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Esplosioni a Teheran e Beirut, rinviato il voto all'ONU su Hormuz

Raid sull'area della centrale nucleare di Busher: una vittima, ma non ci sono danni alle strutture – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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Esplosioni a Teheran e Beirut, rinviato il voto all'ONU su Hormuz
Red. Online
04.04.2026 08:11
12:23
12:23
Attacchi di Hezbollah e Houthi verso Israele

La città israeliana di Kiryat Shmona è stata presa di mira da «missili di Hezbollah», mentre anche gli Houthi, ribelli yemeniti, hanno lanciato attacchi con droni su zone di Israele: lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim.

Frattanto, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) ha reso noto di esser stata informata da Teheran del raid israelo-statunitense in cui è stata colpita l'area della centrale nucleare iraniana di Bushehr.

«Non è stato riportato alcun aumento dei livelli di radiazione», si legge in un post su X, che aggiunge tuttavia che il direttore generale dell'agenzia, Rafael Mariano Grossi, «esprime profonda preoccupazione per l'incidente segnalato e sottolinea che i siti delle centrali nucleari o le aree circostanti non devono mai essere attaccate». Anche perché, ricorda il post, «gli edifici ausiliari» di un impianto nucleare «possono avere al loro interno apparecchiature di sicurezza vitali.

12:22
12:22
È corsa tra americani e iraniani per trovare il pilota disperso

Le autorità iraniane hanno esortato la popolazione del sud-ovest del Paese a cercare il pilota dell'F-15, offrendo ricompense di oltre 60 mila dollari ai cittadini che aiuteranno a catturarlo.

Secondo Laurel Rapp, direttrice del programma Stati Uniti e Nord America presso Chatham House, il salvataggio del membro dell'equipaggio disperso dal jet abbattuto è «una missione cruciale», riferisce la Bbc, aggiungendo che la cattura del membro dell'equipaggio statunitense rappresenterebbe un «enorme bottino» per l'Iran, offrendogli una «potentissima carta da giocare nelle trattative».

Nel frattempo, un alto comandante militare iraniano ha rivendicato che ora, le forze del Paese possono dare «la caccia» agli aerei americani grazie a nuove tattiche e attrezzature.

Il generale di brigata Alireza Elhami, comandante della Base congiunta di difesa aerea iraniana, ha affermato infatti che la perdita degli aerei statunitensi è stata «il risultato di tattiche, dell'uso di attrezzature moderne e di innovazioni nei sistemi di difesa aerea iraniani», secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna e rilanciato da Cnn. Elhami non ha specificato quali fossero queste innovazioni che «hanno causato confusione e disorientamento nel nemico».

11:27
11:27
Cinque Paesi UE chiedono una tassa sugli extraprofitti delle società energetiche

Cinque ministri dell'Economia Ue chiedono una misura per tassare gli extraprofitti delle società energetiche dopo l'aumento dei prezzi del carburante a causa della guerra in Medio Oriente. La richiesta è sottoscritta da Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria.

«Una soluzione europea», scrivono in una lettera al commissario Ue Wopke Hoekstra, «rappresenterebbe un segnale per i cittadini» e per l'economia dimostrando che «siamo uniti e in grado di agire» e invierebbe un «messaggio chiaro»: coloro che traggono profitto dalle conseguenze della guerra devono fare la loro parte.

«Il conflitto in Medio Oriente ha causato un aumento dei prezzi del petrolio, imponendo un onere significativo sull'economia europea e sui cittadini europei» e «è importante garantire che tale onere sia distribuito equamente», scrivono in una lettera al commissario europeo per il Clima Wopke Hoekstra.

I cinque ricordano di aver «sostenuto e promosso misure per tassare gli extraprofitti delle imprese energetiche» e chiedono alla Commissione di sviluppare «uno strumento analogo a livello dell'Ue, fondato su una solida base giuridica».

Secondo i ministri, agire insieme permetterebbe di «finanziare misure temporanee di sostegno, in particolare per i consumatori, e contenere l'aumento dell'inflazione, senza gravare ulteriormente sui bilanci pubblici».

Bruxelles è invitata a «sviluppare rapidamente» lo strumento e a valutare «se e come i profitti esteri delle compagnie petrolifere multinazionali possano essere inclusi in modo più mirato» rispetto al precedente contributo del 2022.

11:26
11:26
Raid sull'area della centrale nucleare di Busher, un morto

L'area della centrale nucleare di Busher, in Iran, è stata presa di mira in raid condotti da Israele e Stati Uniti, che hanno causato una vittima: lo afferma l'agenzia ufficiale iraniana Irna. Non ci sono danni alle strutture.

In precedenza, tre grosse esplosioni hanno avuto luogo nelle aziende petrolchimiche iraniane di Fajr 1 e 2, Rejal e Amirkabir, situate in un'area industriale speciale a Mahshahr, nella provincia di Khuzestan. Stando all'agenzia Tasnim, nell'attacco almeno cinque persone sono rimaste ferite.

