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Il presidente USA: «Ora Maduro dovrà affrontare la giustizia americana» – Prima di essere catturato, il leader venezuelano aveva dichiarato lo stato di emergenza e chiesto la «mobilitazione» della popolazione dopo l'attacco su Caracas – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:55
23:55
Maduro e la moglie nel carcere del Chapo, Maxwell e Mangione
Il presidente venezuelano Nicolás Maduro e sua moglie saranno trasferiti al Metropolitan Detention Center, un carcere federale di Brooklyn noto per aver ospitato «detenuti celebri» di alto profilo come Joaquin «El Chapo» Guzman, Luigi Mangione, Ghislaine Maxwell, P. Diddy e Sam Bankman-Fried. Il centro è inoltre tristemente famoso per essere fatiscente, insalubre e pericoloso.
23:38
23:38
Maduro e la moglie sbarcano a New York in manette
Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, sono sbarcati dall'aereo USA atterrato alla Stewart Air National Guard Base a New York toccando per la prima volta il suo americano. Entrambi apparivano ammanettati e con i ceppi ai piedi. A scortarli decine di agenti dell'FBI e della DEA.
22:55
22:55
«La putinizzazione della politica estera USA è arrivata in Venezuela»
«La putinizzazione della politica estera statunitense è arrivata in Venezuela»: è il titolo di un commento del corrispondente internazionale del Guardian Julian Borger, che cita una frase coniata da un commentatore statunitense, David Rothkopf. «Trump non si limita più a piegare le regole: le sta demolendo, con conseguenze ben oltre Caracas», recita il sottotitolo. «Quasi nessuno - scrive Borger - si aspettava che il 2026 fosse un anno di pace, e l'incubo si è confermato a soli due giorni dall'inizio dell'anno. Gli attacchi notturni in Venezuela, il rapimento del suo leader Nicolás Maduro e di sua moglie, e la dichiarazione di Donald Trump che gli Stati Uniti avrebbero »gestito« il Paese e venduto il suo petrolio hanno travolto il diritto internazionale e le norme globali. Ma questo non è nemmeno l'aspetto più preoccupante. Donald Trump sta spianando la strada a forza di ruspe in quell'edificio sempre più fragile da quando è entrato in carica quasi un anno fa, e ormai è per lo più un cumulo di macerie». «Questo - prosegue - accelera il passaggio da un mondo basato sulle regole a uno di sfere di influenza in competizione, determinate dalla forza armata e dalla disponibilità a usarla. Un commentatore statunitense, David Rothkopf, ha definito il fenomeno la putinizzazione della politica estera statunitense». «I commentatori russi - conclude - hanno spesso suggerito che l'America Latina sia sotto l'influenza degli Usa, così come l'Ucraina lo è stata all'ombra della Russia. Vladimir Putin la pensa allo stesso modo per gran parte dell'Europa orientale. Xi Jinping trarrà le proprie conclusioni. Il pericolo, reso brutalmente chiaro nei primi giorni del 2026, è uno che alla fine dovrà affrontare chiunque».
22:47
22:47
L'aereo con a bordo Maduro è atterrato a New York
L'aereo con a bordo il presidente venezuelano Nicolas Maduro, catturato nella notte dalle forze speciali americane a Caracas, è giunto a New York. Lo riferiscono media americani che mostrano le immagini dell'atterraggio.
22:33
22:33
Senatore dem propone voto per stop attacchi a Venezuela senza ok Congresso
Il senatore democratico Tim Kaine ha annunciato che la prossima settimana promuoverà un voto per bloccare ulteriori azioni militari contro il Venezuela senza l'approvazione del Congresso, a seguito dell'operazione del presidente Donald Trump per catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro. Kaine, finora incapace di convincere il Congresso a fermare le operazioni militari di Trump in America Latina, ha definito la mossa di rimuovere Maduro senza autorizzazione congressuale «un ritorno nauseante a un'epoca in cui gli Stati Uniti si arrogavano il diritto di dominare» l'emisfero occidentale. «La mia risoluzione bipartisan, che stabilisce che non dovremmo essere in guerra con il Venezuela senza una chiara autorizzazione del Congresso, sarà sottoposta a voto la prossima settimana», ha detto Kaine. «Siamo entrati nel 250.mo anno della democrazia americana e non possiamo permettere che degeneri nella tirannia da cui i nostri fondatori hanno combattuto per liberarsi».
22:23
22:23
Trump minaccia anche il Messico, dopo Colombia e Cuba
Anche il Messico nel mirino di Donald Trump, dopo le minacce alla Colombia e a Cuba seguite alla controversa operazione in Venezuela.
