L'Italia si indigna per la scarcerazione di Moretti, Jositsch: «Una critica populista»

La notizia del rilascio di Jacques Moretti ha sollevato un polverone di indignazione che, puntualmente, ha superato i confini svizzeri. Lo abbiamo scritto ieri facendo il punto sulla scarcerazione del gerente de «Le Constellation», il locale di Crans-Montana all'interno del quale sono morte quaranta persone la notte di Capodanno. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha parlato di una decisione «inaccettabile» che «offende non soltanto la memoria delle vittime e i feriti, ma anche il sentimento di tutto il popolo italiano e non solo». Lo ha fatto aggiungendo che «per 200.000 franchi si è venduta la giustizia in quel cantone». La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, invece, ha parlato di «una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale».
La Svizzera ha già risposto alle dichiarazioni del Governo italiano. Guy Parmelin, presidente della Confederazione, ha detto di «comprendere l'indignazione, ma in Svizzera ci sono procedure diverse da quelle italiane». Il consigliere federale Ignazio Cassis, a capo del Dfae, su X ha invece scritto che «come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans Montana. Capiamo il dolore, perché è anche il nostro dolore. Vogliamo chiarezza. Seguiamo con attenzione il lavoro della giustizia del canton Vallese. Ne ho discusso oggi con il collega Tajani e abbiamo ribadito la volontà di Svizzera e Italia di sostenersi reciprocamente in questa tragedia comune».
Jositsch: «Una critica populista»
Sul tema si è espresso anche Daniel Jositsch, consigliere agli Stati socialista e professore di diritto penale all'Università di Zurigo. «Considero le dichiarazioni italiane populiste», ha detto in un'intervista alla 'SonntagsZeitung'. «È giusto», ha aggiunto, «che le autorità svizzere esaminino il caso secondo un regolare processo legale e non seguano le pressioni date dall'opinione pubblica». Lo ha affermato aggiungendo che «non c'è motivo per tenere Moretti in carcere, perché il reato di omicidio colposo è di media gravità per il Codice penale e la detenzione preventiva è ammissibile solo in caso di reati gravi».
