L'influencer balla sul video dei bombardamenti a Kiev: «Quel giorno morti 19 civili»
Una donna bionda che balla su musica elettronica russa. Il video sembra il classico divertissement che spopola su TikTok, solo che sullo sfondo scorrono le immagini dei bombardamenti su Kiev. Il filmato, rilanciato su Twitter dal media bielorusso d’opposizione Nexta, che ha sottolineato come quel giorno fossero morti 19 civili, è opera della influencer russa Yulia Prokhorova, già finita sotto i riflettori in passato. A settembre, ad esempio, aveva incitato i suoi connazionali che vivono in Europa a «bruciare più energia possibile» per sostenere la Russia in difficoltà. La donna oggi vive in Germania con suo marito, nonostante le autorità tedesche abbiano cercato di espellerla dal Paese ad aprile. Un suo recente video, del 7 ottobre, in cui la si vede indossare una bandiera russa come fosse un vestito, è stato geolocalizzato a Landshut, in Baviera. Inutile dire che, dopo l’ennesima provocazione, sul web è scoppiata la bufera, tra commenti infuocati e richieste di rispedirla in patria con un biglietto di sola andata.
«Aiutate la Russia, bruciate energia»
Come detto, Yulia Prokhorova non è nuova a queste uscite: il suo canale Instagram è stato chiuso in marzo, mentre su TikTok usa l’account rund_11.22 per pubblicare contenuti di propaganda anti-ucraina: il video con il presidente Volodomyr Zelensky in versione clown è abbastanza eloquente anche senza conoscere il russo.

L’influencer è attiva soprattutto su Telegram, dove conta 90 mila follower. A settembre era finita sotto i riflettori per aver condiviso una sorta di video-tutorial in cui spiegava ai russi all’estero come sostenere le truppe di Putin senza infrangere le sanzioni o finire in prigione: di fatto, «bisogna bruciare energia». Nel filmato la si vede accendere tutti gli interruttori della luce e aprire il gas dei fornelli in cucina. La donna ha spiegato che consumare energia «trasferisce indirettamente denaro all'esercito di Mosca e tutti i russi all’estero dovrebbero farlo».
Alle ucraine: «Vincerà la Russia»
Yulia Prokhorov ad agosto aveva aggredito verbalmente due donne ucraine rifugiate a Salisburgo. Secondo il sito austriaco Der Standard, l'influencer si trovava nella città di Mozart in vacanza e si è filmata mentre scherniva le due passanti al grido di «La Russia vincerà, si fotta l’Ucraina», chiedendo inoltre un referendum a Kherson. Il giorno dopo la pubblicazione del filmato, diventato virale sui social, la donna si è poi lamentata del fatto che Booking.com le avesse cancellato tutte le prenotazioni in Austria: «Mi hanno rovinato tutta la vacanza», aveva tuonato nell’ennesimo video. Yulia Prokhorova non è la sola influencer russa finita nell’occhio del ciclone: la 42.enne Victoria Bonya aveva fatto scalpore per aver tagliato borse di Chanel per denunciare la «russofobia» occidentale (per la cronaca: oggi Bonya veste ancora Chanel). Dopo l'annuncio di Putin della mobilitazione di 300 mila riservisti, diverse influencer filo-russe inoltre avevano lanciato l’hashtag #dontpanic, diffondendo immagini in cui mangiavano patatine fritte. Il messaggio era chiaro: «300 mila persone sono l’1% della popolazione», ossia un numero trascurabile, come quello di «una patatina in un sacchetto». Questi sono solo alcuni esempi di come nella guerra ibrida la propaganda dilaghi sui social network, tra foto e video di donne avvenenti, mandrie di follower e valanghe di «mi piace». Ammesso che ci sia qualcosa di piacevole in tutto questo.



