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Donald Trump: «Possibile accordo su Gaza la settimana prossima»

«Previsto un nuovo round di colloqui indiretti tra Israele e Hamas a Doha» – Khamenei riappare in pubblico per la prima volta dalla fine della guerra dei 12 giorni – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Donald Trump: «Possibile accordo su Gaza la settimana prossima»
Red. Online
05.07.2025 08:21
21:49
21:49
Iran, Khamenei riappare in pubblico

La Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha partecipato oggi a una cerimonia religiosa a Teheran, secondo quanto riportato dai media statali.

Si tratta della prima apparizione pubblica del leader iraniano dopo il cessate il fuoco con Israele del 24 giugno.

Un video trasmesso dalla televisione di Stato mostra Ali Khamenei che saluta i fedeli in una moschea durante una cerimonia in occasione dell'anniversario del martirio dell'Imam Hussein, una data importante per i musulmani sciiti. L'ultima apparizione dell'ayatollah risale al 18 giugno, durante un discorso registrato durante la guerra contro Israele.

20:37
20:37
In centinaia alla veglia a Tel Aviv per i bambini morti a Gaza

Alcune centinaia di manifestanti stanno tenendo una veglia silenziosa a Tel Aviv per i bambini di Gaza morti durante la guerra.

I dimostranti sono in piedi in Kaplan Street sul marciapiede con in mano candele e foto dei bambini rimasti uccisi nella Striscia da quando sono riprese le ostilità il 18 marzo. Ogni foto riporta il nome del bambino, la data e il luogo della morte. Alla manifestazione prende parte il parlamentare Ofer Cassif del partito comunista Hadash.

Si tratta della prima veglia silenziosa dopo la guerra di 12 giorni con l'Iran del mese scorso, durante la quale un missile balistico iraniano ha colpito un edificio adiacente e ha costretto alla chiusura di una parte del marciapiede solitamente utilizzato dai partecipanti alla veglia. Lo scorso fine settimana, attivisti di sinistra si sono invece riversati a Haifa per una grande manifestazione contro la guerra.

© KEYSTONE
© KEYSTONE
20:36
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Lascia l'incarico il portavoce del premier Netanyahu

Lascia l'incarico il portavoce del primo ministro Omer Dostri: lo ha annunciato l'ufficio di Benyamin Netanyahu. Dostri «ha guidato il sistema di comunicazione e informazione dell'ufficio in uno dei periodi più turbolenti e complessi della storia dello Stato di Israele, segnato da una guerra multi-frontale e da sfide politiche, militari e pubbliche.

Durante il suo mandato, ha gestito la comunicazione di eventi chiave come la guerra contro Hamas nella Striscia di Gaza, i negoziati per la liberazione degli ostaggi, la campagna contro Hezbollah nel nord e il confronto con l'Iran», si legge nella nota. È stato inoltre responsabile della comunicazione di organismi di alto livello e sensibili, tra cui il Mossad, lo Shin Bet, il Consiglio per la Sicurezza Nazionale, la Commissione per l'Energia Atomica e la Segreteria di Governo.

18:33
18:33
«Previsto un nuovo round di colloqui indiretti tra Israele e Hamas a Doha»

Due fonti palestinesi vicine ad Hamas hanno riferito al canale saudita Al-Sharq che è previsto un nuovo round di colloqui indiretti tra Israele e Hamas a Doha, capitale del Qatar.

L'obiettivo è di discutere le modalità di attuazione della nuova intesa sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza.

Secondo le fonti, «sono in corso sforzi per far arrivare le delegazioni di Hamas e di Israele a Doha già sabato sera o domenica prossima».

17:01
17:01
A Gaza manca il latte artificiale, neonati a rischio

Molte neomamme a Gaza non possono allattare al seno: la malnutrizione, lo stress dovuto alla continua fuga dalle bombe, la fatica hanno loro tolto il latte dal seno. Ma nella Striscia il latte artificiale non entra a sufficienza.

Da settimane i medici di Gaza hanno lanciato l'allarme: centinaia di bambini rischiano di morire a causa della grave carenza dell'alimento essenziale, scrive da ultimo il Guardian dopo che analoghe testimonianze sono state raccolte da molti media internazionali, da Le Monde a Ap.

