Il punto

La Russia ha un disperato bisogno di nuovi aerei

Le due maggiori compagnie del Paese, Aeroflot e S7, hanno piazzato ordini importanti per stimolare la produzione «locale»: 190 velivoli fra Tupolev Tu-214 e MC-21
© Shutterstock
Marcello Pelizzari
06.02.2026 10:32

La Russia, lo sappiamo, ha bisogno di aerei. Un bisogno, diciamolo pure, disperato: le sanzioni internazionali, varate in seguito all'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte dell'esercito di Mosca, da quasi quattro anni impediscono alle compagnie russe di accedere ai pezzi di ricambio e ai nuovi velivoli di fabbricazione occidentale. Un quadro di per sé complicato, soprattutto se consideriamo che il grosso della flotta commerciale della Federazione Russa è composto da aerei Airbus e Boeing. 

Che fare, dunque? Al di là di alcuni stratagemmi messi in campo dal settore, come l'arrivo di componenti tramite Paesi terzi, la produzione «casalinga» di pezzi per Airbus o Boeing, tutto fuorché certificata, o ancora la riattivazione di «vecchi pezzi da museo», l'obiettivo del Cremlino è far (ri)partire l'industria del Paese. Costruendo, in serie, velivoli al 100% russi. Più facile a dirsi che a farsi, anche se – è notizia di questi giorni – le due più grandi compagnie della Federazione, la statale Aeroflot e S7, prevedono di ordinare 190 velivoli fra Tupolev Tu-214 e Yakovlev MC-21.

S7, in particolare, gestisce al momento 94 aeromobili. Tutti, va da sé, di fabbricazione occidentale. Secondo il portale specializzato CH Aviation, 30 di questi aerei sono attualmente a terra. Come tutte le compagnie russe, anche S7 come detto sta lottando con la carenza di pezzi di ricambio e con l'impossibilità ad acquistare prodotti Airbus o Boeing. Da quasi due anni, secondo il portale NGS, ripreso da aeroTELEGRAPH, il vettore sta negoziando l'acquisto di aerei di fabbricazione russa. Di più, S7 ha firmato un accordo preliminare per 100 Tupolev Tu-214. L'accordo coinvolge il conglomerato statale United Aircraft Corporation, sotto cui sono confluiti i marchi storici dell'aviazione sovietica, e la società di leasing GTLK. Se i piani dovessero essere rispettati, S7 riceverebbe il primo Tu-214 nel 2029. Si tratta, in realtà, di un aereo vecchio o, se preferite, modernizzato rispetto alla versione introdotta nel 1996, a sua volta basata su un'evoluzione del Tu-204. 

Anche Aeroflot, a maggior ragione considerando la sua rete e il suo peso specifico nel settore, sta cercando di assicurarsi nuovi aerei. L'amministratore delegato di United Aircraft Corporation, Vadim Badekha, ha annunciato alla fiera Naisa di Mosca che il vettore ha piazzato un ordine fermo per altri 90 MC-21. Le consegne, in questo senso, dovrebbero cominciare nel 2030. Aeroflot aveva già piazzato un ordine importante per questo velivolo in precedenza e sta negoziando ulteriori ordini.

A differenza del Tu-214, l'MC-21 è un aereo davvero nuovo, anche se il progetto risale alla seconda metà dei primi anni Duemila e, nel frattempo, i ritardi accumulati (oltre ai soldi spesi) fanno temere il peggio. Strando a Rostec, la società madre di UAC e quindi di Yakovlev, la certificazione dell'MC-21 è prevista per la fine del 2026. Il principale scoglio è legato, manco a dirlo, ai componenti: l'MC-21, attualmente, non è ancora al 100% russo. Mesi fa, il portale ATU, citando Dmitry Yadrov, a capo dell'Agenzia federale per il trasporto aereo Rosaviatsiya, aveva spiegato che cinque componenti chiave non sono ancora stati sostituiti: il sistema antighiaccio, il sistema di aspirazione dell'acqua, il sistema di allerta traffico e prevenzione delle collisioni (TCAS), il radar meteorologico e l'alimentazione elettrica.