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I russi sfondano nel Lugansk: "Accerchiata Severodonetsk" – Segui il Live

Lo riporta il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk, Sergiy Gaidai – «I militari di Azov sono in condizioni soddisfacenti» ha dichiarato Kateryna Prokopenko, moglie del comandante del reggimento – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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I russi sfondano nel Lugansk: "Accerchiata Severodonetsk" – Segui il Live
AtseRed. Online
25.05.2022 06:30
23:24
23:24
Zelensky: «Offensiva russa brutale, ci servono altre armi»

"Le forze armate ucraine, la nostra intelligence e tutti coloro che difendono lo Stato si oppongono all'offensiva estremamente brutale delle truppe russe nell'est. In alcuni luoghi, il nemico supera di gran lunga l'equipaggiamento e il numero dei nostri soldati". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo consueto discorso video serale alla nazione, che è tornato a chiedere agli alleati occidentali pieno sostegno nella fornitura di armi.

"Sono grato a tutti coloro che ne hanno parlato, anche a Davos, e a chi ne parla sui media e nelle capitali dei principali Paesi, nonostante le pressioni di tutti coloro che sono rimasti bloccati nel XX secolo, quando gli interessi dei popoli venivano spesso barattati nel tentativo di soddisfare gli appetiti dei dittatori", ha aggiunto, citato da Ukrinform, riferendosi in particolare all'ex segretario di Stato americano Henry Kissinger, che aveva ipotizzato possibili concessioni territoriali di Kiev per ottenere una tregua con Mosca.

22:05
22:05
Almeno 56 scuole colpite dall'inizio della guerra

Sono almeno 56 le scuole ucraine danneggiate o distrutte dalla Russia dall'inizio del conflitto. E' quanto afferma una verifica indipendente fatta dalla serie di giornalismo investigativo «Frontline» di Associated Press e Pbs, secondo quanto riporta il Guardian. Secondo le autorità ucraine, le scuole bombardate sono oltre mille e quelle distrutte 95.

20:41
20:41
«Evacuazione da Azovstal è un miracolo»

«L'evacuazione di soldati e civili dalla acciaieria di Azvostal a Mariupol è un miracolo e noi ringraziamo il segretario generale delle Nazioni Unite e la Croce rossa per avere facilitato questo processo». Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba nel corso di una conferenza stampa al Forum economico mondiale (WEF) di Davos (GR).

«Ci sono volute molte ore e molte telefonate da parte di Zelensky, ma alla fine tutto ha funzionato. Al momento la situazione è molto fragile - ha aggiunto -, degli ucraini deportati in Russia non conosciamo il numero e non sappiamo neanche dove si trovino».

20:26
20:26
I russi sfondano nel Lugansk: "accerchiata Severodonetsk"

Le barricate ucraine nel Lugansk sono sul punto di cedere. Dopo giorni di raid a tappeto per stringere d'assedio Severodonetsk, l'esercito russo è riuscito a sfondare le linee di difesa ed è ormai alla periferia della città, considerata la chiave per la conquista dell'intera regione orientale.

Una manovra a tenaglia condotta raccogliendo le forze da diversi fronti, con un'accelerazione decisiva dopo la definitiva caduta di Mariupol, secondo una strategia che il think tank americano Institute for the Study of War definisce di «conquiste progressive e misurate», rispetto al piano iniziale di assalto contemporaneo a tutto il Donbass.

«Le truppe russe si sono già avvicinate molto a Severodonetsk, quindi possono sparare anche con i mortai. La città viene continuamente bombardata, 24 ore su 24. La situazione è molto difficile», ha ammesso il governatore Serhiy Gaidai. «Stanno semplicemente cancellando Severodonetsk dalla faccia della Terra», ha denunciato amaro. Un'avanzata rivendicata da Mosca, che afferma di aver circondato completamente la città, già accerchiata da tre lati e da cui le autorità ucraine hanno sospeso i tentativi di evacuazione dei 15 mila abitanti rimasti intrappolati.

I filorussi riferiscono di avere ormai il controllo di «parte dell'autostrada strategica Lysichansk-Artemovsk», determinando così la «quasi completa impossibilità di rifornire le truppe ucraine a Severodonetsk e Lysichansk», le due città gemelle separate dal fiume Serversky Donets. Sotto parziale controllo degli assedianti c'è anche Lyman, altro centro strategico, una cinquantina di chilometri più a ovest.

