Svizzera

Il comune di Crans-Montana non ci sta: ora chiede di essere parte del procedimento penale

Presentato un ricorso contro la decisione del Ministero pubblico vallesano di negare alle autorità comunali di partecipare attivamente alle indagini
Red. Online
26.02.2026 14:32

Il Comune di Crans-Montana ha presentato ricorso contro la decisione del Ministero pubblico vallesano di negargli la qualità di «parte» al procedimento. Il Tribunale cantonale dovrà ora pronunciarsi sulla querela, depositata il 5 febbraio.

L'informazione è stata confermata a Keystone-ATS dal legale del Comune, Gaspard Couchepin. «Come si è impegnato a fare subito dopo la tragedia del Constellation nei confronti delle vittime e più in generale dell'opinione pubblica, il Municipio di Crans-Montana intende fare tutto il possibile affinché sia fatta piena giustizia», ha dichiarato, confermando un'informazione di ieri della radiotelevisione pubblica romanda RTS.

«Ciò richiede quindi il perseguimento dei reati che, in applicazione della legge, compete al Comune in qualità di parte. Le competenze legali del Ministero pubblico e del Comune non si sovrappongono, anche se vengono esercitate nell'ambito dello stesso procedimento» condotto dalla procura, ha proseguito l'avvocato vodese.

Il ricorso fa riferimento al secondo capoverso dell'articolo 4 del Codice di procedura penale (CPP), secondo cui «i Cantoni possono conferire pieni o limitati diritti di parte ad altre autorità cui spetta la tutela di interessi pubblici». Lo statuto di parte consente di partecipare pienamente al procedimento penale e può conferire il diritto di accedere al dossier, assistere agli interrogatori e anche porre domande alle persone interrogate.

Il Comune di Crans-Montana aveva inizialmente espresso il desiderio di costituirsi come accusatore privato, ovvero come soggetto leso che sporge denuncia. All'inizio di gennaio, il Ministero pubblico vallesano lo aveva informato che, alla luce della giurisprudenza, non avrebbe potuto ottenere tale statuto.

Il Comune aveva dunque rinunciato allo statuto di accusatore privato, ma presentato la richiesta di essere parte al procedimento. Ora, col ricorso del Comune, spetta al Tribunale cantonale vallesano pronunciarsi.

Ma perché il Comune di Crans-Montana ora chiede di essere «parte» del  procedimento penale? Tale status consentirebbe ai funzionari di partecipare direttamente alle indagini, avendo così accesso all’intero fascicolo di inchiesta, presenziando alle udienze, ponendo domande agli interrogati, presentando prove e suggerendo ulteriori piste di indagini. La RTS evidenzia come tale ruolo possa persino influenzare e «dirigere» le indagini penali. Nel presentare la richiesta di riconoscimento del proprio status di «parte», il Comune avrebbe motivato che il gestore del bar Le Constellation ha commesso violazioni alle normative edilizie e che il Comune, in questo caso, è «l'autorità responsabile del perseguimento di tali reati». 

La Procura vallesana nell'ordinanza del 27 gennaio aveva respinto la richiesta di Crans-Montana di potersi costituire accusatore privato, puntando il dito contro il Comune: «Vi sono motivi per ritenere che il Comune sia venuto meno al suo dovere di far rispettare le varie norme che gli incombono per salvaguardare la vita e l'integrità fisica dei clienti del bar Constellation. Tali carenze potrebbero essere attribuite sia ai dipendenti sia ai membri attuali o ex membri del Consiglio comunale» aveva sentenziato Sion.

Contattato dalla RTS, l'avvocato Alain Viscolo, che rappresenta due vittime, condanna fermamente l'approccio del Comune, sottolineando che «è indecente. Il Comune è sospettato di aver commesso reati penali. Alcuni dei suoi leader politici potrebbero ritrovarsi sul banco degli imputati, quindi non ha il diritto di richiedere questo status di partito», ha dichiarato l'avvocato vallesano. Contro il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, è già stata depositata una denuncia. Gli avvocati lo accusano di lesioni personali colpose, di messa in pericolo della vita altrui con dolo diretto, di incendio colposo, nonché di una serie di violazioni delle responsabilità e dei doveri imposti dalla legge sui Comuni, in particolare da quella sulla protezione contro gli incendi e gli elementi naturali.

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