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«L'Idf è pronta a una reazione sproporzionata contro Hezbollah»

Israele prepara una risposta a possibili ritorsioni dal Libano dopo l’uccisione di Tabatabai, mentre nel nord cresce il timore di giorni di combattimenti - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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«L'Idf è pronta a una reazione sproporzionata contro Hezbollah»


Red. Online
24.11.2025 06:31
20:38
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La Jihad islamica conferma: ritrovato il corpo di un ostaggio

La Jihad islamica palestinese conferma in una dichiarazione di aver ritrovato il corpo di un ostaggio durante i lavori di scavo nella Striscia di Gaza. Lo riporta il Times of Israel.

Nella mattinata al Jazeera aveva riferito che il corpo era stato localizzato dalla Jihad islamica in un'area a nord di Nuseirat, nella parte centrale di Gaza. Non è stato ancora annunciato il trasferimento del corpo in Israele, previsto dall'accordo. Compreso questo, sono tre i corpi degli ostaggi israeliani ancora nella Striscia di Gaza.

20:37
20:37
Iran: «Vendicheremo il capo militare di Hezbollah ucciso da Israele»

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran, l'esercito ideologico della Repubblica Islamica, ha chiesto oggi di vendicare l'uccisione da parte di Israele avvenuta a Beirut in Libano del capo militare di Hezbollah, Haitham Ali Tabatabai.

«Il diritto dell'Asse della resistenza e di Hezbollah libanese di vendicare il sangue dei coraggiosi combattenti dell'Islam è indiscutibile», ha dichiarato in una nota il corpo della Guardie rivoluzionarie, principale sostenitore militare e finanziario di Hezbollah.

Il termine «Asse della resistenza» si riferisce ai gruppi armati sostenuti da Teheran e ostili a Israele, nemico giurato della Repubblica Islamica.

17:35
17:35
La controversa Gaza Humanitarian Foundation termina la sua missione

La Gaza humanitarian foundation (Ghf) conferma di aver concluso le sue operazioni nella Striscia dopo cinque mesi trascorsi a distribuire aiuti umanitari. Lo riferisce il Times of Israel citando il direttore esecutivo della Ghf, John Acree.

«Fin dall'inizio, l'obiettivo della Ghf era quello di soddisfare un bisogno urgente, dimostrare che un nuovo approccio poteva avere successo laddove altri avevano fallito e, infine, trasferire tale successo alla più ampia comunità internazionale», ha dichiarato in un comunicato il direttore esecutivo della Ghf, John Acree.

Acree ha aggiunto che «con la creazione del Centro di coordinamento civile-militare (Cmcc) e un rinnovato impegno della comunità umanitaria internazionale, la Ghf ritiene che quel momento sia ora arrivato».

Il Times of Israel aveva rivelato il mese scorso che la Ghf stava attraversando difficoltà finanziarie. La Ghf, ricorda la Cnn, ha sospeso le sue operazioni all'inizio del cessate il fuoco a metà ottobre, quando gli Stati Uniti e la comunità internazionale sono tornati alle Nazioni Unite come principale mezzo di distribuzione degli aiuti umanitari. La Ghf aveva in programma di espandersi in più siti in tutto il territorio, ma questi piani non sono mai stati realizzati. L'organizzazione era stata al centro delle polemiche. Secondo l'Onu, più di 2.100 palestinesi sono stati uccisi mentre cercavano aiuto, molti dei quali si trovavano nelle vicinanze o erano diretti verso i siti della Ghf.

14:17
14:17
«Hamas rispetta la tregua mentre Israele provoca»

«Hamas sta dimostrando grande pazienza di fronte a tutte queste provocazioni da parte di Israele e sta rispettando il cessate il fuoco. La piena attuazione di questo cessate il fuoco è essenziale». Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aggiungendo che «aumentare significativamente la pressione diplomatica su Israele e aprire la strada alla fornitura ininterrotta di aiuti umanitari alla regione è un imperativo».

Parlando con i giornalisti di ritorno dal G20 in Sudafrica, il leader turco ha inoltre dichiarato che «se la comunità internazionale dimostra una volontà determinata, coerente e capace di sanzionare, può fermare (Benjamin) Netanyahu», riferisce Anadolu.


12:38
12:38
La Jihad islamica ha trovato i resti di un ostaggio

Al Jazeera riferisce che la Jihad islamica palestinese ha individuato i resti di un ostaggio ucciso nel nord del campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Lo riportano i media israeliani.

Sono ancora tre i corpi di ostaggi deceduti che Jihad e Hamas devono restituire a Israele in base all'accordo di cessate il fuoco.

