Il caso

La vita è così, quindi «Tacataltram»

Arbedo: nella commedia dialettale del Teatro Tira Tardi la routine della nostra quotidianità si mescola con la critica sociale - Riconoscibilissima la penna ed il marchio di fabbrica di Franco Lazzarotto, ex «pipistrello» del Cabaret della Svizzera italiana
© Luca Bruno
Alan Del Don
11.02.2026 19:00

La routine. Il destino che può ripetersi. Il ritmo monotono della vita. Ma anche la critica sociale e, allo stesso tempo, quella malinconia di fondo che - volente o nolente - a volte affiora in tutti noi. «Tacataltram» è questo, e tanto altro. Nella commedia della compagnia Teatro Tira Tardi di Arbedo si vede, eccome, la penna arguta di Franco Lazzarotto, ex «pipistrello» del Cabaret della Svizzera italiana. La pièce presentata in occasione del recente carnevale di paese ha fatto il pieno di applausi, bissando il successo dell’anno scorso. Un’espressione ironica, quella del titolo. Buffa, oseremmo dire. Ma che sotto sotto nasconde qualcosa di profondo. Perché «il pubblico vuole vedere attori in carne ed ossa sul palcoscenico», sosteneva Charlie Chaplin. Che ci sia da ridere o da piangere poco importa. Le emozioni danno un senso alla nostra quotidianità. E vederle dispensate a pochi metri da noi, le rende ancora più vivide e concrete.

L’amore, l’eredità e le abitudini

«Tacataltram», certo, può essere letto pure come un tirare a campare. Una vita vissuta per inerzia. Fino al possibile (e decisamente impensabile) colpo di scena. Un’eredità misteriosa (e ricca), attorno alla quale ruota la trama della commedia. Ma anche l’esistenza dei protagonisti. Una moglie che è il perno della coppia ed un marito «farfallone» costretto a rimettersi in carreggiata per poter mettere le mani sull’agognato tesoretto. Il tempo passa. E, nonostante tutto, si va avanti. «Tacataltram». Sorrisi ed amarezza. Famiglia. Lavoro. Abitudini. Hobby. Persino i pettegolezzi, che si fanno grandi più è piccolo il paese, come nello spettacolo a firma di Franco Lazzarotto. Insomma: ridiamo per non pensarci. Quante volte sarà capitato anche a voi? Inevitabile. Il meccanismo è inarrestabile. Riprende a girare ogni giorno. E noi con lui. La parte cantata, anch’essa in dialetto, che inframmezza le varie scene, lo ha reso ancora più incalzante. Ancora più vero.