Ma la Difesa di Kiev, per il momento, smentisce il definitivo isolamento dell'area, sostenendo di riuscire ancora a portare aiuti, e nega la ritirata delle truppe, che sarebbero arretrate per riorganizzarsi. «Sarà decisiva la prossima settimana», ha previsto il governatore.

L'offensiva avanza al prezzo di nuove stragi tra i civili. Secondo Kiev, almeno altri 6 sono rimasti uccisi e 8 feriti negli ultimi attacchi, «deliberatamente colpiti» nei rifugi antiaerei in cui si erano nascosti all'interno dell'impianto chimico Azot: una dinamica che rievoca drammaticamente la sorte dei bunker dell'acciaieria Azovstal, in un parallelo sempre più forte tra Mariupol e Severodonetsk.

Mentre si concentra sul Donbass, con un martellamento insistente anche sul Donetsk e nuovi raid su Kramatorsk e Kharkiv, la guerra di Mosca, entrata ormai nel quarto mese, continua consolidando anche le conquiste territoriali sulla fascia costiera, dove lo smantellamento delle difese ucraine favorisce le manovre della flotta del Mar Nero. Un rischio evidenziato dagli stessi 007 di Kiev.

I russi, ha riferito una nota dell'intelligence del ministero della Difesa, «sono diventati cauti, ma il loro raggruppamento navale oggi purtroppo ha il pieno controllo del Mar d'Azov, questo è chiaro, insieme allo Stretto di Kerch, e ora stanno bloccando i nostri porti sul Mar Nero». A Sebastopoli, nella Crimea già annessa a Mosca, nelle ultime ore i sottomarini sono stati caricati con missili Kalibr, mentre la Difesa di Vladimir Putin ha rivendicato i bombardamenti da parte di una fregata contro infrastrutture militari sul suolo nemico.

I raid non si fermano neppure sulle zone limitrofe a quelle in mani russe nel sud-est. Almeno una persona è morta e altre tre sono rimaste ferite nella regione di Zaporizhzhia, dove sono stati colpiti gli stabilimenti della società Motor Sich, produttrice di motori per aerei militari, droni compresi.

Un dramma nel dramma resta quello dei bambini vittime del conflitto. I minori uccisi in tre mesi, denuncia Kiev, sono almeno 238, mentre 433 sono rimasti feriti. Altri 1'918 piccoli risultano invece «scomparsi» - la maggior parte nelle regioni di Donetsk, compresa Mariupol, Kiev e Kharkiv - a causa di «costanti bombardamenti, evacuazioni forzate, deportazioni, movimenti caotici, fughe, rapimenti».

19:27
19:27
Mosca tira dritto sul debito: «Pagheremo in rubli»

Il default della Russia appare sempre più vicino ma Mosca tira dritto e annuncia che pagherà il debito in rubli se non potrà farlo in dollari.

La posizione del ministero delle Finanze arriva dopo che il Tesoro americano, nell'ambito delle sanzioni per l'invasione dell'Ucraina, ha annunciato che non intende rinnovare la concessione che permetteva alla Russia di continuare a pagare gli investitori attraverso le banche statunitensi.

Mosca dovrebbe pagare circa 100 milioni di dollari di debito estero in scadenza venerdì. I pagamenti, ha sottolineato il ministero, saranno effettuati in rubli "con la possibilità di successiva conversione nella valuta originale" prevista dai bond emessi.

La Russia si trova ad affrontare una "situazione artificiale creata da una nazione ostile", ha dichiarato in un comunicato riportato da Bloomberg il ministro delle Finanze Anton Siluanov. "Abbiamo i soldi - ha concluso - e la volontà di pagare".

Tra i prossimi pagamenti in vista, solamente una obbligazione in euro al 2036 con cedola in scadenza venerdì, prevede pagamenti in rubli. Il bond al 2026 in dollari, invece, prevede come valute alternative solamente le sterline, euro o franchi.

Non è previsto il pagamento in rubli nemmeno per le cedole in scadenza a fine giugno per tre altre obbligazioni. Complessivamente, il governo russo si trova ora nelle condizioni di dover ripagare circa 20 miliardi di dollari di obbligazioni e circa 500 milioni di dollari di interessi nel prossimo mese.

Dal Forum economico mondiale di Davos, il numero due del Fondo monetario internazionale, Gita Gopinath, evidenzia come gli sviluppi (sull'ipotesi di default della Russia, ndr) sono quotidiani e "non voglio anticipare i tempi, ma se si guarda ai prezzi di mercato, questi scontano un'alta probabilità di default".