In una intervista a Fox News, il tycoon ha sostenuto che la presidente messicana Claudia Sheinbaum non sta realmente governando il suo paese, ma che siano invece i cartelli della droga a controllare la nazione. «Potremmo essere politicamente corretti e dire di sì, che lo fa. Ma lei ha molta paura dei cartelli», ha detto Trump. «Stanno governando il Messico. Le ho chiesto più volte se vuole che eliminiamo i cartelli: ''no, no, no, signor presidente, no, no, no, per favore''. Quindi dobbiamo fare qualcosa».
22:00
22:00
La vicepresidente del Venezuela nega le trattative con gli USA
La vicepresidente del Venezuela, Delcy Rodríguez, che ha presieduto il Consiglio di Difesa Nazionale, ha escluso qualsiasi negoziato con la Casa Bianca. Rodríguez, accompagnata dal fratello Jorge Rodríguez, presidente dell'Assemblea Nazionale, dal ministro dell'Interno Diosdado Cabello e dal responsabile della Difesa Vladimir Padrino López, si è rivolta al Paese per ribadire il sostegno a Maduro, catturato dagli Stati Uniti insieme alla moglie Cilia Flores.
Rodríguez, citata più volte oggi durante la conferenza stampa del presidente Trump e del segretario di Stato Marco Rubio, ha negato di essere in trattative con Washington per una transizione e di volere il rilascio di Maduro e il suo rientro negli Stati Uniti. Secondo gli osservatori Rodríguez e l'alto comando chavista hanno serrato i ranghi in difesa di Maduro, senza dare segnali, almeno in questo messaggio, di essere disposti a negoziare con la Casa Bianca.
21:52
21:52
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU si riunirà lunedì
Il Consiglio di Sicurezza dell'ONU terrà una riunione di emergenza sulla situazione in Venezuela lunedì mattina alle 10 locali, le 16 svizzere. Lo fanno sapere fonti diplomatiche del Palazzo di Vetro.
20:49
20:49
La vicepresidente venezuelana ha chiesto il rilascio di Maduro e di sua moglie
La vice presidente del Venezuela, Delcy Rodriguez, in diretta tv ha chiesto «il rilascio immediato del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie Cilia Flores», affermando che è «l'unico presidente del Venezuela».
«Il Paese è indignato per quello che è il sequestro illegale e illegittimo del suo presidente e della primera dama Cilia Flores', ha anche detto la vicepresidente, che ha fatto appello alla calma, alla »difesa della vita«, poiché »la storia presenterà il conto agli estremisti che hanno promosso questa aggressione armata contro il nostro Paese«, ha aggiunto Delcy Rodriguez, apparsa insieme con i vertici delle forze armate e giudiziari del Paese riuniti in un Consiglio di Difesa allargato, che ha fatto inoltre appello ad affrontare come »un solo corpo« la difesa del Venezuela, che »non sarà colonia di nessuno«. »Ciò che si sta facendo al Venezuela è una barbarie che violenta il diritto internazionale«, ha aggiunto.
»Ci assistono le ragioni storiche e la ragione morale, per mantenerci fermi nella difesa della nostra patria«, ha anche assicurato Rogriduez.
Le dichiarazioni arrivano dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva assicurato che il segretario di Stato, Marco Rubio, aveva parlato con Rodriguez e che la vicepresidente si era messa a disposizione della Casa Bianca.
19:26
19:26
Il presidente statunitense Donald Trump posta un video sull'operazione in Venezuela
Il presidente statunitense Donald Trump posta un video sull'operazione in Venezuela. Il filmato di un minuto e 24 secondi mostra alcuni gli elicotteri sopra Caracas e una serie di esplosioni, con i missili statunitensi che colpiscono i loro bersagli. Le ultime immagini sono girate da qualcuno a bordo di una vettura. Il filmato è accompagnato dalle note di una canzone.
19:05
19:05
Chavisti in piazza a Caracas: rivogliono Maduro
Centinaia di sostenitori del governo venezuelano sono scesi oggi in piazza nel centro di Caracas per chiedere agli Stati Uniti la liberazione del presidente Nicolás Maduro, dopo l'annuncio della sua cattura da parte di Washington. I manifestanti, guidati dalla sindaca della capitale Carmen Meléndez, hanno sfilato scandendo slogan come "ridateci Maduro" e denunciando quello che definiscono il "rapimento" del capo dello Stato.
Lo rende noto la televisione di stato Vtv, precisando che Meléndez, in uniforme militare, ha affermato che la mobilitazione rappresenta una risposta all'"aggressione ostile" contro il Venezuela, assicurando che il chavismo resterà nelle strade finché non verrà fornita una prova di vita del presidente. Accanto a lei, gruppi di sostenitori esibivano ritratti di Maduro e del defunto leader Hugo Chávez, invocando il rispetto della sovranità nazionale.