Il dottor Ahmad al-Farra, primario di pediatria presso l'ospedale Nasser di Khan Younis, ha raccontato che il suo reparto aveva a disposizione solo una scorta di latte artificiale per circa una settimana. «Non riesco nemmeno a descrivere quanto sia grave la situazione. Al momento, abbiamo abbastanza latte artificiale per circa una settimana. Ma abbiamo anche neonati fuori dall'ospedale senza accesso al latte. È catastrofico», ha detto al-Farra al Guardian al telefono. Secondo i medici, gli aiuti alimentari che arrivano tramite la controversa società privata Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), sostenuta da Stati Uniti e Israele, non includono il latte artificiale per neonati. Come ha raccontato a Nbc News il dottor Marwan al-Hams, direttore degli ospedali da campo di Gaza: «Attualmente non abbiamo latte artificiale di tipo 1 o 2 negli ospedali, né il latte artificiale che utilizziamo nelle incubatrici».

La scarsa alimentazione delle madri incinte o che allattano «aggrava la situazione, con un aumento dei casi di malnutrizione tra neonati e bambini», ha aggiunto Al-Hams. Senza un'alimentazione adeguata, i medici di Gaza affermano di aver visto i bambini non solo deperire, ma anche diventare vulnerabili ad altre malattie. La carenza di proteine ;;provoca infatti altre complicazioni, tra cui infezioni, gonfiore e insufficienza degli organi.

16:29
16:29
70 morti a Gaza in 24 ore, Idf: uccise decine di terroristi

Almeno 70 palestinesi sono stati uccisi e altri 332 sono rimasti feriti nella Striscia nelle ultime 24 ore negli attacchi israeliani. Lo riferisce l'agenzia di stampa dell'Anp Wafa.

L'esercito israeliano ha reso noto di aver colpito oltre un centinaio di obiettivi in diverse zone di Gaza uccidendo decine di terroristi e distruggendo depositi di armi delle fazioni palestinesi, infrastrutture militari, postazioni operative di Hamas, lanciatori di missili, tunnel sotterranei. Le autorità sanitarie della Striscia riferiscono che il bilancio delle vittime dall'ottobre 2023 è salito a 57.338 morti, e 135.957 persone ferite.

12:53
12:53
Israele, ancora nessuna decisione su risposta di Hamas

Israele ha affermato oggi di stare ancora riflettendo sulla sua risposta alla reazione positiva di Hamas all'ultima proposta di cessate il fuoco a Gaza, sponsorizzata dagli Stati Uniti. «Non è stata ancora presa alcuna decisione su questo tema», ha dichiarato all'AFP un funzionario governativo a condizione di mantenere l'anonimato, non essendo autorizzato a parlarne pubblicamente.

Secondo quanto riportato dai media israeliani, il gabinetto di sicurezza israeliano si dovrebbe riunire oggi, dopo la fine dello Shabbat ebraico al tramonto. Israele si starebbe preparando a inviare una delegazione per colloqui, probabilmente entro domani a Doha.

Channel 12 riferisce che il governo ha iniziato ad analizzare la risposta di Hamas e ritiene che potrebbero emergere «lacune» nelle posizioni dell'organizzazione che include richieste di modifiche su tre punti centrali: il meccanismo per l'assistenza umanitaria a Gaza, la posizione delle forze israeliane durante la tregua, e le garanzie internazionali che gli Stati Uniti e altri paesi forniranno fino alla fine delle ostilità.

Israele, alla vigilia della partenza per Washington del premier Benyamin Netanyahu, sta valutando in che modo la risposta di Hamas corrisponda alle linee guida stabilite da Gerusalemme e se sia possibile raggiungere accordi.

Secondo Hamas, la distribuzione degli aiuti umanitari dovrebbe tornare al modello precedente, ossia sotto la responsabilità esclusiva dell'ONU, della Mezzaluna Rossa e di altri enti internazionali, senza il coinvolgimento della società privata statunitense Gaza Humanitarian Foundation (GHF) sostenuta da USA e Israele.

