Ma quindi Benjamin Netanyahu è morto? Per i social sì, lui risponde con un caffè

«L'incertezza sul destino del criminale primo ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità dei sionisti. Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e lo uccideremo con tutte le nostre forze». Lo hanno scritto, ieri, le Guardie Rivoluzionarie iraniane in un comunicato, riportato dall'agenzia Fars. La minaccia dei pasdaran è per Benjamin Netanyahu.
Dall'altra parte, con il conflitto entrato nella terza settimana, Donald Trump ha dapprima ipotizzato che il nuovo leader supremo iraniano Mojtaba Khamenei sia «ferito». Poi, ha infatti messo in dubbio che la nuova Guida Suprema dell'Iran sia effettivamente ancora viva dopo che, lo scorso giovedì, non ha fatto la sua apparizione davanti alle telecamere per la sua prima dichiarazione pubblica, come ci si aspettava. «Non so nemmeno se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo», ha ribadito il tycoon. «Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi». «Gode di buona salute e governa pienamente il Paese», ha risposto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi.
Sei dita
In tutto ciò, sui social Benjamin Netanyahu è già dato per morto. Circolano teorie del complotto avvalorate da immagini. Secondi gli utenti, in un video di otto minuti pubblicato dall'Ufficio stampa del Governo israeliano lo scorso venerdì, a un certo punto la mano destra del premier avrebbe sei dita. Per i complottisti è il segnale che Netanyahu è morto e che Israele si ritrova costretto a pubblicare filmati falsi realizzati (male) con l'intelligenza artificiale. In realtà, basta una visione più attenta per rendersi conto che il «sesto dito» è in realtà un'ombra sul palmo.

Il caffè di Netanyahu
Ieri, domenica 15 marzo, il premier israeliano ha risposto con un video ironico, pubblicato su X. Netanyahu si trova in un bar e ordina un caffè da asporto. «Primo ministro, in rete dicono che lei sia morto», dice la persona che registra le immagini. Pronta la risposta: «Muoio per il caffè». Un modo colloquiale e molto comune in ebraico per esprimere grande passione o piacere per la bevanda. Poi aggiunge: «Vuoi contare il numero delle mie dita? Ecco, ciascuna mano con cinque dita, visto?».
Gli utenti dei social network, però, non mollano. Il fatto che il caffè colmo fino all’orlo nella sua mano non trabocchi, per alcuni avvalora la tesi che il video sia frutto dell'intelligenza artificiale. «E poi la quantità di caffè non diminuisce nonostante lui beva», scrive ancora qualcuno. Eppure, anche il personale del bar The Sataf di Gerusalemme ha postato immagini della visita di Netanyahu. C'è anche una stories della gag del primo ministro, ripreso da un'angolazione un po' diversa rispetto a quella del «videomaker» ufficiale.

Posto che non ci sono prove né che Benjamin Netanyahu sia morto, né che i video pubblicati venerdì e domenica siano stati realizzati con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, resta un punto: la guerra data in pasto ai social. La «Macarena», i videogiochi, l'animazione, la propaganda, le musichette. E (ora) anche i «teatrini» in risposta ai cospirazionisti.