11:37
11:37
Hezbollah conferma l'uccisione del capo militare a Beirut

Hezbollah ha confermato la morte del suo comandante militare Haytham Tabatabai, noto come Abu Ali, ucciso ieri in un raid israeliano nei sobborghi meridionali di Beirut. Lo riferisce il movimento sciita in un comunicato, parlando di «una vigliacca aggressione israeliana» contro l'area di Haret Hreik.

Secondo fonti sanitarie locali, il raid ha causato almeno cinque morti e 28 feriti. Tabatabai era considerato uno dei massimi vertici dell'apparato militare del partito e, secondo analisti israeliani, era una figura di spicco della corrente più intransigente del movimento.

11:32
11:32
4 morti nei raid israeliani a Gaza City e Khan Yunis

Quattro palestinesi sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti da questa mattina in attacchi aerei israeliani contro Gaza City e Khan Yunis. Lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa, citando fonti mediche negli ospedali della Striscia.

Secondo l'agenzia, l'esercito israeliano ha anche lanciato attacchi aerei e aperto il fuoco con carri armati ed elicotteri a nordest di Rafah.

L'esercito israeliano ha intanto riferito di aver identificato ed «eliminato tre terroristi» che, in due diversi episodi, avevano «attraversato la Linea Gialla avvicinandosi alle truppe che operano a Khan Yunis», nel sud della Striscia di Gaza, «rappresentando una minaccia immediata per loro».

10:56
10:56
Oltre 21mila camion di aiuti entrati a Gaza in 7 giorni

Sono 21.095 i camion di aiuti entrati nella Striscia di Gaza dal 17 novembre, secondo i dati del Centro di coordinamento civili e militare (Cmcc), istituito a Kiryat Gat, nel sud di Israele, con personale americano, israeliano e internazionale per monitorare l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco.

Nella giornata di ieri 629 camion sono entrati attraverso il valico di Kerem Shalom, 261 da quello di Zikim. Dati giudicati «positivi» dallo stesso Cmcc.

Un altro «esempio forte e positivo degli sforzi del Cmcc per la risoluzione del conflitto» viene indicato nell'immediata autorizzazione del Cogat, l'organismo israeliano che gestisce le attività civili nei territori palestinesi, alla riparazione del principale cavo di fibra ottica i cui danni hanno privato di internet una vasta aerea della Striscia dall'inizio di novembre.

09:11
09:11
L'Iran condanna l'uccisione del capo militare di Hezbollah

L'Iran condanna l'uccisione del capo militare di Hezbollah, il gruppo sciita libanese alleato di Teheran, morto ieri in un attacco aereo israeliano nella periferia sud di Beirut, in Libano.

«Il ministero degli Esteri iraniano condanna fermamente il vile assassinio del grande comandante della Resistenza Islamica libanese, il martire Haitham Ali Tabatabai», ha dichiarato il ministero iraniano in una nota.

Il ministero degli Esteri di Teheran ha descritto come «brutale» l'attacco che ha ucciso il capo militare, ritenendo il raid israeliano una «evidente violazione» del cessate il fuoco raggiunto nel novembre del 2024.

«Il ministero degli Affari Esteri considera deplorevoli e ingiustificabili l'inazione e il silenzio delle Nazioni Unite e del suo Consiglio di Sicurezza in merito alle continue aggressioni e agli innumerevoli crimini del regime israeliano contro il popolo libanese», si legge nella dichiarazione, come riporta Irna, dove Teheran ha espresso condoglianze alla famiglia del capo militare di Hezbollah e ha chiesto che i leader di Israele siano ritenuti responsabili di «atti terroristici» e crimini di guerra.

06:36
06:36
Ben Gvir in un villaggio beduino: «Sono il padrone di casa»

Il ministro per la Sicurezza Nazionale di Israele Itamar Ben Gvir ha visitato il villaggio beduino del Negev di Lakiya per la seconda volta questo mese, scatenando la rabbia dei residenti dopo che la polizia ha bloccato l'ingresso del paese con blocchi di cemento. La sua visita e i posti di blocco seguono una nuova operazione della polizia volta a combattere la crescente criminalità e il traffico di armi tra i beduini del Negev, soprannominata Operazione Nuovo Ordine.

Ben Gvir, durante la sua visita insieme al capo della polizia del Distretto Meridionale Haim Bublil, è stato ripreso mentre litigava con il parlamentare di Ra'am Walid al-Hawashleh. Un filmato mostra Ben Gvir dichiarare di essere il «padrone di casa» nella città araba, mentre al-Hawashleh lo deride definendolo razzista. «Falceremo chiunque sia cattivo, non ho paura di loro, sono io il padrone di casa qui», dice, prima di urlare «barra», che in arabo significa «fuori», ad al-Hawashleh, un insulto che usa spesso per respingere le critiche dei legislatori arabi.