Secondo le autorità locali, le manifestazioni dovrebbero proseguire anche nei prossimi giorni in diverse città del Paese.
18:43
18:43
Trump: «Machado non ha il sostegno per guidare il Venezuela»
Maria Corina Machado non ha il sostegno o il rispetto per guidare il Venezuela. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, dicendo di non aver avuto contatti con Machado.
«Stiamo designando delle persone, vi faremo sapere chi sono», ha intanto detto Trump rispondendo ai reporter che gli chiedevano come intende gestire il Venezuela dopo la cattura di Maduro.
Marco Rubio, ha aggiunto, sta lavorando per gestire la situazione con il vicepresidente del Venezuela.
18:36
18:36
Rubio: Maduro ha avuto «molteplici opportunità» per evitare la cattura
Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio, dal canto suo, ha affermato che Maduro non era il presidente legittimo del Venezuela. «Non siamo solo noi a dirlo» ha dichiarato, aggiungendo che anche la prima amministrazione Trump e l'amministrazione Biden hanno fatto la stessa valutazione. Maduro non era riconosciuto nemmeno dall'UE e da diversi Paesi del mondo, ha chiarito Rubio, che ha descritto il presidente venezuelano come un «fuggitivo della giustizia americana».
«Credo che abbiamo risparmiato 50 milioni di dollari» ha detto Rubio, riferendosi alla taglia posta dagli USA su Maduro, prima che Trump intervenisse con: «Dovremmo assicurarci che nessuno li rivendichi».
Rubio ha continuato affermando che Maduro ha avuto «molteplici opportunità» per evitarlo, ma ha scelto di «comportarsi come un uomo selvaggio» e «giocare». Ha descritto Maduro come un uomo che ha deciso di «invitare l'Iran nel suo Paese» e di «inondare gli Stati Uniti di membri di bande». Maduro pensava che non sarebbe successo nulla, ha ribadito Rubio.
18:32
18:32
Maduro e sua moglie si sono arresi
L'esercito statunitense ha mantenuto «l'elemento sorpresa», avendo smantellato e disattivato i sistemi di difesa aerea venezuelani, ha affermato sempre il generale Caine. Gli uomini della Delta Force sono arrivati al complesso di Maduro alle 1.01 ora locale e hanno isolato l'area. Al loro arrivo, gli elicotteri «hanno inizialmente subito il fuoco» ma hanno risposto con «una forza schiacciante». Un elicottero è stato colpito, ma tutti i velivoli statunitensi sono riusciti a tornare a casa. Maduro e sua moglie si sono «arresi» e sono stati presi in custodia dal Dipartimento di Giustizia, ha spiegato Caine, e alle 3.29 sono saliti a bordo della USS Iwo Jima.
18:25
18:25
I dettagli dell'operazione
Il generale Dan Caine ha preso la parola dopo Trump e ha condiviso alcuni dettagli della pianificazione dell'operazione, denominata Absolute Resolve. L'ha definita «discreta» e «precisa» e ha detto che la buona riuscita della stessa ha richiesto «ogni componente» delle forze congiunte, citando soldati, marinai, aviatori, marines e altri che «hanno lavorato all'unisono» con le agenzie di intelligence e le forze dell'ordine.
Caine ha aggiunto che l'operazione ha sfruttato capacità di intelligence «senza pari» e «anni di esperienza nella caccia ai terroristi». Il generale Caine ha poi spiegato che l'«estrazione» è stata così precisa da richiedere l'intervento di oltre 150 velivoli, tutti riuniti nel posto e nel momento giusto.
Per quanto riguarda il lavoro di preparazione, ha citato «mesi» di lavoro di intelligence per scoprire dettagli su Maduro – compresi i luoghi in cui viveva e cosa mangiava – e gli elementi chiave sono poi diventati la scelta del giorno giusto, basata sia sulla minimizzazione del potenziale di danno ai civili che sulla massimizzazione dell'elemento sorpresa.
18:18
18:18
Gli Stati Uniti «gestiranno» il Venezuela
Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti «gestiranno» il Venezuela fino a quando «potremo effettuare una transizione di potere sicura, corretta e giudiziosa». La «partnership» degli Stati Uniti con il Venezuela, ha aggiunto il presidente USA, renderà il popolo venezuelano «ricco, indipendente e sicuro». I venezuelani che vivono negli Stati Uniti saranno «estremamente felici», ha aggiunto. «Non soffriranno più».
Trump ha definito Maduro un «dittatore illegittimo», responsabile dell'ingresso negli Stati Uniti di «quantità colossali di droghe illecite mortali» e lo ha pure accusato di supervisionare il Cartel de los Soles. In passato Maduro ha negato con veemenza di essere un leader del cartello.
