L'unione fa (davvero) la forza?

«Riorganizzare efficacemente il territorio passa necessariamente dalla comprensione profonda della sua struttura sociale, economica e infrastrutturale. Solo così si potranno garantire pari opportunità a tutti i cittadini, ovunque essi risiedano, e consolidare il senso di appartenenza a una Bellinzona moderna, solidale e resiliente». La Commissione della gestione (relatrice Lorenza Röhrenbach, Verdi-FA-Indipendenti) dà luce verde alla mozione inoltrata da Giorgio Krüsi (PLR), il quale chiede che si proceda ad una radiografia dei servizi e delle infrastrutture di base nei tredici quartieri ad otto anni dall’aggregazione. Il Municipio, tuttavia, mostra il pollice verso alla richiesta, ritenendola in sostanza un doppione rispetto ad altre analisi in corso di svolgimento. Inoltre i costi andrebbero quantificati meglio rispetto ai 20 mila franchi stimati dal consigliere comunale liberale radicale, già primo cittadino.
La visione d’insieme
Negli ultimi anni il tema della presenza dei servizi anche negli ex Comuni in periferia è stato più volte affrontato dalla politica. A Bellinzona e Giubiasco vivono due terzi degli oltre 46.500 abitanti della Turrita che, ricordiamo, prima della fusione ne contava circa 18 mila. Gli altri residenti hanno casa negli undici quartieri a nord ed a sud. Giorgio Krüsi porta l’esempio di Lugano che si è dotata dell’Ufficio di statistica urbana. La capitale invece «ancora non dispone di una mappatura sistematica e virtuosa dei dati, rimanendo dunque orfana, anche, di un inventario dei servizi essenziali, pubblici e privati, dislocati sul territorio (passato da 19 a 165 chilometri quadrati; n.d.r.)». Serve una visione d’insieme, insomma, che trova l’appoggio pure della Gestione affinché si possa «garantire una pianificazione coerente, equa ed efficace.
Una tale analisi permetterebbe altresì di orientare gli investimenti pubblici con maggiore coerenza e trasparenza - osservano Röhrenbach e colleghi -, favorendo la definizione di ‘portafoglio standard’ di servizi essenziali da garantire in ogni area residenziale in funzione della sua densità e vocazione». L’auspicio dei commissari è che lo studio venga elaborato coinvolgendo direttamente la popolazione, con un approccio partecipativo, proprio per sentire dalla voce di chi in quel determinato quartiere vive cosa servirebbe: «Solo partendo da un’analisi accurata delle carenze e delle ridondanze si potrà promuovere un riequilibrio razionale e sostenibile nella distribuzione delle prestazioni essenziali, incoraggiando nel contempo l’identificazione dei cittadini con il proprio quartiere e la propria comunità».
Fiducia nelle nuove tecnologie
L’Esecutivo, d’altro canto, ritiene ridondante l’esercizio ventilato da Giorgio Krüsi. Informazioni e dati sono già sufficienti, si rileva. Inoltre «non si riscontrano particolari criticità o lamentele negli ambiti oggetto della mozione». Quale ultimo punto il Municipio turrito rammenta che, in prospettiva, verrà ulteriormente facilitato l’accesso dei cittadini ai servizi dell’Amministrazione grazie alle nuove tecnologie.
