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Trump presiederà oggi una «grande riunione» su Gaza alla Casa Bianca –TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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21:54
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In serata uccisi 4 palestinesi in cerca di aiuti
Le forze armate israeliane hanno ucciso stasera quattro palestinesi in cerca di aiuti nella Striscia di Gaza settentrionale, e ne hanno feriti altri. Un quinto palestinese che cercava aiuti era stato ucciso oggi nella Striscia centrale, a Salah al-Din Road. Lo scrive sul suo sito l'agenzia palestinese Wafa.
Nelle ultime 24 ore, i corpi di 76 palestinesi uccisi, tra cui uno recuperato dalle macerie, e 298 feriti sono stati portati negli ospedali di Gaza.
21:36
21:36
Siria: attacco israeliano contro ex caserme vicino a Damasco
Israele ha lanciato oggi una serie di attacchi contro ex caserme militari a Kiswah, nella campagna sud-occidentale di Damasco, secondo quanto riportato da due fonti dell'esercito siriano e dalla televisione di stato El Ekhbariya, citate dal Times of Israel. Si tratta del secondo attacco in 24 ore.
Le regioni di Kiswah e Jabal Manea erano tra gli avamposti militari più importanti utilizzati dalle milizie filo-iraniane durante l'era di Assad. Gli ultimi attacchi coincidono con i colloqui sulla sicurezza tra Damasco e Israele, volti a raggiungere un accordo per ridurre le tensioni. L'IDF non ha rilasciato dichiarazioni.
I m.edia siriani hanno riferito ieri che sei soldati siriani sono stati uccisi in un attacco israeliano nella stessa zona.
21:04
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Registrati 51 morti negli attacchi israeliani di oggi
Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani a Gaza di oggi è salito a 51, tra cui 12 richiedenti aiuti, secondo quanto riferito da fonti mediche ad Al Jazeera.
Il Ministero della Salute di Gaza ha intanto registrato 10 decessi «dovuti a carestia e malnutrizione» nelle ultime 24 ore, tra cui due bambini, portando il numero totale dei decessi correlati alla fame a 313, di cui 119 bambini.
19:38
19:38
Save the Children: a Gaza c'è la carestia, i bambini muoiono
«A Gaza la carestia è arrivata. Una carestia progettata, prevista, provocata dall'uomo. Mentre parliamo, i bambini di Gaza muoiono sistematicamente di fame. Questa è una politica deliberata. Questa è la fame come metodo di guerra nella sua forma più cruda».
Inizia così la dichiarazione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di Inger Ashing, Direttrice Generale di Save the Children International, l'Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare le bambine e i bambini a rischio e garantire loro un futuro.
«Le cliniche di Save the Children a Gaza sono sopraffatte dal bisogno, ogni panca è piena di bambini malnutriti e delle loro madri - ha detto ancora Ashing -. Ma sono silenziose. I bambini non hanno la forza di parlare o persino di gridare in agonia. Giacciono lì emaciati, letteralmente deperiti. I loro piccoli corpi sono sopraffatti dalla fame e dalle malattie. Le forniture mediche e nutrizionali specialistiche di cui hanno bisogno sono praticamente esaurite. Senza di esse, i bambini malnutriti moriranno».
«A pochi chilometri di distanza, un mare di rifornimenti è pronto - ha proseguito la direttrice di Save the Children -. Migliaia e migliaia di camion carichi di beni salvavita. Tutti bloccati. Il governo israeliano potrebbe far finire questa carestia stanotte se scegliesse di porre fine al suo deliberato ostruzionismo e lasciare che gli operatori umanitari facciano il loro lavoro. Invece, ci sono segnalazioni di un'escalation dell'attività militare israeliana a Gaza City, di ulteriori attacchi agli ospedali, di ulteriori omicidi».
19:02
19:02
Israele chiede all'Ipc di ritrattare il rapporto su carestia a Gaza
Israele ha chiesto all'Integrated Food Security Phase Classification Initiative (IPC), l'organismo di monitoraggio della fame sostenuto dall'Onu, di ritrattare immediatamente un rapporto che stabiliva la presenza di carestia in alcune zone di Gaza.