17:59
17:59
Maduro e sua moglie «ora devono affrontare la giustizia americana»
Trump ha spiegato che la Delta Force statunitense è andata contro «una fortezza militare pesantemente fortificata» nel cuore di Caracas per portare Maduro «davanti alla giustizia». Ha paragonato il raid a precedenti operazioni militari contro l'Iran, anche contro obiettivi nucleari.
«Nessuna nazione al mondo potrebbe raggiungere quello che l'America ha raggiunto ieri» ha detto il presidente USA. Tutte le capacità militari venezuelane sono state «rese impotenti» nell'attacco, ha aggiunto.
Sia Maduro sia sua moglie «ora devono affrontare la giustizia americana» ha dichiarato Trump, aggiungendo che sono stati incriminati nel distretto meridionale di New York per la loro «campagna di narco-terrorismo mortale» contro gli Stati Uniti e i suoi cittadini.
17:51
17:51
Corina Machado pronta a prendere il potere
«Oggi siamo pronti per far valere il nostro mandato e prendere il potere». È il messaggio postato dalla leader dell'opposizione venezuelana, Maria Corina Machado su X. «Venezuelani, è arrivata l'ora della libertà!». «È ora di concretizzare una transizione democratica», afferma Machado.
Nel comunicato la premio Nobel per la Pace 2025 e leader dell'opposizione venezuelana assicura che «quello che doveva accadere sta accadendo», dopo l'azione statunitense su obiettivi strategici in Venezuela e l'arresto di Nicolas Maduro e della moglie da parte delle forze statunitensi.
«Metteremo ordine, libereremo i prigionieri politici, costruiremo un Paese eccezionale e riporteremo i nostri figli a casa», promette Machado parlando al plurale, senza tuttavia specificare a chi si riferisca.
E, dopo aver sottolineato che il presidente eletto Edmundo Gonzalez Urrutia »deve assumere subito il suo mandato costituzionale ed essere riconosciuto come comandante in capo« delle forze armate, Machado conclude con un appello a coloro «che sono dentro il Paese e coloro che stanno fuori» a restare «vigili, attivi e organizzati fino a quando si concretizzerà la transizione democratica».
17:48
17:48
Donald Trump ha iniziato a parlare
Donald Trump ha iniziato la sua attesa conferenza a Mar-a-Lago facendo riferimento alla «straordinaria» operazione militare condotta nella capitale del Venezuela nella notte e nella mattinata di oggi sotto la sua direzione.
Il presidente degli Stati Uniti ha spiegato che è stata utilizzata una potenza militare americana «schiacciante» sfruttando «aria, terra e mare». Di più, Trump ha pure annunciato che gli USA, se necessario, sono pronti a un secondo attacco.
17:44
17:44
Donald Trump condivide una foto di Maduro a bordo della Iwo Jima
Donald Trump ha appena condiviso una nuova immagine su Truth Social che, a suo dire, mostra «Nicolás Maduro a bordo della USS Iwo Jima»: si tratta dell'imbarcazione che, secondo quanto dichiarato in precedenza a Fox News, avrebbe portato il leader venezuelano negli Stati Uniti.
L'immagine mostra quello che sembra essere Maduro, con una maschera per gli occhi e delle cuffie e con indosso una tuta grigia.

16:48
16:48
Guterres: «La cattura di Maduro crea un pericoloso precedente»
Il Segretario Generale dell'Onu Antonio Guterres ha espresso preoccupazione per il fatto che «il diritto internazionale non sia stato rispettato» nella cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Usa. Lo fa sapere il portavoce in una nota.
L'operazione americana crea un «pericoloso precedente», secondo Guterres, che ha invitato «tutti gli attori in Venezuela a impegnarsi in un dialogo inclusivo, nel pieno rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto».
Dal canto suo, lo speaker della Camera, il repubblicano Mike Johnson, ha dichiarato che «l'azione militare in Venezuela era »giustificata e proteggerà le vite degli americani«, sottolineando che Maduro è responsabile della morte di centinaia di migliaia di statunitensi.
16:00
16:00
Trump: «Maduro è diretto a New York»
Nicolas Maduro e sua moglie sono diretti a New York. Lo afferma il presidente americano Donald Trump in un'intervista a Fox. Il leader venezuelano potrebbe comparire in tribunale a New York già lunedì.
Gli Usa hanno incriminato non solo Nicolas Maduro e la moglie ma anche il figlio Nicolás Ernesto, per reati legati a droga e armi da fuoco. Lo riferiscono i media Usa.
