Il caso

Incendi e siccità peseranno sul carrello della spesa

Le condizioni climatiche estreme che hanno devastato ettari di terreno in Spagna, Francia e Grecia avranno effetti sulla produzione europea di olio di oliva e vino – Minori quantità e prezzi più alti: i rincari sono attesi già per questo autunno
© EPA/BOUGIOTIS EVAGELOS
Irene Solari
07.08.2026 12:30

Un calo netto della produzione agricola e, di conseguenza, un forte aumento dei costi tra gli scaffali dei negozi di alimentari. Gli incendi che hanno devastato Spagna, Francia e - non da ultima - la Grecia, uniti alle ondate di caldo torrido e alla siccità, stanno avendo ripercussioni molto gravi e concrete sul commercio al dettaglio. Oltre alle colture stagionali più comuni, che registrano perdite per decine di milioni di euro, a soffrire particolarmente sono anche oliveti e vigneti, spiega il Guardian. Una tendenza che preannuncia nuovi rincari generalizzati su beni come vino e olio, già non propriamente a buon mercato. 

Fiamme, cenere e batteri

Uno dei principali settori toccati è, come detto, quello della produzione di olive. Le temperature record registrate e la prolungata siccità non hanno aiutato queste piante parecchio delicate e gli incendi, che hanno divorato decine di migliaia di ettari di terreno, hanno dato il colpo di grazia. Per queste ragioni, i produttori di olio di oliva - riporta il quotidiano britannico - hanno ammesso di aspettarsi «un ulteriore aumento dei prezzi quest'anno». Infatti, anche le piante risparmiate dalle fiamme hanno dovuto fare i conti con i danni provocati dalla cenere trasportata dal vento e dalla scarsa qualità dell'aria. In uno scenario già desolante, il caldo estremo ha poi «favorito la proliferazione di parassiti e malattie» oltre al propagarsi di forti temporali. Delle condizioni che hanno un impatto sulle dimensioni dei frutti, i quali si stima saranno più piccoli con conseguenti difficoltà nella frangitura e minori quantità di olio prodotto. Una «tempesta perfetta» che, con ogni probabilità, secondo gli esperti sentiti dal Guardian, determinerà un aumento dei prezzi già in autunno.

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Champagne in anticipo e scarso

Fatica anche la produzione vitivinicola francese di alcune varietà di pregio, come quelle prodotte nelle regioni di Champagne, Bordeaux e Borgogna che - a causa delle condizioni climatiche estreme - temono un raccolto «di molto inferiore» alle previsioni e «una delle vendemmie più precoci di sempre». I produttori di champagne prevedono infatti l'inizio della raccolta a breve, attorno a metà agosto, ovvero «un mese prima di quanto accadeva solo qualche decennio fa». Non solo. Secondo Reuters, tra i viticoltori si stima una resa dell'uva inferiore del 10% rispetto alla vendemmia del 2025.

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