Mentre si addensano nubi minacciose sul futuro economico di Mosca, la banca centrale russa annuncerà nelle prossime ore, secondo gli osservatori, una drastica mossa sul fronte della politica monetaria. In vista delle decisioni della governatrice Elvira Nabiullina, la Borsa ha chiuso in rialzo con l'indice Moex che ha guadagnato il 2,03%.

Perde quota il rublo dopo il rally dei giorni scorsi che ha portato la valuta di Mosca a segnare performance senza precedenti. Per un dollaro ora servono 60,3 rubli, a fronte dei 56,8 del giorno precedente, e per un euro sono necessari 64, rubli, in confronto ai 61,05 del giorno prima.

16:40
16:40
Putin visita per la prima volta i feriti di guerra

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato all'ospedale militare centrale Mandrika di Mosca per visitare per la prima volta alcuni dei soldati feriti nella guerra in Ucraina.

Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. Putin, che indossa un camice bianco, è accompagnato dal ministro della Difesa Serghei Shoigu.

16:16
16:16
WEF: Kuleba, uccidere la politica dell'export della Russia

"Abbiamo un bisogno disperato delle armi, ma anche di assistenza macro finanziaria e poi dobbiamo riconsiderare la politica delle sanzioni". Lo ha detto il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba intervenendo al Forum economico di Davos (GR). "Bisogna uccidere la politica dell'export della Russia, basta comprare dalla Russia", ha poi aggiunto.

"Questa è una guerra di sostenibilità, Putin pensa che collasseremo come Paese, ma noi non lo permetteremo, questa è una guerra per la nostra esistenza, è una guerra di identità, fra lo stato russo e il popolo ucraino", ha dichiarato Kuleba.

"Kissinger, lo rispetto ma non ha alcuna posizione ufficiale nell'amministrazione Usa, è la sua posizione, che non condivido", ha aggiunto Kuleba. Secondo Henry Kissinger, intervenuto anche lui a Davos, l'Occidente non dovrebbe cercare di infliggere una sconfitta alla Russia e l'Ucraina dovrebbe rinunciare a qualche territorio per la pace.

"Molti Paesi sentono già le ripercussioni della guerra e questo è solo l'inizio: la crisi diverrà ancora più grave", ha proseguito il ministro degli Esteri ucraino, rispondendo a una domanda sulla crisi alimentare scaturita dal conflitto.

Il presidente francese Emmanuel "Macron ha chiamato Putin varie volte, ma alla fine ci troviamo ancora allo stesso punto", ha sottolineato Kuleba. "Non ne vediamo molto il senso", ha aggiunto.

Il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, nel suo intervento, ha anche affermato che la situazione nel Donbass è "estremamente negativa" per le truppe ucraine.

15:18
15:18
«La Russia ricatta il mondo con il blocco sulle esportazioni alimentari»

«La Russia sta ricattando il mondo chiedendo di revocare le sanzioni in cambio dello sblocco delle esportazioni alimentari dell'Ucraina. Qualsiasi politico o funzionario straniero che possa pensare di accettare questo gioco dovrebbe prima visitare le tombe dei bambini ucraini uccisi e parlare con i loro genitori». Lo scrive su Twitter il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba.

15:11
15:11
«Lavoriamo a una soluzione sull'embargo del petrolio»

(Aggiornata alle 15.14) La presidente della Commissione UE Ursula Von der Leyen «è in contatto con tutti i leader del Consiglio europeo e sta cercando di trovare una soluzione per approvare il sesto pacchetto delle sanzioni». Lo ha detto la portavoce della Commissione UE, Dana Spinant, rispondendo ad una domanda sullo stallo sull'embargo al petrolio e sul rischio che al summit europeo di lunedì il tema non sia sul tavolo.« È importante continuare a dare una forte risposta alla Russia, Von der Leyen ha parlato di settimane, è difficile trovare un compromesso troppo presto», ha aggiunto.

«I pacchetti di sanzioni vanno approvati a 27, e riesco difficilmente a immaginare che uno possa essere escluso», ha detto dal canto suo una fonte governativa tedesca, rispondendo a una domanda su una eventuale esclusione dell'Ungheria dal sesto pacchetto di misure contro Mosca, nel corso di un briefing a Berlino organizzato in vista del consiglio europeo straordinario di fine maggio.

«Ma non sono io l'esperta del mercato energetico tedesco», ha aggiunto la fonte.

15:07
15:07
NATO: La minaccia di veto della Turchia avrebbe indispettito gli USA

La Turchia, con la minaccia del veto all'ingresso di Svezia e Finlandia nella NATO, avrebbe alquanto indispettito gli Stati Uniti.