«Valuteremo se per Machado sarà possibile guidare il Paese, al momento hanno un vicepresidente», ha aggiunto Trump a Fox, riferendosi alla leader dell'opposizione venezuelana che ha vinto il Nobel per la pace.
Dal canto suo, la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un commento a al quotidiano Izvestia ha smentito le notizie secondo cui la vicepresidente venezuelana, Delcy Rodríguez, si troverebbe in Russia.
Allo stesso tempo, il ministero degli Esteri ha fornito un resoconto di una conversazione telefonica avvenuta oggi tra il ministro russo Sergiei Lavrov e il vicepresidente facente funzione della Repubblica bolivariana del Venezuela. «Lavrov ha espresso ferma solidarietà al popolo venezuelano di fronte all'aggressione armata».
Intanto, la Cina «condanna con fermezza» i raid americani sul Venezuela. Lo hanno reso noto le autorità di Pechino.
Anche il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha dichiarato: «nessuna soluzione politica durevole può essere imposta dall'esterno». L'operazione militare che ha portato alla cattura di Maduro «viola il principio di non uso della forza, che è alla base del diritto internazionale», ha scritto il ministro in un messaggio su Twitter: «la Francia ribadisce (...) che solo i popoli sovrani decidono del loro futuro».
15:19
15:19
Trump: «Ho seguito l'operazione in tempo reale, nessuna vittima statunitense»
«Ho guardato l'operazione (in Venezuela) in tempo reale da Mar-a-Lago». Lo ha detto il presidente degli Stati Donald Trump, sottolineando che non ci sono state «vittime» americane. Il presidente menziona comunque alcuni feriti.
Dal canto suo, il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che Trump «ha offerto diverse via di uscita (al Venezuela) ma è stato molto chiaro su un punto: il traffico di droga deve fermarsi e il petrolio rubato deve essere restituito. Maduro ha scoperto che Trump mantiene le sue promesse». Vance ha reso omaggio a coloro che «hanno portato a termine un'operazione davvero impressionante».
«Maduro è oggetto di varie incriminazioni negli Stati Uniti per narcoterrorismo. Non si può sfuggire alla giustizia negli Stati Uniti solo perché si vive in un palazzo a Caracas», ha aggiunto il vicepresidente Usa su X rispondendo a chi ritiene l'operazione in Venezuela illegale.
Intanto, una squadra dell'Fbi era con le forze speciali americane che hanno condotto l'operazione per catturare il presidente Nicolas Maduro e ora sono in corso i preparativi per portare Maduro a New York, dove affronterà le accuse a suo carico. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.
Dal canto suo, la Russia chiede di tenere una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Venezuela. La missione permanente della Federazione Russa presso le Nazioni Unite ha confermato all'agenzia Tass l'avvenuto «invio di una richiesta di tenere una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Venezuela alla missione somala, che attualmente detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza».
13:58
13:58
La Svizzera invita al rispetto del diritto internazionale
In seguito all'attacco degli Stati Uniti al Venezuela, la Svizzera invita alla distensione, alla moderazione e al rispetto del diritto internazionale.
Al momento il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) non dispone di informazioni su cittadini svizzeri colpiti.
Il rispetto del diritto internazionale comprende anche il rispetto del divieto di ricorso alla forza sancito dal diritto internazionale e dell'integrità territoriale degli Stati sovrani, ha scritto oggi il capo della comunicazione del DFAE, Nicolas Bideau, sulla piattaforma X.
L'ambasciata svizzera in Venezuela sta monitorando attentamente la situazione, si legge nel post. Anche l'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri, Kaja Kallas, aveva già espresso un parere simile a quello di Bideau.
Nella notte tra venerdì e sabato (ora locale), gli Stati Uniti hanno attaccato obiettivi in Venezuela e, secondo quanto affermato dal presidente Donald Trump, hanno anche catturato il leader Nicolas Maduro e lo hanno portato fuori dal Paese. Stando a quanto riportato, gli attacchi aerei hanno preso di mira principalmente basi militari, aeroporti, impianti di comunicazione e porti.
Intanto, secondo quanto riportato dai media americani, citando la ministra della Giustizia Usa, Pam Bondi, Maduro e sua moglie sono stati incriminati a New York.
«Nicolas Maduro e sua moglie sono stati incriminati al Southern District di New York. (...) Maduro è accusato di cospirazione per narcotraffico e terrorismo, cospirazione per l'importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e ordini esplosivi contro gli Stati Uniti. Presto dovranno affrontare la forza della giustizia americana sul suolo americano e nei tribunali americani», ha affermato Bondi su X.
