Il caso

«La Città deve porre rimedio al degrado di piazza Castello»

Lettera dell’Associazione guide della Svizzera italiana a Municipio e Polizia comunale
Chiesti controlli più regolari © CdT/Chiara Zocchetti
Spartaco De Bernardi
11.06.2026 06:00

La situazione di degrado nell’area del Castello Visconteo, tra i giardini che lo circondano e i resti dell’antico porto, va risolta con determinazione. Lo chiede l’Associazione delle guide turistiche professioniste della Svizzera italiana (GuideSI) in una lettera inviata al Municipio e alla Polizia comunale di Locarno. Nello spazio di grande valore storico, culturale e turistico «sempre più spesso si verificano episodi che compromettono la serenità di chi frequenta la zona: schiamazzi, litigi, consumo eccessivo di alcol, musica ad alto volume, linguaggio offensivo e atteggiamenti aggressivi nei confronti di passanti, residenti e visitatori», scrive la GuideSi.

Denunciati episodi che compromettono la serenità della zona, tra schiamazzi, litigi, e insulti ai passanti

L’Associazione non intende in alcun modo puntare il dito contro persone che si trovano in situazioni di fragilità sociale. Al contrario, le guide turistiche professioniste che giornalmente operano a Locarno ritengono che il fenomeno richieda sia misure di sicurezza adeguate sia interventi sociali mirati. «Tuttavia, il rispetto e la solidarietà non possono tradursi nell’abbandono dello spazio pubblico e nella rinuncia a garantire ordine, sicurezza e convivenza civile».

Stop ai comportamenti molesti

Di qui la richiesta alle autorità cittadine affinché affrontino con maggiore determinazione la situazione. E questo attraverso una presenza più visibile e regolare degli agenti della PolCom nelle aree interessate così da controllare più efficacemente i comportamenti molesti. Tutto questo con un coordinamento concreto con i servizi sociali. Nell’auspicio che la loro segnalazione venga ascoltata, le guide turistiche sono dell’idea che Locarno meriti di essere una città accogliente, sicura e curata, all’altezza della sua storia, della sua cultura e della sua vocazione turistica. «Non possiamo continuare a promuovere l’immagine di una città modello mentre alcuni dei suoi luoghi più rappresentativi vengono progressivamente lasciati al degrado e all’incuria», conclude la missiva.

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