«Se la strategia è quella di avere delle concessioni dagli USA o da altri Alleati, stanno ottenendo l'effetto contrario», assicura all'agenzia di stampa italiana ANSA una fonte dell'Alleanza a conoscenza del dossier. I negoziati nel mentre continuano e, stando alla stessa fonte, «non siamo ancora arrivati a un momento drammatico della trattativa».

Dal canto suo, la prima ministra svedese Magdalena Andersson ha dichiarato in una conferenza stampa a Stoccolma che la Svezia «ovviamente» non finanzia né arma organizzazioni terroristiche. La premier risponde così alle affermazioni della Turchia secondo cui il Paese sarebbe un focolaio di gruppi terroristici.

«Non inviamo denaro alle organizzazioni terroristiche, ovviamente, né armi».

Le parole della premier svedese sono arrivate proprio mentre le delegazioni finlandese e svedese hanno iniziato oggi i colloqui con Ankara, che secondo la Andersson offriranno l'opportunità di chiarire quella che, a suo dire, è la «confusione» che circola sul sostegno svedese a diversi gruppi.

«Naturalmente esamineremo e discuteremo l'elenco e chiariremo una serie di cose che non sono state chiare nei resoconti dei media e nelle dichiarazioni di altre parti», ha aggiunto.

14:55
14:55
Kiev smentisce che Lugansk sia stata isolata

Il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk Sergiy Gaidai ha smentito che l'esercito russo avrebbe isolato la regione dal resto dell'Ucraina e bloccato l'autostrada Lysychansk-Bakhmut. Lo riporta Ukrinform.

«La regione di Lugansk non è isolata. La strada Lysychansk-Bakhmut non è bloccata. È disponibile l'accesso a Lysychansk e Severodonetsk. Nel pomeriggio, i media hanno iniziato a diffondere la notizia che gli occupanti avrebbero interrotto la 'strada della vita'. Questo non è vero. Oggi siamo riusciti a consegnare aiuti umanitari. A partire dalle 13, il traffico è possibile», ha scritto Gaidai su Telegram.

14:52
14:52
«Pagheremo il debito in rubli se non possiamo farlo in dollari»

La Russia intende continuare a pagare il suo debito estero in rubli se gli USA le impediranno di farlo in dollari. Lo ha detto il ministero delle finanze di Mosca, citato dall'agenzia di stampa ufficiale russa Tass.

Il Tesoro americano ha indicato che non rinnoverà la licenza in scadenza oggi concessa alla Russia per pagare in dollari le cedole ai creditori americani, spingendo così di fatto il Paese al default, nonostante sia in possesso delle riserve per onorare il suo debito. I pagamenti, ha sottolineato il ministero, saranno effettuati in rubli «con la possibilità di successiva conversione nella valuta originale» prevista dalle obbligazioni emesse.

14:21
14:21
Le delegazioni di Svezia e Finlandia in Turchia per consultazioni

Nella capitale turca Ankara sono in corso consultazioni tra delegazioni di Svezia e Finlandia con funzionari turchi riguardo alla richiesta di adesione alla NATO presentata da Stoccolma e Helsinki, sulla quale Ankara finora ha minacciato il veto.

Lo si apprende dall'agenzia di stampa governativa turca Anadolu, secondo cui ai colloqui, presso il palazzo presidenziale della capitale turca, partecipano il portavoce del presidente Recep Tayyip Erdogan, Ibrahim Kalin, e il viceministro degli esteri turco Sedat Onal. La delegazione svedese è guidata dal segretario di Stato Oscar Stenstrom e quella finlandese dal segretario di Stato del ministero degli esteri Jukka Salovaara.

La Turchia ha fatto sapere che appoggerà la candidatura dei Paesi scandinavi solo se questi rinunceranno al sostegno politico e finanziario e all'invio di armi al gruppo armato Pkk (Partito dei lavoratori del Kurdistan), ritenuto terrorista da Ankara.

Le autorità turche hanno anche chiesto la fine di sanzioni e dell'embargo sulla vendita di armi imposto negli anni scorsi dopo il lancio di un'operazione militare turca contro forze curde nel nord della Siria.

14:17
14:17
Cittadinanza russa facilitata per i residenti dell'Ucraina del sud

Il presidente russo Vladimir Putin ha semplificato l'acquisizione della cittadinanza russa per i residenti delle regioni di Kherson e Zaporozhzhia, nel sud dell'Ucraina, con un decreto pubblicato oggi sul portale delle informazioni legali della Federazione russa. Lo riporta Ria Novosti.