13:49
13:49
Maduro incriminato a New York per traffico di droga e armi
La procuratrice generale statunitense Pam Bondi ha dichiarato che Nicolás Maduro e sua moglie sono stati incriminati nel Southern District of New York. Secondo quanto riporta la BBC, Maduro è accusato di cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per l’importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e ordigni distruttivi, nonché cospirazione per il possesso di mitragliatrici e ordigni distruttivi contro gli Stati Uniti. «Affronteranno presto tutta la forza della giustizia americana, sul suolo americano e davanti a tribunali americani», ha affermato la ministra. Bondi non ha invece specificato i capi d’accusa contestati alla moglie del presidente venezuelano. «Un enorme ringraziamento va ai nostri coraggiosi militari che hanno condotto la missione incredibile e di grande successo per catturare questi due presunti narcotrafficanti internazionali», ha aggiunto.
13:47
13:47
Mosca: «L'espulsione forzata di Maduro è una violazione della sovranità»
Il ministero degli Esteri russo ritiene che l'espulsione forzata del presidente Nicolas Maduro e di sua moglie dal Venezuela, nel caso in cui le informazioni risultassero veritiere, costituirebbe «un'inaccettabile violazione della sovranità di uno Stato indipendente». È quanto contenuto in una seconda dichiarazione sugli sviluppi in Venezuela pubblicata sul sito del ministero.
«Siamo estremamente allarmati dalle notizie secondo cui (...) Maduro e sua moglie sarebbero stati espulsi con la forza dal Paese a seguito delle azioni aggressive degli Stati Uniti di oggi. Chiediamo un chiarimento immediato della situazione», si legge nella nota.
«Tali azioni, se realmente accadute, costituiscono un'inaccettabile violazione della sovranità di uno Stato indipendente, il cui rispetto è un principio fondamentale del diritto internazionale».
Intanto, secondo il loro portavoce ufficiale, i leader dell'opposizione venezuelana María Corina Machado ed Edmundo González Urrutia hanno dichiarato che per ora non rilasceranno dichiarazioni. Lo scrive l'agenzia di stampa spagnola Efe.
13:16
13:16
La cattura di Maduro esattamente 36 anni dopo l'arresto di Noriega
La cattura di Nicolas Maduro cade esattamente 36 anni dopo l'arresto a Panama di Manuel Noriega.
Noriega infatti si era consegnato alle autorità americane il 3 gennaio 1990 dopo che l'allora presidente americano George H. W. Bush aveva ordinato l'invasione del Paese nel 1989, costringendo Noriega a cercare riparo nell'ambasciata del Vaticano.
Soprannominato Faccia d'ananas (Cara de piña) a causa del viso vistosamente butterato per le cicatrici, Noriega venne inizialmente supportato dagli Stati Uniti, dagli anni Cinquanta al 1986, mentre dal 1987 circolarono accuse contro di lui per commercio di droga.
Quindi finì per trovarsi in conflitto con gli Stati Uniti del presidente George H. W. Bush, che decise l'invasione di Panama nel dicembre del 1989: all'epoca Noriega si rifugiò dunque nella nunziatura apostolica. Nel 1990, esattamente il 3 gennaio, si consegnò agli americani e nel 1992 venne processato e condannato a 40 anni di carcere per spaccio di droga e violazione dei diritti umani.
13:15
13:15
La Colombia schiera l'esercito alla frontiera col Venezuela
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha annunciato il dispiegamento dell'esercito alla frontiera con il Venezuela.
Petro ha affermato che «se si dispiega la forza pubblica alla frontiera, si dispiega anche tutta la forza assistenziale di cui disponiamo nel caso di un ingresso massiccio di rifugiati».
Petro ha aggiunto che «l'ambasciata della Colombia in Venezuela è attiva per le chiamate di assistenza dei colombiani in Venezuela».
Il capo dello Stato ha riferito che, «come membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, cerchiamo di convocare il Consiglio», ribadendo che «il governo della Colombia respinge l'aggressione alla sovranità del Venezuela e dell'America Latina».
Petro ha anche richiamato «il principio dell'autodeterminazione dei popoli, che è alla base del sistema delle Nazioni Unite», sottolineando che «i conflitti interni tra i popoli li risolvono gli stessi popoli in pace».
Rivolgendosi infine ai venezuelani, il presidente colombiano ha invitato «a trovare i cammini del dialogo civile e della sua unità», affermando che «senza sovranità non c'è nazione» e che «la pace è la strada». «Dialogo e più dialogo è la nostra proposta», ha concluso.
Intanto, secondo l'emittente americana Abc, US Delta Force ha catturato Nicolas Maduro dopo che la Cia aveva identificato la sua posizione esatta. Abc cita alcune fonti secondo le quali Donald Trump aveva approvato l'operazione giorni fa e le truppe erano pronte a colpire a Natale. L'operazione è stata però posticipata in seguito ai disordini in Nigeria.