«Israele chiede all'Ipc di ritrattare immediatamente il suo rapporto falsificato e di pubblicare un avviso», ha dichiarato il direttore generale del Ministero degli Esteri israeliano, Eden Bar Tal, in una conferenza stampa. Bar Tal ha affermato che Israele condividerà le «prove» di cattiva condotta nella preparazione del rapporto con i donatori dell'Ipc se l'organizzazione non dovesse tenerne conto «entro breve tempo».
Bar Tal ha definito l'Ipc un istituto «politicizzato» che «lavora per una malvagia organizzazione terroristica», riferendosi al gruppo militante palestinese Hamas.
Le Nazioni Unite hanno dichiarato ufficialmente lo stato di carestia a Gaza, attribuendo la colpa al «sistematico ostacolo» agli aiuti da parte di Israele durante oltre 22 mesi di guerra. L'Ipc, con sede a Roma, ha affermato che la carestia sta colpendo 500.000 persone nel governatorato di Gaza, che copre circa un quinto del territorio palestinese, compresa Gaza City. L'Ipc prevede che la carestia si estenderà ai governatorati di Deir el-Balah e Khan Yunis entro la fine di settembre, coprendo circa due terzi di Gaza.
17:26
17:26
Ostaggio liberato da Hamas all'ONU: «Usata come scudo umano»
«Non sapevo cosa aspettarmi, interrogatori notturni, spostamenti in luoghi diversi, da una casa all'altra, o negli ospedali. Venivo costantemente usata come scudo umano. Passavo del tempo in gabbie dove era difficile respirare. Ho passato intere giornate affamato e senza cibo».
Ilana Gritzewsky, per 55 giorni nelle mani di Hamas dopo il 7 ottobre, partecipa oggi ad una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu e ha raccontato con queste parole i lunghi giorni nelle mani del gruppo militante. Il suo compagno Matan Zangauker, ora 25enne, è ancora ostaggio di Hamas.
«Sono qui non solo per me stessa, ma per ogni donna e uomo che non è tornato a casa, per ogni voce che è stata ignorata. Per i 50 ostaggi ancora a Gaza e per le loro famiglie - ha aggiunto. Siate forti. Non perdete la speranza». E rivolta al compagno ha detto: «Tua madre, tua sorella, il nostro cane, Noni, e io. Ti stiamo aspettando, ti sto aspettando».
16:31
16:31
Nuove incursioni israeliane in Siria
Media siriani riferiscono oggi di nuove incursioni della fanteria israeliana nella zona sud-occidentale di Qunaytra, sul Golan siriano e confinante con la zona occupata da Israele dal 1967. Secondo le fonti, l'area interessata dalle nuove incursioni dei mezzi militari israeliani è quella di Rasd ar Rawadi, alla periferia di Qunaytra.
Nelle ultime ore sei militari governativi siriani sono stati uccisi da un bombardamento aereo israeliano. E il governo siriano, che ha confermato di essere in trattative con Israele per «un accordo di sicurezza», ha condannato formalmente l'accaduto.
16:28
16:28
Netanyahu: «L'Iran punta a sviluppare missili con testate nucleari in grado di raggiungere Europa e USA»
L'Iran punta a sviluppare missili con testate nucleari in grado di raggiungere Europa e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu intervistato dal podcast Pbd.
«Israele non sta combattendo una guerra per sé ma anche per i Paesi occidentali. In questo momento l'Iran sta sviluppando missili balistici che possono arrivare in profondità nel cuore dell'Europa, e il loro piano è sviluppare il prossimo missile balistico intercontinentale» con cui «poter raggiungere la Florida, New York, Washington e ogni altra città in Usa e hanno intenzione di mettere testate nucleari in questi missili».
16:26
16:26
Sale a 22 il numero dei morti del raid al Nasser
Il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, ha dichiarato che è salito a 22 il numero dei palestinesi uccisi nel raid israeliano all'ospedale Nasser di Khan Yunis, nella parte meridionale di Gaza, dopo che due feriti sono morti. Lo riporta Haaretz.
16:16
16:16
Netanyahu riconosce il genocidio armeno
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato, in un'intervista al podcast di Patrick Bet-David, di riconoscere personalmente il genocidio armeno come tale.
Bet-David, scrive il Jerusalem Post, aveva chiesto a Netanyahu perché Israele fosse così riluttante a riconoscere il massacro commesso dall'Impero Ottomano dal 1915 al 1917 come genocidio, dato il contesto del riconoscimento mondiale dell'Olocausto.