Il documento è «sulla determinazione a fini umanitari delle categorie di persone legittimate a richiedere l'ammissione alla cittadinanza della Federazione russa secondo una procedura semplificata».

Kherson è stata la prima grande città ucraina a essere completamente occupata, Zaporizhzhia è ancora sotto il controllo ucraino, ma quasi circondata.

14:02
14:02
La Russia arruolerà anche chi ha più di 40 anni

Il parlamento della Russia - le cui truppe hanno invaso l'Ucraina - ha approvato un progetto di legge che prevede di abolire il limite di 40 anni per chi desidera arruolarsi nelle forze armate: lo riporta il giornale in linea in lingua inglese con sede a Mosca Moscow Times.

Il documento deve essere firmato dal presidente russo Vladimir Putin per diventare legge.

13:33
13:33
Proposte norme per la confisca dei beni degli oligarchi russi

Mossa della Commissione europea per la confisca dei beni degli oligarchi che cercano di sottrarsi alle sanzioni. Nel dettaglio l'esecutivo comunitario propone di aggiungere la violazione delle misure restrittive dell'UE all'elenco dei reati dell'Unione e nuove norme rafforzate sul recupero e la confisca dei beni.

Nell'ambito dei diversi pacchetti di sanzioni dell'Unione europea alla Russia per l'aggressione all'Ucraina sono stati congelati sino ad ora beni per 10 miliardi di euro (10,2 miliardi di franchi) agli oligarchi russi, ha indicato il commissario europeo alla giustizia Didier Reynders nella presentazione alla stampa delle decisioni di oggi della Commissione.

Finora, gli Stati membri hanno inoltre bloccato transazioni per un valore di 196 miliardi di euro.

La Commissione propone anche che la violazioni di sanzioni restrittive sia un euro-crimine catalogato come «reato grave». «Ciò consentirà di stabilire uno standard di base comune su reati e sanzioni penali in tutta l'UE.

Dobbiamo armonizzare il sistema europeo», ha annunciato Reynders al termine del collegio dei commissari che ha approvato il pacchetto. L'obiettivo è, anche, semplificare «le indagini, il perseguimento e la punizione violazioni delle misure restrittive in tutti gli Stati membri».

13:31
13:31
«I russi sempre più vicini: Severodonetsk bombardata 24 ore su 24»

«Le truppe russe si sono già avvicinate molto a Severodonetsk, quindi possono sparare anche con i mortai. La città viene continuamente bombardata, 24 ore su 24. Ci sono pesanti combattimenti alla periferia della città, mentre bombe e missili vengono sganciati dai bombardieri, la situazione è molto difficile».

Lo rende noto il capo dell'amministrazione militare regionale del Lugansk Sergiy Gaidai, citato dall'agenzia di stampa Ukrainian Independent Information Agency (Unian). «Anche i russi hanno perdite - ha affermato - l'unica cosa è che ce ne sono molti. I nostri combattenti sono semplicemente scioccati dal fatto che vengano fuori da dovunque».

12:51
12:51
«Un convoglio di camion con grano rubato verso la Russia»

Un convoglio di camion di grano, rubato alla compagnia Ascet Shipping, è stato avvistato sull'autostrada di Melitopol. Anche i residenti di Berdiansk hanno contato più di 30 camion con rimorchi carichi di cereale vicino all'impianto Azovkabel.

Lo denuncia la commissaria per i diritti umani del parlamento ucraino Liudmyla Denisova, citata dall'agenzia di stampa statale ucraina Ukrinform, affermando che i russi portano il grano rubato nelle città occupate, passando per la Crimea.

Secondo Denisova, stanno cercando di portare via il grano dal porto di Mariupol usando la ferrovia, per questo motivo sono stati avviati con urgenza i lavori di riparazione della linea.

12:19
12:19
«I russi hanno il pieno controllo del Mar d'Azov»

I russi «sono diventati cauti, ma il loro raggruppamento navale oggi purtroppo ha il pieno controllo del Mar d'Azov, questo è chiaro, insieme allo Stretto di Kerch, e ora stanno bloccando i nostri porti sul Mar Nero».

Lo ha scritto su Telegram il servizio stampa della Direzione principale dei servizi segreti del ministero della Difesa ucraino citando un rappresentante della Direzione principale, Vadym Skibitskyi, riportato dall'agenzia di stampa statale ucraina Ukrinform.