13:11
13:11
«Maduro era in auto poco prima di essere catturato»
Dai media americani mergono altri dettagli sull'attacco al Venezuela e la cattura di Nicolas Maduro. Poco prima di essere catturato il presidente venezuelano era a bordo di un'auto e rispondeva alle domande dei giornalisti, ha affermato l'ex del Pentagono Brent Sadler su Fox sottolineando che non ci sarebbe stata stata quasi nessuna resistenza da parte dei venezuelani.
Stando alle prime valutazioni, inoltre, la produzione e la raffinazione del petrolio della compagnia energetica statale venezuelana Pdvsa stanno funzionando normalmente e le sue strutture più importanti non hanno subito danni dagli attacchi statunitensi per rimuovere il presidente Nicolás Maduro. Lo riporta il Guardian che cita la Reuters.
Il porto di La Guaira, vicino alla capitale Caracas, uno dei più grandi del paese ma non utilizzato per le operazioni petrolifere, avrebbe invece subito gravi danni, ha affermato una delle due fonti sentite da Reuters.
13:07
13:07
«Morti e feriti nell'operazione statunitense in Venezuela»
L'operazione americana in Venezuela ha causato morti e feriti fra la popolazione locale, ma il numero preciso non è ancora chiaro. Lo riporta il New York Times (Nyt).
11:58
11:58
Dem USA all'attacco: «La guerra contro il Venezuela è illegale»
L'amministrazione Trump non ha notificato potenziali attacchi in Venezuela alla commissione dei servizi delle forze armate del Senato. Lo riporta Cnn citando alcune fonti.
La polemica sull'operazione è già iniziata con i democratici che accusano Donald Trump di averli lasciati all'oscuro. «Non c'è motivo per noi di essere in guerra con il Venezuela», ha detto il senatore democratico Ruben Gallego, sottolineando che questa «guerra è illegale. È imbarazzante passare dall'essere poliziotti del mondo a essere bulli del mondo», ha aggiunto. «Avremmo dovuto imparare a non cacciarci in un'altra stupida avventura», gli ha fatto eco il senatore democratico Brian Schatz.
11:57
11:57
«Maduro arrestato, sarà processato»
Nicolas Maduro è stato arrestato e sarà processato in Venezuela. Lo ha detto il senatore repubblicano Mike Lee citando il segretario di stato Marco Rubio.
«Mi ha informato che Maduro è stato arrestato per essere processato con l'accusa di reati penali negli Stati Uniti e che l'azione di questa notte è stata intrapresa per proteggere e difendere coloro che stavano eseguendo il mandato di arresto», ha aggiunto Lee citato da Cnn.
Secondo Lee, Rubio non prevede «ulteriori azioni in Venezuela» ora che Nicolas Maduro è stato catturato.
Intanto, il Venezuela chiede una riunione urgente del consiglio di sicurezza dell'Onu dopo l'attacco degli Stati Uniti. «Nessun attacco vile prevarrà contro la forza di questo popolo, che uscirà vittorioso», ha detto il ministro degli esteri del Venezuela Yvan Gil Pinto, stando alla Cnn.
11:40
11:40
La vicepresidente del Venezuela chiede una prova che Maduro sia vivo
La vicepresidente venezuelana Delcy Rodríguez, nella sua prima apparizione pubblica diverse ore dopo gli attacchi aerei degli Stati Uniti, ha chiesto a Washington una prova che Nicolás Maduro e sua moglie Cilia Flores siano vivi. La richiesta viene interpretata dagli osservatori come un'ammissione indiretta che il leader sia stato catturato e non si trovi più a Caracas.
Rodríguez, in una telefonata al canale televisivo ufficiale VTV, ha affermato che Maduro ha firmato il decreto di stato di emergenza e che lei lo farà rispettare. Il decreto prevede la sospensione delle garanzie costituzionali in Venezuela.
Da parte loro, fonti dell'opposizione venezuelana hanno affermato con Sky News di ritenere che la cattura di Nicolas Maduro sia stata il risultato di «un'uscita di scena negoziata».
11:33
11:33
Ecco che cosa sappiamo finora
Attacco statunitense al Venezuela, «Maduro catturato e portato fuori dal Paese». La notizia, che fa capolino sui portali di tutto il mondo, è grossa. Anzi, grossissima. Banalmente, si tratta della più grande operazione militare degli Stati Uniti nelle America dai tempi della Guerra Fredda. La BBC, non a caso, ha definito «enorme» quanto accaduto. Secondo il New York Times, che già nei mesi precedenti aveva anticipato lo sviluppo di scenari militari aggressivi da parte dell'amministrazione Trump, l'attacco di questa notte ha colpito obiettivi strategici in tutto il Paese, segnando l'inizio di quella che è stata definita l'operazione Southern Spear. Qui facciamo il punto della situazione.
