi sugli sviluppi regionali. I nostri vicini sono la nostra priorità». Lo scrive il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un messaggio su X, confermando il viaggio che era già stato anticipato dai media statali.

Secondo fonti pachistane citate da Reuters, il capo della diplomazia di Teheran discuterà durante il tour con i suoi omologhi della sua posizione sulla proposta di colloqui con gli Stati Uniti in merito alla guerra con l'Iran, che verrà poi presentata a Washington.

Intanto, a dimostrazione di come l'approccio del Pentagono nei confronti della stampa sia cambiato sotto la guida di Pete Hegseth, al briefing odierno sulla guerra in Iran c'era anche un reporter di Tmz, il sito di gossip sulle celebrità più famoso degli Stati Uniti, che ha rivolto una domanda al segretario.

«Quando impartisce gli ordini per scatenare un livello di violenza così estremo, che cosa le passa per la mente e cosa sente nel corpo? Sente una scarica di adrenalina? Ha paura? Si sente in preda a un delirio di onnipotenza?», ha chiesto il giornalista. Il capo del Pentagono ha commentato che era una domanda «molto stile Tmz» e poi ha risposto: «Il mio unico pensiero è assicurare ai nostri soldati tutto ciò di cui hanno bisogno per avere successo».

17:37
17:37
Netanyahu: «Hezbollah sta cercando di sabotare gli sforzi di pace»

«Abbiamo avviato un processo per raggiungere una pace storica tra Israele e il Libano, ed è chiaro che Hezbollah sta cercando di sabotarla. Manteniamo la piena libertà d'azione contro qualsiasi minaccia, comprese quelle emergenti. Abbiamo attaccato ieri e abbiamo attaccato oggi. Siamo determinati a ripristinare la sicurezza per gli abitanti del Nord». Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Nel frattempo, dopo aver emesso un avviso di evacuazione, le forze armate israeliane (Idf) comunicano di «aver colpito strutture militari di Hezbollah nell'area di Deir Ames (comune del distretto di Tiro nel Libano meridionale, ndr), da cui erano stati lanciati dei razzi verso Shtula, in Israele».

«Le strutture colpite - si legge nel comunicato - erano utilizzate dai miliziani per portare avanti attività terroristiche contro i soldati dell'Idf e lo Stato di Israele».

Inoltre, i paracadutisti dell'Idf hanno eliminato sei terroristi armati di Hezbollah che operavano a Bint Jbeil, a sud della linea gialla nel Libano meridionale«. Lo afferma in un comunicato l'Idf.

Secondo la ricostruzione dell'esercito israeliano, i primi due miliziani di Hezbollah sono stati eliminati in un conflitto a fuoco immediatamente successivo alla loro individuazione. Gli altri quattro, invece, sono stati uccisi all'interno della struttura in cui operavano.

17:10
17:10
Brasile: lanciata linea di credito per sostenere le compagnie aeree

Il Consiglio monetario nazionale (Cmn) del Brasile ha approvato una nuova linea di credito a tasso agevolato destinata alle compagnie aeree, con l'obiettivo di aiutarle a far fronte all'aumento dei costi operativi, in particolare quelli legati al carburante. La misura punta a sostenere la liquidità del settore e a garantire la continuità dei servizi, in un contesto di pressione globale sul comparto anche per le tensioni nel Golfo Persico.

Per il ministero delle Finanze, lo strumento offre un margine di respiro alle aziende, contribuendo a evitare cancellazioni di voli e a mantenere l'offerta. Non comporta un impatto diretto sui conti pubblici e non riduce nell'immediato il prezzo dei biglietti, ma mira a contenere eventuali rincari nel breve periodo. I finanziamenti saranno utilizzati per il capitale circolante, cioè per coprire spese correnti come fornitori e salari.

La linea prevede una durata fino a cinque anni e un tasso base del 4% annuo, a cui si aggiungono le commissioni bancarie. Non sono previste garanzie pubbliche: il rischio resta a carico degli istituti finanziari, che valuteranno l'affidabilità delle imprese. Le risorse provengono dal Fondo nazionale per l'aviazione civile e saranno erogate tramite la Banca nazionale per lo sviluppo economico e sociale (Bndes).

16:31
16:31
Trump proroga la sospensione del Jones Act contro il caro petrolio

Donald Trump ha deciso di prorogare per 90 giorni la sospensione di una legge marittima che limita il trasporto di petrolio all'interno degli Stati Uniti, nel tentativo di arginare l'aumento dei prezzi causato dalla guerra contro l'Iran. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, sui social media.

Il Jones Act del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in USA, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce.

15:46
15:46
Ghalibaf lascia i negoziati per disaccordi interni

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, capo della squadra negoziale iraniana con gli Stati Uniti, si è dimesso per i disaccordi interni. Lo riporta Iran International in un'esclusiva.

Ghalibaf è stato criticato per aver tentato di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington ed è stato costretto a dimettersi. La figura intransigente Saeed Jalili, rappresentante ultraintegralista della Guida Suprema presso il consiglio supremo di sicurezza nazionale, potrebbe sostituirlo, scrive Iran International, mentre anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi cerca di assumere la guida dei colloqui.

