Genio brutale russo o mossa disperata? Ural Airlines vuole estendere la vita degli Airbus oltre la certificazione

Il quadro, da quattro anni oramai, è sempre quello: vista la situazione, o meglio considerando le sanzioni internazionali pronunciate in seguito all’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte dell’esercito di Mosca, le compagnie aeree russe hanno cercato ogni strada possibile (e ogni dribbling) per mantenere in volo i propri velivoli, principalmente Airbus e Boeing. Nell’attesa, estenuante, che il settore produca (davvero) in serie velivoli al 100% russi.
C'è chi ha cannibalizzato alcuni apparecchi per ricavarne preziosi pezzi di ricambio, chi si è rivolto al mercato nero e chi, ancora, ha sfruttato l’amicizia e la compiacenza di Paesi terzi. C’è anche chi ha riattivato aerei dismessi, dai vecchi Tupolev al maestoso Boeing 747.
Ural Airlines, passata alla storia per aver sfruttato a suo vantaggio un atterraggio di un A320 in un campo di grano, come riferisce il portale specializzato aeroTELEGRAPH ha lanciato un programma per estendere la vita operativa degli aerei di fabbricazione occidentale. Detto in altri termini, il vettore è convinto di poter aumentare le ore di volo degli Airbus A319, A320 e A321 oltre quota 96 mila. Oltre, soprattutto, il valore originale certificato dal costruttore. In genere, fa notare sempre aeroTELEGRAPH, la vita di un A320 è compresa fra le 60 mila e le 75 mila ore di volo.
Fatte le dovute premesse, ed entrando nel merito, in che modo Ural Airlines – una delle principali compagnie aeree della Federazione Russa, stabilmente tra le prime cinque del Paese per volume di passeggeri – intende raggiungere questo obiettivo? Semplice, almeno a parole: smontando, ispezionando, riparando e riassemblando completamente i propri aerei presso il centro di manutenzione. Attenzione, però: Ural, che opera in un contesto di isolamento tecnologico, non possiede le autorizzazioni e le licenze di Airbus per effettuare simili interventi, per giunta così in profondità. «Al momento non esistono programmi completi paragonabili nel Paese» ha dichiarato con sicumera Ural Airlines.
La revisione completa di un aeromobile è, secondo la compagnia, un passo logico. Perfino coerente. Dal 2023, nel suo centro di manutenzione, il vettore ripara e revisiona già carrelli d’atterraggio e unità idrauliche per la propria flotta e per altre compagnie aeree russe. Ural Airlines, leggiamo, per il prossimo autunno sta pianificando anche la riparazione di sistemi di alimentazione, idraulici e pneumatici.
Domanda delle domande: funzionerà? La mente, inevitabilmente, ha ripescato Armageddon, manifesto cinematografico del cosiddetto genio brutale russo. Avete presente la scena del cosmonauta Lev Andropov che, davanti a un sistema in panne, risolve tutto a randellate con una chiave inglese urlando che tanto i componenti sono tutti uguali? Ecco. Gli esperti hanno criticato aspramente la mossa di Ural Airlines, come riportato dal Moscow Times. Riparazioni non certificate potrebbero tradursi in aerei che non soddisfano più gli standard internazionali minimi di sicurezza aerea. Senza l’accesso alla tecnologia dei produttori, il rischio di incidenti potrebbe aumentare considerevolmente.
Ural Airlines gestisce una flotta di 51 aeromobili Airbus della famiglia A320 e serve oltre 120 destinazioni in Russia, Asia centrale, Caucaso e Medio Oriente. I suoi hub principali sono Ekaterinburg e Mosca-Domodedovo. La compagnia aerea prevede(va) di espandere la propria flotta in futuro includendo anche velivoli Boeing.