10:54
10:54
Conferenza stampa di Trump a Mar-a-Lago alle 17 (ora svizzera)
Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato su Truth una conferenza stampa a Mar-a-Lago alle 11 (le 17 ora svizzera).
10:46
10:46
Forti esplosioni udite a Caracas, il Venezuela accusa gli USA di aggressione
Forti esplosioni, accompagnate da rumori simili a quelli di aerei in volo, si sono verificate intorno alle 2 della notte (7 in Svizzera) a Caracas. Lo ha riferito un giornalista della France Presse.
Le esplosioni si sono verificate mentre il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha dispiegato una flottiglia navale nei Caraibi, ha sollevato la possibilità di attacchi terrestri contro il Venezuela e ha affermato che i giorni del presidente venezuelano Nicolás Maduro erano «contati». I rumori delle esplosioni hanno continuato a essere uditi intorno alle 2.15 di notte (7.15 in Svizzera).
Sui social media sono visibili immagini di grandi incendi con colonne di fumo, scrive la Afp, ma non è possibile localizzare con precisione il luogo di queste esplosioni, che sembrano essere avvenute nella zona sud e est della capitale venezuelana.
«Almeno sette le esplosioni nella capitale»
Almeno sette esplosioni e aerei a bassa quota sono stati uditi intorno alle 2 del mattino, ora locale, nella capitale venezuelana Caracas. Lo scrive la Reuters sul suo sito.
Non è stato immediatamente chiaro cosa ci fosse dietro le esplosioni. Il governo venezuelano, il Pentagono e la Casa Bianca non hanno risposto immediatamente alle richieste di commento.
«Il palazzo presidenziale di Miraflores, Fuerte Tijuna, il ministero della difesa, l'aeroporto della Carlota e il porto della Guaira sono sotto le bombe», ha raccontato all'ANSA un italiano espatriato in Venezuela.
«Questa è una gravissima aggressione militare degli Stati Uniti»
Il Governo del Venezuela «denuncia la gravissima aggressione militare» degli Stati Uniti. Il presidente Nicolas Maduro ha dichiarato lo stato di emergenza e chiesto «mobilitazione» della popolazione dopo l'attacco.
«L'obiettivo di questo attacco non è altro che quello di impossessarsi delle risorse strategiche del Venezuela, in particolare del suo petrolio e dei suoi minerali, cercando di spezzare con la forza l'indipendenza politica della nazione. Non ci riusciranno». Lo scrive il governo di Nicolas Maduro in una nota ufficiale in cui respinge gli attacchi al Venezuela che la nota attribuisce a Washington.
«Dopo oltre duecento anni di indipendenza, il popolo e il suo governo legittimo rimangono saldi nella difesa della sovranità e del diritto inalienabile di decidere il proprio destino. Il tentativo di imporre una guerra coloniale per distruggere la forma repubblicana di governo e forzare un "cambio di regime", in alleanza con l'oligarchia fascista, fallirà come tutti i tentativi precedenti», aggiunge la nota.
«L'attacco a Caracas ordinato da Trump»
Il presidente statunitense Donald Trump ha ordinato attacchi contro siti all'interno del Venezuela, tra cui alcune strutture militari. Lo hanno riferito funzionari statunitensi alla Cbs News, mentre l'amministrazione intensifica la sua campagna contro il regime del presidente venezuelano Nicolás Maduro. Anche Fox News ha riferito che funzionari dell'amministrazione Trump, rimasti anonimi, hanno confermato il coinvolgimento delle forze statunitensi.
10:46
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«Maduro catturato e portato fuori dal Venezuela»
Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro e sua moglie sono stati catturati e sono stati portati fuori dal Paese. Lo ha annunciato il presidente americano Donald Trump sul suo Truth Social annunciando l'operazione condotta «con successo contro il Venezuela e contro il suo leader».
«Gli Stati Uniti hanno condotto con successo un attacco su larga scala sul Venezuela questa notte», ha aggiunto Trump.
«Una buona pianificazione e truppe eccellenti. È stata un'operazione brillante», ha detto Trump in un'intervista riportata dal New York Times. A chi gli chiedeva se avesse chiesto l'autorizzazione al Congresso per agire e quali fossero i prossimi passi per il Venezuela, Trump ha risposto che avrebbe affrontato questi temi durante la conferenza stampa che si terrà alle 11.00 a Mar-a-Lago (alle 17 ora svizzera).