15:46
15:46
«Araghchi, dopo Islamabad, sarà a Mascate e Mosca»

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi inizierà un tour regionale che toccherà Islamabad, Mascate e Mosca: lo riportano i media statali iraniani, riferisce Iran International.

«Lo scopo di questa visita è quello di tenere consultazioni bilaterali e discutere gli sviluppi attuali nella regione, nonché la situazione più recente della guerra imposta dagli Stati Uniti e dal regime israeliano contro l'Iran», ha dichiarato l'agenzia di stampa statale Irna.

15:11
15:11
Da domani ripartono i voli internazionali da Teheran

Le autorità iraniane hanno annunciato la ripresa di alcuni voli internazionali dall'aeroporto Imam Khomeini di Teheran a partire da domani, con Istanbul e Mascate tra le prime destinazioni. Lo scrive Anadolu.

Ramin Kashef Azar, CEO dello scalo, ha dichiarato in un'intervista all'agenzia di stampa iraniana Ilna che i voli passeggeri internazionali riprenderanno domani, dopo essere stati sospesi durante la guerra. Finora sono stati autorizzati i voli di andata e ritorno per Istanbul e Mascate, ha affermato, aggiungendo che i permessi per ulteriori rotte nazionali e internazionali saranno rilasciati gradualmente in base alla domanda.

Durante il periodo di cessate il fuoco, l'aeroporto è rimasto attivo per le operazioni di carico merci, mentre le compagnie aeree straniere hanno anche trasferito i loro aeromobili da esso, ha aggiunto. Nel frattempo, la compagnia di bandiera iraniana Iran Air ha iniziato a ripristinare i servizi passeggeri nazionali all'inizio di questa settimana, con il primo volo sulla rotta Teheran-Mashhad operato il 22 aprile, secondo l'agenzia di stampa statale Irna. La compagnia aerea prevede di riprendere i voli nazionali tra domani e domenica, nell'ambito di un graduale ritorno alla normalità.

13:48
13:48
L'Ambasciata svizzera in Iran riaprirà gradualmente

Il DFAE ha annunciato che, gradualmente e compatibilmente con la situazione, l'Ambasciata svizzera in Iran riaprirà i battenti. L'articolo completo qui.

13:12
13:12
Netanyahu ha subito un intervento per tumore precoce alla prostata

L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha pubblicato oggi il rapporto annuale sullo stato di salute del premier, rivelando che due mesi e e mezzo fa si è sottoposto a radioterapia per un tumore precoce alla prostata. Questo dopo che, il 29 dicembre 2024, Netanyahu aveva subito un intervento chirurgico per ipertrofia prostatica benigna.

L'intervento è stato eseguito con successo e senza complicazioni, come confermato in una nota dal professore Aron Popovtzer, direttore del dipartimento di oncologia dell'Hadassah Medical Center di Gerusalemme che ha seguito Netanyahu.

«Ho chiesto di posticiparne la pubblicazione del rapporto annuale di salute di due mesi per evitare che venisse diffuso nel pieno della guerra, per impedire al regime terroristico iraniano di diffondere ulteriore falsa propaganda contro Israele», ha scritto Netanyahu in un post su X. «Grazie a Dio, sono in buona salute, sono in ottima forma fisica. Ho avuto un piccolo problema alla prostata che è stato completamente risolto», ha aggiunto Netanyahu, spiegando che i medici avevano detto che poteva tenere sotto controllo il tumore, o sottoporsi a un trattamento.

«Mi conoscete già: quando vengo informato tempestivamente di un possibile pericolo, voglio affrontarlo immediatamente. Questo vale sia a livello nazionale che personale. Ed è quello che ho fatto. Grazie a Dio, ho sconfitto anche questo», ha concluso.

09:58
09:58
Israele e Hezbollah si scambiano attacchi dopo la proroga della tregua

Le Forze di Difesa Israeliane e Hezbollah si accusano reciprocamente di violazioni del cessate il fuoco. L'Idf afferma di aver intercettato diversi razzi lanciati dal Libano, e che le sirene d'allarme sono risuonate nella zona di Shtula. Hezbollah ha dichiarato su Telegram di aver preso di mira Israele con un attacco missilistico.

In una dichiarazione pubblicata su X, l'Idf sostiene di aver ucciso tre persone identificate come «terroristi di Hezbollah» dopo che queste avevano lanciato «senza successo» un missile contro un aereo dell'aeronautica israeliana. Il rapporto aggiunge che, in due episodi distinti, Hezbollah ha lanciato razzi contro i soldati dell'Idf nel Libano meridionale. «Tali azioni costituiscono violazioni palesi degli accordi di cessate il fuoco», si legge nel comunicato.

Giovedì sera, Hezbollah ha dichiarato di aver lanciato razzi contro il nord di Israele in risposta a una «violazione del cessate il fuoco» da parte di Israele. L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency riferisce che Israele ha effettuato attacchi aerei a Tiro, nel sud del Paese, questa mattina.

06:18
06:18
Il punto alle 6

Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d'attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. «Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo», ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi.