Il pilota americano è salvo, ma «gravemente ferito»

«Abbiamo salvato il membro dell'equipaggio/ufficiale dell'F-15, gravemente ferito e davvero coraggioso, dalle profondità delle montagne dell'Iran. L'esercito iraniano lo stava cercando con insistenza, in gran numero, e si stava avvicinando. È un colonnello molto rispettato». Lo ha scritto Donald Trump sul su Truth. Trump ha anche annunciato che terrà una conferenza stampa sull'operazione di soccorso e recupero del pilota che era disperso in Iran domani alle 13 (le 19 in Svizzera).

«Lo abbiamo recuperato!», aveva in precedenza annunciato il presidente americano, parlando di «una delle più audaci operazioni di ricerca e salvataggio nella storia degli USA». «Questo coraggioso guerriero si trovava dietro le linee nemiche, tra le insidiose montagne dell'Iran, braccato dai nostri avversari che, ora dopo ora, si facevano sempre più vicini; tuttavia, non è mai stato veramente solo, poiché il suo comandante in capo, il segretario alla guerra, il capo dello Stato maggiore congiunto e i suoi commilitoni monitoravano la sua posizione 24 ore su 24, pianificando con meticolosa cura il suo salvataggio», ha aggiunto il presidente nel post.
Una fonte israeliana ha riferito a Iran International che due unità di commando israeliane, Shaldag e Sayeret Matkal, hanno partecipato all'operazione di salvataggio. Secondo la fonte, la missione è durata circa 36 ore e un elicottero statunitense è stato attaccato durante l'operazione, ma sarebbe riuscito a rientrare sano e salvo alla base.
Il depistaggio della CIA
Secondo NBC News, che cita un alto funzionario dell'amministrazione Trump, al buon esito dell'operazione di salvataggio del pilota americano avrebbe contribuito uno «stratagemma» attuato della CIA. Una «campagna di depistaggio» che consistente nel diffondere in Iran la notizia che l'aviatore fosse già stato trovato vivo dagli USA e che fosse in corso un trasferimento via terra per farlo uscire dall'Iran. «Mentre tra gli iraniani regnava l'incertezza su ciò che stesse accadendo, l'Agenzia ha utilizzato le sue capacità uniche e sofisticate per cercarlo e trovarlo», ha spiegato il funzionario. La fonte ha aggiunto che il pilota era rimasto nascosto «in un luogo remoto di montagna», e che, una volta individuata la sua posizione esatta, la CIA ha «immediatamente informato il dipartimento della Difesa e la Casa Bianca», che poi ha dato via libera al blitz per andarlo a prendere.
Netanyahu: «Nessuno viene lasciato indietro»
Anche J.D. Vance, ha parlato di «una delle operazioni militari più straordinarie di sempre». «Congratulazioni a tutti coloro le cui abilità e coraggio lo hanno reso possibile. Dio vi benedica tutti e Buona Pasqua!» ha aggiunto su X il vicepresidente USA.
«Mi congratulo con Donald Trump per il salvataggio di un coraggioso pilota statunitense da parte dei valorosi soldati USA. Tutti gli israeliani gioiscono per questa straordinaria operazione. Dimostra che quando le società libere agiscono con coraggio e determinazione, possono sconfiggere le forze dell'oscurità e del terrore». Così il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un post su X. «Questa operazione rafforza un principio sacro: nessuno viene lasciato indietro. Come persona che è stata ferita in una missione simile, e che ha perso suo fratello nel salvataggio di Entebbe, so quanto coraggiosa sia stata questa decisione. Caro amico, ancora una volta la tua leadership ha portato una grande vittoria all'America. Ti rendo omaggio. Tutti noi lo facciamo».
La versione iraniana
«La cosiddetta operazione di salvataggio dell'esercito statunitense, pianificata come una missione di inganno e fuga in un aeroporto abbandonato nel sud di Isfahan con il pretesto di recuperare il pilota di un velivolo abbattuto, è stata completamente sventata», ha affermato dal canto suo Ebrahim Zolfaghari, portavoce del comando centrale delle forze armate, Khatam Al-Anbiya. Il portavoce ha inoltre riferito che nel corso dell'operazione sarebbero stati distrutti «due aerei da trasporto militare C-130 e due elicotteri Black Hawk». Lo stesso Zolfaghari ha descritto la missione, che secondo il presidente americano Donald Trump è riuscita, come «pretestuosa».
La minaccia
Il comando militare centrale iraniano ha respinto, ieri sera, la minaccia di Trump di distruggere le infrastrutture vitali del Paese – «l'inferno si abbatterà» sull'Iran se lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto lunedì – se non verrà accettato un accordo di pace entro 48 ore. Ora, il presidente USA ribadisce che colpirà «martedì» le centrali elettriche e i ponti in Iran. «Sarà la Giornata della Centrale Elettrica e la Giornata del Ponte, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all'inferno» .