Secondo Skibitskyi, l'obiettivo della Russia è quello di infliggere perdite economiche all'Ucraina impedendo il funzionamento dei porti come zone economiche.

«I russi vogliono impedire la circolazione delle merci sia sul territorio ucraino che dal territorio dei nostri porti e sono pronti a utilizzare grandi navi da sbarco e altre navi in caso di operazioni in mare. Ma le nostre azioni li hanno costretti a limitare le attività della Flotta russa del Mar Nero in questa fase», ha dichiarato Skibitskyi.

11:24
11:24
«Il porto di Mariupol riprende a operare regolarmente»

Il portavoce del ministero della Difesa russo, Igor Konashenkov, sostiene che il porto di Mariupol è stato sminato e che ha «cominciato a operare in modalità regolare». Lo riporta l'agenzia di stampa non governativa russa Interfax.

Mariupol è una delle principali città portuali dell'Ucraina e una delle città più devastate dalla guerra. È attualmente controllata dalle truppe russe che hanno invaso l'Ucraina.

11:01
11:01
Boris Bondarev teme per la sua vita

Il diplomatico russo presso le Nazioni Unite a Ginevra Boris Bondarev teme per la sua vita dopo aver rassegnato le dimissioni in segno di protesta contro la guerra in Ucraina e il presidente Vladimir Putin. In un'intervista ha espresso gratitudine per la protezione offerta dalle autorità svizzere.

«Quando sei solo e devi aspettarti, a torto o a ragione, di essere vittima di violenza, è incredibilmente importante sapere che c'è qualcuno che ti sostiene e cerca di proteggerti», ha dichiarato il diplomatico 41.enne al Tages-Anzeiger di oggi. Egli «ringrazia sentitamente» la missione svizzera presso le Nazioni Unite a Ginevra e il governo elvetico per questo.

Dopo le dimissioni - le prime di un rappresentante ufficiale della Russia - Bondarev per il momento vuole rimanere in Svizzera e cercare un nuovo lavoro. Sta valutando tutte le opzioni, compresa quella di chiedere asilo in Svizzera o in un altro Paese.

Bondarev ha affermato che le sue aperte critiche al presidente russo Vladimir Putin e al ministro degli esteri Sergei Lavrov sono giudicate un crimine in Russia. «Non sono considerato solo un oppositore, come diplomatico sono anche un funzionario. Quindi un procedimento penale è quasi certo per me», ha detto aggiungendo di avere paura per la sua famiglia, i suoi parenti e i suoi amici più stretti.

In merito alle motivazione del suo gesto, il diplomatico dimissionario ha detto di voler essere di ispirazione per i colleghi e i connazionali che pensano di non poter fare nulla: «È sempre possibile alzarsi e dire la verità».

Il consigliere della missione russa presso le Nazioni Unite a Ginevra si è dimesso lunedì dopo 20 anni di servizio per protestare contro la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. Il Cremlino ha preso le distanze e il portavoce ha affermato che Bondarev «non è più con noi, è contro di noi».

10:55
10:55
«In tre mesi sono scomparsi 1.918 bambini ucraini»

Dall'inizio dell'invasione russa, il 24 febbraio, il segretariato del Commissario per i diritti umani del parlamento ucraino ha ricevuto richieste da parte dei parenti di cercare 1.918 bambini scomparsi: «La maggior parte di loro sono bambini delle regioni di Donetsk, compresa Mariupol, Kiev e Kharkiv», scrive il servizio stampa dell'Ufficio del difensore civico su Telegram, citato dall'agenzia di stampa statale ucraina Ukrinform, in occasione della Giornata internazionale dei bambini scomparsi.

«Costanti bombardamenti, sfollamenti forzati, deportazioni, movimenti caotici, fughe, rapimenti sono tra i fattori che hanno provocato questo fenomeno», si legge nel comunicato.

10:28
10:28
Zelensky: «L'Occidente è diviso di fronte alla Russia»

L'Occidente è diviso nell'affrontare la Russia. Lo ha affermato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky intervenendo per la seconda volta in tre giorni in videoconferenza al Forum economico mondiale di Davos (GR).

«La mia domanda - ha detto Zelensky - è: c'è in pratica una unità (tra gli occidentali)? Io non la vedo». L' Ucraina, ha aggiunto, avrebbe «bisogno di una Europa unita».