«Razzista, non hai fatto nulla per gli omicidi nella società araba», dice al-Hawashleh mentre insegue il ministro mentre prosegue lungo la strada con il suo entourage. «Stai solo facendo delle provocazioni qui». Un filmato successivo della visita mostra decine di residenti che scherniscono il ministro di estrema destra mentre saluta dalla sua auto, prima di salire a bordo.

06:34
06:34
Le Idf hanno già predisposto piani di risposta in caso di attacchi dal Libano

Le Idf hanno già predisposto piani di risposta in caso di attacchi dal Libano in risposta all'assassinio di Haytham Ali Tabatabai, capo di stato maggiore di Hezbollah, e li definiscono "sproporzionati". Lo scrive la testata israeliana Channel 12. Allo stesso tempo, Israele sta esortando il governo libanese a continuare a far rispettare l'accordo di cessate il fuoco e a disarmare Hezbollah a sud del Litani.

Le forze di sicurezza israeliane stimano che l'assassinio di Tabatabai non porterà a un'escalation nei rapporti con l'organizzazione terroristica, scrive ancora la testata, ma sono preparate a qualsiasi scenario. Si stima che in Libano ci siano migliaia di missili e razzi, e quindi una delle possibili risposte all'assassinio è che una delle organizzazioni terroristiche in Libano effettui l'attacco al posto di Hezbollah.

Sebbene al momento non vi siano cambiamenti nelle istruzioni al fronte interno, i residenti del nord temono una risposta da parte dell'organizzazione terroristica e Israele ha già predisposto piani d'azione nel caso in cui vi sia una risposta all'assassinio. La preoccupazione delle comunità del nord riguarda principalmente uno scenario di diversi giorni di combattimenti che danneggerebbe il turismo, che gli imprenditori della zona sperano di rivedere. Affermano di riconoscere una perdita di reddito a causa delle segnalazioni di crescenti attacchi e tensioni al confine.

06:33
06:33
Il punto alle 06.00

La crisi regionale si è ulteriormente aggravata dopo il raid dell’esercito israeliano che ha colpito un edificio nel quartiere di Haret Hreik, roccaforte di Hezbollah a Beirut. Secondo fonti locali i morti sarebbero almeno cinque, mentre l’IDF conferma di aver eliminato Haytham Ali Tabatabai, capo di stato maggiore e numero due dell’organizzazione sciita: una figura ritenuta cruciale per la ricostruzione delle capacità militari del gruppo dopo l’operazione Northern Arrows. Hezbollah accusa Israele di aver «superato un’altra linea rossa» e conferma la perdita del suo comandante.

Il presidente libanese Joseph Aoun ha chiesto alla comunità internazionale di «intervenire con forza» per fermare gli attacchi, mentre fonti americane precisano che Washington non è stata informata in anticipo del raid. L’ufficio di Netanyahu sostiene invece che l’operazione sia stata ordinata dal premier per colpire «la mente del riarmo di Hezbollah».

Sul fronte diplomatico, al Cairo Hamas chiede un meccanismo «chiaro» per segnalare le violazioni della tregua e avverte che gli scontri a Rafah rischiano di compromettere l’accordo in corso di negoziazione. Netanyahu ribatte accusando il movimento palestinese di «violare sistematicamente» il cessate il fuoco e affermando che Israele «agisce indipendentemente da qualsiasi autorizzazione».

L’Iran, intanto, alza il tono: Teheran denuncia presunti tentativi occidentali di colpire la Guida suprema Khamenei e accusa Israele e Stati Uniti di voler destabilizzare la Repubblica islamica. Sempre dall’Iran arriva la rivendicazione di un gruppo di hacker che afferma di aver diffuso dati sensibili di ingegneri dell’industria della difesa israeliana.

Sul fronte interno israeliano, il capo dell’IDF Eyal Zamir convoca gli alti ufficiali per chiedere conto dei fallimenti del 7 ottobre, valutando possibili sanzioni personali. In Europa, un sondaggio indica che il 57% degli svizzeri sarebbe favorevole al riconoscimento della Palestina come Stato e al soccorso dei bambini feriti provenienti da Gaza.

Infine, Londra segnala 90 arresti durante una protesta a sostegno di Palestine Action, mentre nel cielo libanese continuano a volare droni israeliani, in un clima sempre più teso e con il rischio di un allargamento ulteriore del conflitto.