Sul piano militare, l'organizzazione fondamentalista esige che l'esercito israeliano si ritiri alle posizioni prese durante la precedente tregua, riducendo la sua presenza nelle aree densamente popolate. Secondo fonti palestinesi, Hamas sarebbe disposto ad accettare un ritiro parziale, purché discusso in sede negoziale.

Intanto due comitati israeliani stanno attualmente raccogliendo informazioni sulle condizioni mediche degli ostaggi ancora vivi, nel tentativo di stabilire criteri di priorità in vista di un potenziale accordo per un cessate il fuoco graduale, riferiscono i media israeliani.

Si tratta di un comitato del ministero della salute e di uno dell'intelligence militare dell'esercito, che stanno elaborando raccomandazioni da trasmettere alla squadra negoziale. I 20 ostaggi ancora in vita sarebbero tutti considerati «umanitari», ma l'obiettivo è determinare chi debba essere liberato per primo in base alla condizione fisica e mentale.

L'accordo in discussione prevede il rilascio di 8 ostaggi vivi il primo giorno, altri 2 al cinquantesimo giorno e i rimanenti 10 una volta raggiunta un'intesa sui termini di un cessate il fuoco permanente, attesa entro i 60 giorni di tregua. Non è ancora chiaro se Hamas accetterà una lista israeliana come parte dell'accordo. Nell'intesa precedente Israele aveva fornito anticipatamente una lista di nomi all'organizzazione palestinese.

Fonti diplomatiche arabe hanno dichiarato al quotidiano libanese «Al-Akhbar» che l'accordo appare ormai vicino, e potrebbe essere attuato rapidamente dopo la firma formale. Tuttavia, secondo gli stessi interlocutori, «le vere difficoltà emergeranno nella fase successiva», con la definizione del cosiddetto «giorno dopo»: il destino delle armi a Gaza, la gestione civile della Striscia e le modalità di coordinamento umanitario.

Israele, secondo la stampa araba, accetta la prosecuzione dei negoziati anche oltre la scadenza ufficiale.

12:15
12:15
Gaza: due operatori umanitari USA feriti da Hamas

La Gaza Humanitarian Foundation (GHF) ha riferito che due operatori umanitari americani sono rimasti feriti mentre distribuivano cibo ai residenti della Striscia di Gaza.

«Le prime notizie indicano che si è trattato di un atto ostile da parte di Hamas. Il fondo continua a indagare e aggiornerà la situazione con ulteriori informazioni non appena disponibili. Grazie a Dio i feriti non sono in pericolo di morte. Vogliamo solo sfamare la popolazione di Gaza, tutto qui. Gli americani che sono qui a Gaza sono eroi che rischiano la vita ogni giorno per fare questo lavoro», ha aggiunto GHF.

10:17
10:17
Gaza: almeno 19 morti in raid israeliani all'alba

Almeno 19 palestinesi sono stati uccisi all'alba, quando le forze israeliane hanno lanciato una serie di attacchi aerei e di artiglieria in diverse aree della Striscia di Gaza, secondo fonti mediche e testimoni oculari. Lo riporta l'agenzia Wafa.

L'attacco più mortale è avvenuto ad Al-Mawasi, a ovest di Khan Yunis, dove le forze israeliane hanno preso di mira le tende che ospitavano i civili sfollati uccidendo sette persone e ferendone più di dieci in quello che la gente del posto ha descritto come un massacro. In un'altra zona di Khan Yunis, un padre e il suo unico figlio sono stati uccisi in un attacco aereo a ovest della città.

08:21
08:21
Il punto alle 8

Hamas vuole avviare, subito, negoziati sulla tregua nella Striscia di Gaza. È quanto si legge in una dichiarazione pubblicata ieri in tarda serata su X: «Il movimento ha completato le consultazioni interne e con le fazioni e le forze palestinesi sull'ultima proposta dei mediatori per porre fine all'aggressione contro il nostro popolo a Gaza. Il movimento ha inviato una risposta positiva ai fratelli mediatori ed è pienamente pronto ad avviare immediatamente un ciclo di negoziati sul meccanismo per l'attuazione di questo quadro». 

E un accordo su Gaza, secondo Donald Trump, potrebbe arrivare la settimana prossima. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.