Il Fronte nazionale elvetico colpisce di nuovo: appesi nella notte altri due striscioni

Il Fronte nazionale elvetico ha colpito di nuovo: dopo gli striscioni di protesta contro il Municipio di Lugano e la polizia apparsi nella tarda serata di lunedì 19 ottobre sui cancelli del Municipio e all'Autosilo Balestra, questa volta a finire nel mirino dell'F.N.E. è stata la scuola. Due nuovi messaggi sono infatti stati affissi al Liceo di Lugano 2 di Savosa e alla Scuola d'Arti e Mestieri di Trevano.
Il messaggio
Inequivocabile il messaggio che intendono veicolare i due nuovi striscioni. Sul primo si può leggere «Insegnate, non reclutate», mentre il secondo recita: «Scuola: cultura sì, propaganda no». Su entrambi gli striscioni si può leggere la firma del Fronte nazionale elvetico, ovvero F.N.E. In una delle foto inviateci in redazione si vedono sotto lo striscione quattro membri incappucciati del Fronte nazionale elvetico che esibiscono la bandiera del gruppo, schierato politicamente a destra.
La rivendicazione su Instagram
A rivendicare la nuova azione di protesta ci ha pensato lo stesso Fronte nazionale attraverso il proprio profilo Instagram sul quale si può leggere: «La scuola deve essere il luogo dove si imparano conoscenze, si sviluppa il pensiero critico e si mettono gli studenti nelle condizioni di conoscere e confrontare idee diverse. Non deve diventare uno spazio per indottrinare i ragazzi o per trasformare l’insegnamento in propaganda politica di sinistra!!». Quindi l'avvertimento: «Agli studenti si insegni a pensare. Non cosa pensare!!».
Il precedente
Come detto, questa azione di protesta fa seguito a quella andata in scena nella tarda serata di lunedì 19 ottobre. A finire nel mirino del Fronte nazionale elvetico, allora, erano stati il Municipio di Lugano e la polizia. I messaggi, anche in quell'occasione, erano inequivocabili: «Municipio senza palle, ma le autorizzazioni solo noi dobbiamo farle» e «Polizia con le mani legate = città imbrattate». Da noi contattata, la capodicastero Sicurezza di Lugano Karin Valenzano Rossi aveva invitato «ad abbassare i toni». «Il mio è un invito generalizzato, rivolto a qualsiasi fronte, che sia di destra o di sinistra. In questo momento, fomentare la piazza inutilmente, senza contenuti veri, non è la mossa giusta. La piazza deve essere utilizzata per contenuti politici», aveva detto.
A inizio mese, infine, uno striscione contro l'aumento delle cassa malati era stato portato davanti a Palazzo delle Orsoline, a Bellinzona, senza che vi fosse stato dato risalto.


