Striscioni a Lugano, Valenzano Rossi: «Destra o sinistra, si abbassino i toni»

«Municipio senza palle, ma le autorizzazioni solo noi dobbiamo farle». «Polizia con le mani legate = città imbrattate». Sono questi i due messaggi scritti sugli striscioni affissi nella notte a Lugano dal Fronte nazionale elvetico, il primo sui cancelli del Municipio e il secondo sulle balconate dell'autosilo Balestra. Il gruppo luganese schierato politicamente a destra, in un post pubblicato sui social, ha rivendicato l'affissione, accusando il Municipio di «aver permesso a quattro ratti di manifestare senza permessi e senza una normale richiesta». Un riferimento alla manifestazione antifascista, non autorizzata, andata in scena sabato pomeriggio per le vie del centro. «Gli avete permesso di imbrattare la nostra città, hanno causato problemi al traffico e hanno causato problemi a noi cittadini. Ogni volta la stessa storia», si legge ancora nel post.
A segnalare l'affissione degli striscioni, nella notte, è stato un profilo Instagram che ha contattato diverse testate ticinesi. Profilo che, secondo nostre informazioni, sarebbe stato creato proprio dallo stesso Fronte nazionale elvetico per dare risalto alla sua iniziativa. A inizio mese, uno striscione contro l'aumento delle cassa malati era stato portato davanti a Palazzo delle Orsoline, a Bellinzona, senza che vi fosse stato dato risalto.
Gli striscioni, neanche a dirlo, non sono passati inosservati alla Città. Da noi raggiunta, la municipale e capodicastero Sicurezza Karin Valenzano Rossi invita, innanzitutto, «ad abbassare i toni», soprattutto alla luce delle proteste che, da settimane, infiammano la Francia e che nel fine settimana hanno colpito, duramente, anche Milano. «Il mio è un invito generalizzato, rivolto a qualsiasi fronte, che sia di destra o di sinistra. In questo momento, fomentare la piazza inutilmente, senza contenuti veri, non è la mossa giusta. La piazza deve essere utilizzata per contenuti politici», sottolinea Valenzano Rossi, ricordando che il diritto di manifestare deve essere sempre garantito. Ma «non per strumentalizzare la piazza a fini elettorali, o per fomentare violenza».
Sul diritto di manifestare, evidenzia la capodicastero Sicurezza, ci sono ancora però grandi malintesi. Lo stesso Fronte nazionale elvetico, nel suo post, sottintende che il corteo antifascista di sabato sia stato tollerato, anche senza autorizzazione, mentre le recenti iniziative di destra sono state negate, come accaduto per la manifestazione del FNE indetta per lo scorso 21 febbraio. «L'autorizzazione, che ci sia o meno, non inficia il diritto di manifestare», precisa Valenzano Rossi. «L'autorità e la polizia devono sempre applicare un principio di proporzionalità sulla base delle circostanze. Indipendentemente dall'autorizzazione, sarebbe indicato poter fare in modo, grazie alla richiesta di autorizzazione, che il diritto di manifestare si possa esercitare in modo sicuro e nel rispetto dei diritti di tutti».
In altre parole, il principio dell'autorizzazione permette uno svolgimento ordinato e sicuro per i manifestanti, garantendo sicurezza anche per tutti coloro – dai cittadini ai turisti – che vogliono vivere lo spazio pubblico della piazza. «Voglio invitare tutti alla calma e a non voler utilizzare il pretesto dell'autorizzazione per invocare altre contromanifestazioni. Vedendo quanto sta accadendo in Francia e in Italia assistiamo a un movimento di rabbia crescente: ma la piazza non deve diventare il luogo dove sfogarla. L'abuso della piazza svuota il significato della piazza stessa e del diritto di manifestare».