10:12
10:12
Mosca: «Pronti al dialogo sulle forniture di grano all'Ucraina»

La Russia è pronta al dialogo con tutti i partner internazionali sulle forniture di grano dall'Ucraina: lo ha detto oggi il viceministro degli esteri, Andrey Rudenko, rispondendo ad un appello in questo senso lanciato dall'Occidente a Mosca.

La Russia, ha inoltre affermato Rudenko, è pronta a fornire un corridoio umanitario per le navi che trasportano prodotti alimentari fuori dall'Ucraina.

Scambio dei prigionieri Azovstal solo dopo processo

Mosca è d'altro canto disposta a discutere di uno scambio di prigionieri ucraini e russi solo dopo che i combattenti ucraini che si sono arresi nell'acciaieria Azovstal di Mariupol saranno stati processati, ha detto ancora Rudenko, citato dall'agenzia di stampa non governativa russa Interfax.

09:17
09:17
Nike non rinnova il franchising in Russia

La multinazionale statunitense Nike ha deciso di non rinnovare l'accordo di franchising con Inventive Retail Group (Irg), una società che gestisce 37 negozi al dettaglio a marchio Nike in Russia. Secondo il presidente di Irg, Tikhon Smykov, Nike non sarà quindi in grado di effettuare consegne in Russia «nel prossimo futuro».

Lo riferisce l'agenzia di stampa statale ucraina Ukrinform. «Con l'esaurimento delle scorte, Irg sarà costretta a chiudere tutti i suoi negozi con il marchio», ha detto Smykov. Il responsabile delle pubbliche relazioni della società ha confermato che le consegne di prodotti Nike sono state sospese e che i prodotti scarseggiano.

09:14
09:14
«In Donbass situazione difficile»

Il giornale in linea ucraino Ukrainska Pravda indica che il presidente Volodymyr Zelensky in un discorso ieri sera giudica la situazione nel Donbass «estremamente difficile. Tutta la forza dell'esercito russo che ha ancora viene lanciata lì per attaccare. Lyman, Popasna, Severodonetsk, Slovyansk, gli occupanti vogliono distruggere tutto lì. Ma nelle intercettazioni delle loro conversazioni, sentiamo che sono ben consapevoli che questa guerra non ha senso per la Russia e che strategicamente il loro esercito non ha alcuna possibilità. Ma ci vogliono tempo e molti sforzi straordinari del nostro popolo per rompere il loro vantaggio nella quantità di equipaggiamento e armi», ha affermato Zelensky.

Stando al Guardian, oggi parlando in un video messaggio del peggioramento della situazione nella regione del Donbass, Zelensky ha chiesto ai governi stranieri di continuare a fornire supporto militare sotto forma di armi ed equipaggiamenti perché questo è «il miglior investimento per mantenere la stabilità nel mondo».

09:01
09:01
Numerose esplosioni su Zaporizhzhia

Numerose esplosioni sono state udite questa mattina a Zaporizhzhia, nel sud dell'Ucraina. Secondo quanto riporta il media on line ucraino in lingua inglese The Kyiv Independent, le sirene antiaeree hanno suonato intorno alle 3.20 ora locale (le 4.20 in Svizzera) e le esplosioni sono state segnalate dopo le 5.00 ora locale.

08:59
08:59
«Mosca sta cancellando Severodonetsk dalla faccia della Terra»

«L'esercito russo ha deciso di distruggere completamente Severodonetsk. Stanno semplicemente cancellando Severodonetsk dalla faccia della Terra», ha detto in un video pubblicato su Telegram il capo dell'amministrazione militare regionale di Lugansk (est), Sergiy Gaidai, stando a quanto riporta il quotidiano britannico Guardian.

La città è sotto l'intenso fuoco di Mosca, che mira così a consolidare il controllo sulla provincia e avanzare ulteriormente verso est.

«La situazione è molto difficile e sfortunatamente sta solo peggiorando», ha proseguito Gaidai, descrivendo ciò che ha definito un'«offensiva su vasta scala in tutte le direzioni» con raid aerei e colpi di artiglieria.

Gaidai ha aggiunto che i 15.000 abitanti della città non sono riusciti a fuggire perché i bombardamenti sono troppo intensi.

08:18
08:18
«Le truppe ucraine si sono ritirate dalla città contesa di Svitlodarsk»

Secondo Pavlo Kyrylenko, capo dell'amministrazione militare regionale di Donetsk, le forze russe hanno conquistato la città contesa di Svitlodarsk nella regione orientale del Donbass e le forze ucraine si sono ritirate. Lo riporta la Cnn. «Circa 10.000 civili rimangono nella Svitlodarsk occupata», ha detto Kyrylenko. «Non più del 30% della popolazione ha lasciato la città. Il 24 maggio, l'esercito russo è entrato a Svitlodarsk, nella regione di Donetsk. Le bandiere russe sono già state issate lì».

