Guerra

«L'Ucraina potrebbe colpire in profondità con i missili: in Russia non ci sono santuari»

Secondo l'inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina Keith Kellogg, il presidente Donald Trump avrebbe revocato le restrizioni sugli attacchi a lungo raggio di Kiev e starebbe valutando di inviare i missili Tomahawk
©PRESIDENTIAL PRESS SERVICE HANDO
Michele Montanari
29.09.2025 09:21

Ieri l’Ucraina ha subito l’ennesimo pesantissimo attacco russo. Stando ai resoconti dell’autorità di Kiev, mosca avrebbe lanciato 643 droni e missili su diverse regioni dell’ex repubblica sovietica. Un tiro al bersaglio, quello russo, che ha segnato un cambio di direzione del presidente USA Donald Trump, arrivato, negli scorsi giorni, a prospettare una vittoria ucraina, con l’aiuto delle forze europee. Di più, da Washington potrebbero arrivare pure nuovi armamenti che permettano a Kiev di condurre attacchi in profondità nel territorio nemico. Nonostante il tycoon non abbia ancora inflitto nuove sanzioni al Cremlino, non sono mancate le stoccate al presidente russo Vladimir Putin. Trump è arrivato a mettere in dubbio la reale potenza di Mosca, la quale, secondo il leader americano, avrebbe dovuto chiudere il conflitto in pochi giorni, senza riuscirci. Una «tigre di carta», ha sentenziato canzonatorio il capo della Casa Bianca.

Gli Stati Uniti, nelle scorse ore, avrebbero autorizzato «casi specifici» in cui Kiev può effettuare attacchi a lungo raggio in territorio russo. Lo ha fatto sapere l'inviato speciale degli Stati Uniti in Ucraina Keith Kellogg, in un'intervista a Fox News, spiegando che sarà il presidente americano a valutare ogni singolo caso prima di dare l’ok.

«La risposta è sì, bisogna usare la capacità di colpire in profondità, non esistono santuari (in Russia, ndr)», ha risposto Kellogg alla domanda se Donald Trump fosse favorevole ad attacchi a lungo raggio nel Paese di Putin. Il tycoon, dopo la notizia delle violazioni dello spazio aereo di alcuni Paesi NATO di droni e jet da combattimento, aveva pure dato il suo benestare per un intervento armato in caso di sconfinamento dei velivoli russi.

Dal canto suo, Kellogg ha fatto sapere che la scorsa settimana il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto a Trump di fornire a Kiev missili da crociera a lungo raggio Tomahawk durante un incontro a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Stando al Wall Street Journal, durante il faccia a faccia a New York, il tycoon avrebbe informato il leader di Kiev della sua volontà di revocare le restrizioni sugli attacchi a lungo raggio contro la Russia  

Gli Stati Uniti, insomma, starebbero «valutando» la possibilità di fornire i Tomahawk a Kiev, mentre, ha fatto sapere ieri il vicepresidente USA JD Vance, Mosca continua a rifiutare i colloqui di pace bilaterali e trilaterali mediati dal capo della Casa Bianca. Quella sui missili a lungo raggio rappresenterebbe una giravolta di 180 gradi per Trump. Dopo la sua rielezione nel 2024, il tycoon aveva fortemente criticato la decisione della precedente amministrazione Biden di consentire all'Ucraina di lanciare gli ATACMS, con gittata di circa 300 km, contro la Russia. Alcuni modelli di Tomahawk sono in grado di colpire bersagli fino a 2.500 km. Attualmente, nessun altro missile nell'arsenale di Kiev può raggiungere distanze superiori ai 400 km.

L’Ucraina, pur sviluppando i propri missili a lungo raggio e i propri droni, dipende ancora fortemente dalle armi fornite dai suoi alleati per condurre attacchi contro la Russia. Spesso, evidenzia il Kyiv Independent, per colpire in territorio nemico (entro una certa distanza), l’esercito ucraino ha bisogno dell'autorizzazione del Paese che ha fornito gli armamenti. Negli ultimi mesi l’ex repubblica sovietica ha messo a segno numerosi attacchi alle fonti energetiche del Cremlino, distruggendo depositi di carburante e raffinerie di petrolio. Azioni di sabotaggio che hanno portato all’aumento del prezzo del carburante, provocando numerosi disagi ai cittadini russi. Ieri sera, poi, Zelensky è tornato a chiedere agli alleati di imporre nuove sanzioni contro Mosca, nel tentativo di rallentare le sue esportazioni di combustibili fossili, azzoppando ulteriormente le finanze del Cremlino.

Tuttavia, a Washington prevale una certa cautela sugli attacchi in territorio russo, nonostante le continue provocazioni di Putin. Kellogg, in tal senso, ha messo in guardia Kiev, sottolineando che è molto importante non commettere «errori» quando si affronta Mosca, in quanto «si tratta di una questione globale» e gli USA potrebbero dover «reagire di conseguenza».

La Russia ha intensificato le violazioni dello spazio aereo dell'UE e della NATO nelle ultime settimane. Mosca ha sconfinato nello spazio aereo polacco il 10 settembre, spingendo Varsavia ad abbattere droni russi sul suo territorio, in una operazione senza precedenti per un membro della NATO in oltre tre anni di guerra. Il 19 settembre, tre jet russi hanno invece invaso lo spazio aereo estone. Diverse segnalazioni di droni sospetti sono arrivate pure dalla Danimarca, dalla Svezia e dalla Francia.

Proprio le violazioni degli spazi aerei NATO, secondo l’inviato di Trump, avrebbero spinto Zelensky a chiedere i missili Tomahawk, ma al momento gli USA non avrebbero ancora preso una decisione in merito. Kellogg ha pure osservato che Mosca sta faticando nel raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina: «La Russia non sta vincendo questa guerra. Se stesse vincendo, sarebbe a Kiev, a Odessa, oltre il fiume Dnepr», ha constatato l’ex generale dell’esercito americano.

Diversi Paesi alleati di Kiev, tra cui Danimarca, Svezia, Canada, Norvegia e Islanda, oltre a fornire armamenti starebbero investendo direttamente nell'industria della difesa ucraina. Pure il Regno Unito e la Germania avrebbero piani simili per miliardi di dollari. Secondo l’Associated Press, se questa strategia di finanziamenti dovesse funzionare, la macchina bellica dell'ex repubblica sovietica sarebbe poi in grado di fornire anche agli eserciti statunitense ed europei le armi più tecnologicamente avanzate - droni all'avanguardia in primis - sulle quali il Paese guidato da Volodymyr Zelensky ha maturato un’esperienza quasi senza pari, proprio durante il conflitto con Mosca.

In questo articolo: