«Hanno trasformato la tragedia di Crans-Montana in un percorso di speranza»

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha consegnato quest'oggi il Premio Rosa Camuna 2026 al team dei professionisti lombardi intervenuti a seguito della tragedia di Crans-Montana. Il premio, si legge, riconosce pubblicamente «l'impegno, l'operosità, la creatività e l'ingegno di coloro che si siano particolarmente distinti nel contribuire allo sviluppo economico, sociale, culturale e sportivo della Lombardia».
Quest'anno il riconoscimento è stato attribuito al personale dell’Ospedale Niguarda di Milano, della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e di AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), protagonisti di un «intervento tempestivo, altamente specializzato e perfettamente coordinato nella gestione dell’emergenza e nella presa in carico dei 12 feriti trasportati in Lombardia».
Dalla tragedia alla speranza
Secondo Fontana, il conferimento del premio «rappresenta un atto doveroso e profondamente sentito. Una vera e propria medaglia d’oro a un sistema sanitario che ha dimostrato di essere un modello organizzativo capace di reagire con prontezza, competenza e spirito di squadra anche di fronte a eventi straordinari e complessi. La Lombardia ha saputo mettere in campo una rete integrata ed efficiente, in cui ogni livello, dall’emergenza territoriale all’alta specializzazione ospedaliera, ha operato in perfetta sinergia. Questo riconoscimento è il segno concreto della gratitudine dell’intera comunità lombarda verso donne e uomini che, con professionalità e dedizione, hanno trasformato una tragedia in un percorso di cura e speranza», ha aggiunto il governatore.
I 7 ragazzi sono fuori pericolo di morte
E durante l'evento sono arrivate pure notizie sui sette ragazzi ancora ricoverati al Niguarda: «Sono fuori pericolo di rischio di vita ma sono ancora, molti di loro, in condizioni molto serie» e per quanto riguarda eventuali dimissioni, per cinque di loro «ci vorranno mesi. Per gli altri invece qualche settimana». Lo ha spiegato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, affermando: «Non è che sono guariti. Dobbiamo ringraziare i nostri medici anche per quello che stanno facendo e dovranno ancora fare. Per alcuni di questi ragazzi il percorso sarà ancora problematico, pieno di ostacoli, con alti e bassi e con momenti di preoccupazione». Bertolaso ha poi aggiunto: «Sono tutti coscienti ma capiscono che prima di uscire dall'ospedale per alcuni di loro ci vorranno ancora mesi e ogni giorno bisogna accompagnarli in questo difficilissimo percorso. Oggi - ha sottolineato ancora Bertolaso - siamo ancora in mezzo a un guado complicato».
Le eccellenze in campo
Centrale è stato il contributo dell’Ospedale Niguarda, che ha accolto e curato i 12 pazienti gravemente ustionati, garantendo elevate competenze in Anestesia e Rianimazione, Medicina d’Urgenza e Pronto Soccorso e nella gestione delle grandi ustioni, ambito in cui rappresenta un punto di riferimento internazionale. AREU ha garantito una risposta immediata, assumendo la regia sanitaria dell’intervento e attivando alle ore 10.30 dell’1 gennaio, a poche ore dalla tragedia, la Centrale Operativa Maxiemergenze presso la SOREU Metropolitana, dirigendo le operazioni di trasferimento dei pazienti verso il Centro Grandi Ustionati dell’Ospedale Niguarda tramite un ponte aereo sanitario internazionale. I 12 pazienti sono stati trasferiti con coordinamento dei trasporti in elicottero, impiegando quelli di Milano, Bergamo e Como, e supporto clinico tramite un team specializzato multidisciplinare congiunto (Burn Assessment Team) inviato in Svizzera. Per quanto riguarda il Policlinico di Milano, la Terapia Intensiva ‘Vecla’ della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Centro di Coordinamento Regionale per la gestione dei pazienti con insufficienza respiratoria acuta che necessitano di supporto ECMO, ha svolto un ruolo decisivo nell’assistenza ai casi più complessi.
Lombardia parte civile nel processo
Ieri il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una mozione che impiega la Giunta a valutare «con urgenza» la costituzione di Regione Lombardia come parte civile nel procedimento penale avviato in Svizzera. La prima firmataria Barbara Mazzali, interpellata dal CdT, ha commentato le recenti frizioni politiche tra Italia e Svizzera in merito alla tragedia di Crans-Montana, spiegando che i rapporti «solidi» tra i due Paesi permetteranno di superare la «crisi», a patto che ci sia «trasparenza e collaborazione»