Secondo Kyrylenko, Svitlodarsk era stata circondata su tre lati e la città non era stata sottoposta a intensi bombardamenti, quindi gran parte della popolazione civile era rimasta.

08:07
08:07
«A Mariupol sono morti almeno 22.000 residenti»

(Aggiornata alle 09.07) «Mariupol è ora una città di fantasmi», ha affermato all'emittente televisiva Cnn Petro Andriushchenko, consigliere del sindaco della città portuale ucraina. L'uomo, fuggito nel territorio ucraino, ha affermato che i funzionari del municipio di Mariupol ritengono che almeno 22.000 residenti della città siano stati uccisi durante i tre mesi di guerra.

Cnn precisa che tale bilancio non può essere supportato in modo indipendente, in quanto la stampa libera non è in grado di accedere alla città e quelli che sono ancora all'interno hanno troppa paura per parlare apertamente.

La cifra di 22.000 si basa, ha detto Andriushchenko, sui numerosi contatti che lui e altri funzionari del municipio continuano ad avere con funzionari intrappolati all'interno. Tuttavia il consigliere è convinto che la cifra reale delle vittime possa essere molto più alta.

06:36
06:36
«I militari di Azov sono in condizioni soddisfacenti»

(Aggiornata alle 09.02) I militari del battaglione Azov, catturati quattro giorni fa dalle forze russe dopo l'assedio di tre mesi all'acciaieria Azovstal, sono detenuti in condizioni «soddisfacenti». Lo ha detto al Guardian Kateryna Prokopenko, moglie del comandante ucraino del reggimento Azov che ha guidato la difesa di Mariupol, Denys Prokopenko.

Denys Prokopenko ha potuto chiamare brevemente la moglie. «Ha detto che stava 'bene' e mi ha chiesto come stavo», ha detto Kateryna Prokopenko al giornale. «Ho sentito da altre fonti che le condizioni sono più o meno soddisfacenti».

«Vengono nutriti, ricevono acqua. Le condizioni soddisfano i requisiti e non hanno subito violenze in questo breve periodo», ha dichiarato Prokopenko.

«Cosa accadrà in seguito, ovviamente, non lo sappiamo, ma al momento ci sono terze parti - l'ONU e la Croce Rossa - che stanno controllando la situazione».

La maggior parte dei combattenti di Azov feriti è detenuta in una prigione a Olenivka, un villaggio nella Donetsk occupata dai russi, ma un gruppo più piccolo di combattenti gravemente feriti si trova in un ospedale nella città di Novoazovsk, sempre nella Donetsk occupata dai russi. Prokopenko ha dichiarato che, a sua conoscenza, nessuno dei combattenti è stato portato in Russia.

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Il punto alle 6.00

«L'esenzione sui bond scadrà: il default della Russia è più vicino». Gli Stati Uniti hanno confermato durante la serata di ieri che lasceranno scadere il prossimo 25 maggio l'esenzione temporanea che ha finora consentito a Mosca lo spazio necessario per continuare i pagamenti relativi ai bond russi agli investitori americani. Lo afferma il Tesoro. Lo stop avvicina la Russia al suo primo default dalla rivoluzione bolscevica del 1917.

È notizia di ieri sera che le autorità di Kiev hanno avviato un’indagine sui crimini di guerra al Gorky Park di Kharkiv, colpito da circa 50 proiettili in tre mesi di conflitto. I PM hanno preso in carico il caso per garantire che il parco possa essere aperto senza che il pubblico sia a rischio e, soprattutto, per determinare se gli attacchi costituiscano un crimine di guerra.

Intanto il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky ha affermato questa notte che è disposto a tornare al tavolo dei negoziati se le truppe russe si ritireranno completamente. Lo ha dichiarato in un'intervista al quotidiano giapponese NHK, come riferisce Ukrinform. «Per ogni ucraino - afferma il presidente ucraino - la vittoria è il ritorno dei territori. Crediamo che la Crimea e il Donbass siano i nostri territori. Stiamo combattendo per noi stessi. Vorrei che arrivassimo almeno ai confini del 24 febbraio, e poi ci proponiamo di sederci nuovamente al tavolo dei negoziati e concordare la pace, la fine della guerra e il ritorno dei nostri territori».

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