Intanto, dopo una pausa di quasi 10 ore, le forze di difesa israeliane hanno rilevato un nuovo attacco balistico proveniente dall'Iran, diretto verso il centro di Israele, stando al Times of Israel.

Questa mattina un proiettile ha colpito la città settentrionale di Kiryat Shmona senza che suonassero le sirene. Secondo i soccorritori, l'impatto ha danneggiato una strada, con schegge che hanno colpito case e auto vicine, ma senza provocare feriti.

11:25
11:25
Esplosione in un centro filo-Israele nei Paesi Bassi

Un'esplosione è avvenuta ieri in tarda serata in un centro filo-israeliano nei Paesi Bassi, nella città di Nijkerk. Lo ha riferito la polizia, aggiungendo che ha causato danni minimi e nessun ferito e che sono in corso indagini.

Al momento dell'esplosione non si trovava nessuno all'interno della struttura, gestita da Christians for Israel, un'organizzazione senza scopo di lucro.

L'episodio arriva dopo una serie di attacchi notturni simili contro siti ebraici nei Paesi Bassi e nel vicino Belgio nelle ultime settimane, che hanno accresciuto le preoccupazioni per l'antisemitismo in seguito alla guerra in Medio Oriente.

11:02
11:02
Due navi di armatori turchi hanno attraversato finora Hormuz

Finora due navi di armatori turchi hanno attraversato lo stretto di Hormuz da quando è iniziata la guerra tra Usa, Israele e Iran: lo ha riferito il ministro dei Trasporti turco, Abdulkadir Uraloglu.

«Nel momento in cui è scoppiata la guerra, c'erano quindici navi appartenenti ad armatori turchi. (...) Due di queste quindici navi hanno attraversato» lo stretto, ha dichiarato il ministro durante un'intervista al canale privato turco CNN Turk.

08:19
08:19
Anche secondo jet USA è stato abbattuto dall'Iran

Anche il secondo aereo da guerra USA precipitato venerdì nel Golfo Persico è stato colpito dall'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, confermando quanto rivendicato da Teheran.

Il pilota dell'A-10 Thunderbolt, noto come Warthog, è in salvo, mentre il jet non è stato abbattuto in territorio iraniano, hanno riferito fonti a conoscenza dei fatti.

Il pilota del jet d'attacco bimotore e monoposto è riuscito a uscire dallo spazio aereo iraniano prima di catapultarsi. Gli Usa, nel frattempo, proseguono le ricerche del pilota americano il cui aereo, un F-15E, è stato colpito sopra l'Iran. L'altro a bordo è stato già tratto in salvo.

08:12
08:12
Il punto alle 08.00

Diverse esplosioni sono state udite questa mattina nell'area a nord della capitale iraniana Teheran. Lo riferiscono alcune fonti, tra cui un giornalista dell'Afp e i giornalisti di Al Jazeera Arabic. Anche la periferia sud di Beirut è stata bombardata almeno due volte oggi all'alba, secondo una giornalista dell'Afp che ha udito potenti esplosioni e ha visto il fumo salire verso il cielo.  Contemporaneamente, l'esercito israeliano ha annunciato sui social di aver «iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut».

Secondo un bilancio del Dipartimento della guerra statunitense sono 365 i militari americani feriti dall'inizio dell'Operazione Epic Fury contro l'Iran, quasi cinque settimane fa. I morti sono 13.  Dei feriti in azione, la maggior parte è costituita dai 247 soldati dell'Esercito. Poi ci sono i 63 militari della Marina, i 19 Marines e i 36 avieri dell'Aeronautica.

Nel frattempo, il Bahrain, che questo mese detiene la presidenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha rinviato il voto sulla risoluzione che puntava a riaprire lo Stretto di Hormuz, ora sotto la minaccia delle ritorsioni iraniane. Secondo quanto riferito dai media USA, il testo della risoluzione era stato significativamente edulcorato a causa dell'opposizione di Russia e Cina, ma non è bastato per sbloccare lo stallo. Il voto dovrebbe tenersi la prossima settimana: il progetto di risoluzione promosso dal Bahrein, che si prevedeva sarebbe stato messo ai voti oggi, autorizzerebbe misure difensive (e non azioni offensive, come inizialmente sostenuto dalle nazioni del Golfo e dagli Stati Uniti) al fine di garantire il transito in sicurezza delle navi attraverso il canale, da cui passa abitualmente un quinto del petrolio mondiale.

Il Bahrein ha sollecitato il sostegno di tutte i 15 Stati del Consiglio, ma il rinvio del voto indica che la bozza, pur modificata, non è ancora accettabile per la Russia e la Cina, che occupano seggi permanenti nel Consiglio.