La corsa al litio non si ferma e il Cile farà la parte del leone

Una posizione sempre più importante e di rilievo sullo scacchiere internazionale della geopolitica. È quella che, negli ultimi tempi, si sta ritagliando il Cile. Sì, perché il Paese sudamericano – benché non sia annoverato tra le superpotenze internazionali – sta attirando sempre di più l'attenzione di quei Paesi che, invece, superpotenze lo sono. La chiave di volta è una: il litio. Un minerale diventato nel corso degli ultimi anni sempre più prezioso, tanto da far gola a diverse nazioni, soprattutto a chi vuole restare al passo con i tempi nel campo delle innovazioni tecnologiche. Parliamo di dispositivi di ultima generazione e, naturalmente, delle automobili elettriche. Questo semplice metallo alcalino, nell’ottica della tanto ricercata transizione energetica, viene infatti già definito come «strategico» a livello globale. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Il boom dell'elettrico
Il litio ha diverse proprietà: è leggero, duttile, malleabile, ma soprattutto è il materiale necessario per produrre batterie ricaricabili ad alta densità energetica. Le famose batterie al litio che, ormai, troviamo ovunque nella vita di tutti i giorni. Sono utilizzate ad esempio nei nostri smartphone, nei pc portatili e sono parte costitutiva di motori delle automobili elettriche, alimentati da un gruppo di batterie agli ioni di litio ricaricabili. Un ramo, quest’ultimo, che – complice la corsa globale alla transizione ecologica – sta vivendo una fortissima espansione e sul quale i grandi produttori del settore automobilistico stanno investendo non poche risorse economiche. Basti pensare al colosso cinese BYD o alla nuova (e chiacchieratissima) Ferrari Luce. Affari nei quali, ora, anche il Cile si trova a poter giocare un ruolo decisamente di peso.

Le riserve più grandi
Il Paese, infatti, detiene la maggior quota di riserve globali di litio, oltre ad essere il terzo produttore mondiale del metallo alcalino. Il Paese, infatti, rappresenta quasi un quinto (il 19,3%) della produzione mondiale, come riporta l’ANSA. Davanti si trovano solo l’Australia, con il 31,7% e la Cina, con il 21,4%. Dicevamo delle riserve planetarie. Su questo fronte il Cile è nettamente in testa: nella striscia di territorio che si snoda lungo la cordigliera delle Ande, infatti, si concentra ben il 25% delle giacenze di litio. Seguono di nuovo Australia (23%) e Argentina e Stati Uniti (entrambi al 12%). I dati sono stati resi noti da un rapporto della Sottosegreteria per le relazioni economiche internazionali del Cile.
Crescono le esportazioni
Impressionanti sono anche le cifre delle esportazioni di carbonato di litio che provengono dal Cile. Lo scorso anno queste hanno infatti raggiunto le oltre 321 mila tonnellate, segnando un aumento del 2,6% rispetto al 2024. Un dato che testimonia l'interesse sempre più concreto e crescente sul piano geopolitico nei confronti del minerale. E i destinatari della merce non sorprendono più di tanto, se si pensa ai maggiori produttori di nuove tecnologie: il mercato più grande è infatti quello cinese, che si aggiudica il 67% degli acquisti di litio. Segue la Corea del Sud, con il 22%. Alla luce di questi risultati, il Cile intende continuare ad incrementare la lavorazione locale del materiale e punta a diversificare i mercati. L’obiettivo è semplice: permettere di rafforzare il proprio ruolo nella filiera delle nuove tecnologie.
