Sotto la lente

«Il Festival diventi un motore di innovazione permanente»

Filippo Beltrametti e Vanessa Singy auspicano che la kermesse cinematografica contribuisca a far compiere un salto di qualità alla Città – «Locarno si affermerebbe quale polo di innovazione culturale e tecnologica»
Si chiede quale sarà il ruolo del PalaCinema in un’ottica di sviluppo nel discorso di città polo dell’audiovisivo. © CdT/Chiara Zocchetti
Spartaco De Bernardi
12.06.2026 17:53

«Locarno gode oggi di un prestigio internazionale straordinario grazie al suo Festival cinematografico. Questa risorsa, storicamente legata ad un periodo limitato dell’anno, rappresenta la base ideale per compiere un fondamentale salto strategico». Ne sono convinti Filippo Beltrametti (Indipendente) e Vanessa Singy (PLR), i quali, nell’interrogazione sottoscritta da undici loro colleghi di tutti gli schieramenti rappresentati nel Consiglio comunale, evidenziano che la sfida attuale «consiste nel trasformare la reputazione della Città all’interno del Paese e in Europa, come anche nel resto del mondo, in un motore di sviluppo continuo e sostenibile».

Rammentando che la kermesse cinematografica rappresenta uno dei principali asset culturali, turistici ed economici della Città di Locarno - per la quale è una vetrina internazionale di straordinaria importanza -, i due estensori dell’interrogazione rilevano che negli ultimi anni il Festival ha promosso diverse iniziative collaterali legate alla formazione, all’innovazione e alle nuove tecnologie audiovisive.

Un periodo carico di sfide

E lo ha fatto sviluppando collaborazioni con SUPSI, USI, BaseCamp, Locarno Pro, CISA, Film Commission e altri partner nazionali e internazionali in un periodo - tra l’altro - durante il quale il settore dell’audiovisivo e delle industrie creative sta vivendo una profonda trasformazione legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, della realtà virtuale e aumentata, delle tecnologie immersive, del gaming, dello streaming e delle piattaforme digitali. In questo contesto, sottolineano sempre Beltrametti e Singy, numerose città europee stanno investendo nella creazione di ecosistemi permanenti capaci di trasformare grandi eventi culturali in piattaforme stabili per quanto attiene all’innovazione, formazione, imprenditorialità, ricerca applicata, attrazione di startup, finanziamenti o investitori e sviluppo occupazionale qualificato.

Ecosistema strutturato

Ebbene, la creazione di un ecosistema strutturato, permanente e attivo sull’intero arco dell’anno è possibile anche a Locarno. Malgrado se ne parli da anni, questa visione è ancora lungi dall’essere concretizzata, lamentano i due interpellanti, secondo i quali Locarno potrebbe ambire a trasformarsi in un campus europeo dell’audiovisivo.

Visione, questa, che corrisponde a quella del Municipio, come peraltro ribadito dal sindaco Nicola Pini ancora nell’intervista rilasciata al CdT il 28 maggio scorso. La sostenibilità di tale visione a lungo termine è stata confermata dallo studio «Locarno Media City» eseguito dalla Zurich centre for creative economies. Lo studio preconizza l’attivazione di un cluster cinematografico e mediatico basato sull’interconnessione tra sviluppo urbano, ricerca scientifica, formazione e turismo. Tornando a bomba sul tema della loro interrogazione, Beltrametti e Singy ritengono che il Film Festival debba essere il motore per una crescita permanente della Città e dell’intera regione. Una crescita per la quale non mancano di certo le opportunità offerte dalla politica locale, cantonale e federale. Dopo aver chiarito che l’autonomia del Festival deve essere garantita, i consiglieri comunali firmatari dell’interrogazione sottopongono ben undici quesiti all’attenzione del Municipio.

Un piano di valorizzazione

Ad iniziare da quella che chiede se l’Esecutivo cittadino disponga di una strategia formalizzata o di un piano operativo volto a valorizzare il Film Festival quale piattaforma permanente di sviluppo economico, innovativo e formativo durante tutto l’anno. «Quali sono, secondo il Municipio, le principali opportunità e criticità nel trasformare il Festival da evento stagionale a piattaforma permanente di innovazione culturale ed economica? Quali fattori hanno finora limitato o rallentato lo sviluppo di una struttura permanente collegata al progetto Locarno Media City», chiedono ancora Beltrametti e Singy.

Il ruolo del PalaCinema

I quali, infine, desiderano inoltre sapere se Palazzo Marcacci consideri prioritario rafforzare il ruolo del PalaCinema e delle strutture collegate quali poli permanenti di innovazione, formazione e networking internazionale. «Il Municipio ha individuato spazi o infrastrutture suscettibili di ospitare incubatori creativi, coworking audiovisivi, laboratori media-tech, programmi di resilienza artistica o centri di ricerca applicata?» è un’altra domanda posta al Municipio.

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