Minneapolis, «il mio amico Victor mi ha salvato, ma è stato colpito»

Sono ancora nove, di cui cinque bambini, le persone ricoverate in ospedale dopo la sparatoria di ieri nella chiesa di una scuola cattolica di Minneapolis nella quale sono rimasti uccisi due bimbi di otto e dieci anni. Lo riferiscono le autorità in una conferenza stampa. Tra loro c'è anche un bambino in condizioni critiche.
È ancora ricoverato, non è chiaro in quali condizioni, anche Victor, il bambino eroe che ha salvato il suo compagno di classe Weston dagli spari sdraiandosi sopra di lui. Il ragazzino di 10 anni «è stato colpito alla schiena», hanno riferito i medici.
«Mi ha salvato la vita, spero stia bene presto»: così, con la voce rotta dal pianto, il piccolo Weston ha raccontato i drammatici momenti nella chiesa della scuola dell'Annunciazione a Minneapolis. «Era proprio accanto a me. Ero a due posti di distanza dalle vetrate, quindi gli spari erano proprio vicino a me», ha detto il bambino. «Il mio amico Victor, però, mi ha salvato, perché si è sdraiato sopra di me, ma è stato colpito», ha detto Weston.
Mistero sul movente
Resta ancora senza movente, secondo la polizia, la sparatoria del 23enne Robin Westman nella chiesa di una scuola cattolica di Minneapolis, dove ieri ha ucciso due bambini ferendo un'altra ventina di persone prima di togliersi la vita. Dagli ultimi sviluppi delle indagini pare che il killer volesse attaccare dall'interno e che avesse fatto un sopralluogo alcune settimane prima.
Westman non aveva precedenti penali, ha agito da solo e aveva acquistato le armi di recente in modo legale. Era un ex studente della scuola e in precedenza era stato anche membro della chiesa. Sua madre aveva lavorato nella stessa chiesa per cinque anni, andando in pensione nel 2021.
Westman è stato definito come transgender: nel 2020 un giudice ha approvato una richiesta, firmata dalla madre, che chiedeva il cambio di nome da Robert a Robin, affermando che la firmataria «si identifica come donna e vuole che il suo nome rifletta tale identificazione». Il killer ha pubblicato almeno due video su YouTube prima che il canale venisse chiuso.
In uno, il presunto attentatore mostra un nascondiglio di armi e munizioni, alcune delle quali recano scritte frasi come «Uccidi Donald Trump» e «Dov'è il tuo Dio?». Poi mostra una lettera ai parenti, canta la parola «domani» e dice «Mi dispiace per la mia famiglia (...) sono le uniche persone per le quali mi dispiace». Un secondo video mostra l'attentatore che indica due finestre esterne in quello che sembra essere un disegno della chiesa, per poi pugnalarle con un lungo coltello.
Il capo della polizia Brian O'Hara ha riferito che gli investigatori hanno perquisito tre residenze collegate a Westman e hanno raccolto centinaia di prove, inclusi ulteriori scritti. O'Hara ha anche spiegato che il giovane non è mai stato ricoverato per malattie mentali. I precedenti penali sono anche limitati ad una multa per infrazione stradale.
«L'intento dell'attentatore era quello di terrorizzare quante più persone possibile per il proprio tornaconto personale», ha detto il capo della polizia, sottolineando che il movente della sparatoria non è ancora chiaro, anche se alcune prove raccolte mostrano «un sacco di odio» contro diversi gruppi, ma nulla riconduce alla chiesa presa d'assalto.
«Ossessionato»
Robert Westman, il 23.enne autore dell'attacco ad una chiesa di una scuola cattolica di Minneapolis, era «ossessionato» dall'idea di «uccidere bambini»: lo hanno riferito le autorità, che continuano a indagare sul movente della sparatoria. Sebbene il motivo rimanga poco chiaro, il killer «voleva, più di ogni altra cosa, uccidere bambini» ed era «ossessionato» da questo, ha dichiarato ai giornalisti il ;;procuratore dello Stato del Minnesota Joe Thompson. Westman, secondo gli investigatori, ha sparato 116 proiettili, uccidendo due bambini e ferendone una ventina.