Netanyahu ha detto che la Knesset ha recentemente approvato una legge che riconosce il massacro come genocidio, ma il giornalista ha insistito sul suo riconoscimento. «L'ho appena fatto», ha detto Netanyahu.
Il ministero degli Esteri turco si è scagliato contro Netanyahu per le sue dichiarazioni definendole un tentativo di nascondere lo spargimento di sangue a Gaza. «La dichiarazione di Netanyahu sugli eventi del 1915 è un tentativo di sfruttare le tragedie del passato per ragioni politiche. Netanyahu... sta cercando di nascondere i crimini commessi da lui e dal suo governo», ha affermato.
16:16
16:16
Rubio riceve a Washington il ministro degli Esteri israeliano
Il segretario di Stato americano Marco Rubio incontrerà oggi a Washington il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar.
Lo ha dichiarato il dipartimento di Stato Usa precisando che il colloquio si svolgerà alle 15.15 ora locale, le 21.15 in Svizzera.
16:06
16:06
Parroco di Gaza: «La gente è in ansia, morti e feriti»
«Le persone sono in ansia perchè i bombardamenti continuano in tutta la Striscia, particolarmente nella città di Gaza, continuano i morti e i feriti». Ancora una drammatica testimonianza di padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia a Gaza, questa volta in video e rilanciata da Vatican news.
«Noi stiamo bene, continuiamo a cercare di fare il nostro meglio - aggiunge -, qui sono circa 450 persone e i religiosi che viviamo qua, noi stiamo vedendo di seguire la realtà dei nostri rifugiati, le persone malate, con handicap, i disabili, pensiamo che il Signore ci sta chiedendo di continuare a servirli, servire Dio nella persona e nel frattempo speriamo che la guerra si fermi, il bisogno è enorme e siamo convinti che la continuazione della guerra non aiuterà».
14:26
14:26
Nessun nuovo passo nella cooperazione tra Iran e AIEA
Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato la visita degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) in Iran, sottolineando tuttavia che «non è stato finalizzato alcun testo di accordo sul quadro di una nuova cooperazione tra Iran e Aiea e stiamo discutendo la questione».
Secondo la televisione di Stato, Araghchi ha anche affermato che la visita ha avuto luogo solo per «supervisionare il cambio di combustibile della centrale nucleare di Bushehr».
14:25
14:25
Cisgiordania, «quasi 1000 morti da ottobre 2023»
«Nella Cisgiordania occupata, solo dall'ottobre 2023, 982 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane e dai coloni, e oltre 42'000 sono stati sfollati con la forza a causa di operazioni militari, demolizioni di case e attacchi dei coloni», indica sulla rete sociale X l'Ufficio dell'alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani.
«Le violenze di questo fine settimana ad Al Mughayyir sono l'ennesimo esempio dell'oppressione e della coercizione continue nei confronti dei palestinesi. Tutte queste violenze devono cessare e deve essere garantita una responsabilità imparziale», scrive l'alto commissario Volker Türk.
Operazione israeliana a Nablus, 80 feriti
Intanto solo oggi almeno 80 palestinesi sono rimasti feriti nella città occupata di Nablus, in Cisgiordania, in seguito ad un'operazione delle forze israeliane ancora in corso, riporta la rete televisiva satellitare qatariota Al Jazeera, che cita fonti mediche. Secondo le fonti, un palestinese è stato ferito da colpi di arma da fuoco.
L'esercito israeliano ha confermato all'agenzia di stampa France-Presse (Afp) che sta conducendo un'operazione nella zona, senza specificarne lo scopo.
Secondo alcuni residenti, il raid è iniziato alle 3.00 ora locale (le 2.00 in Svizzera), con i soldati che hanno fatto irruzione in diversi quartieri della città vecchia, che conta circa 30'000 abitanti.
14:23
14:23
L'inviato USA interrompe la visita in Libano
I media statali libanesi hanno riferito che l'inviato statunitense Tom Barrack ha interrotto la sua visita nel sud del paese a causa delle proteste contro le pressioni statunitensi per il disarmo dell'organizzazione paramilitare islamista sciita e antisionista Hezbollah e per le sue parole pronunciate ieri durante una conferenza stampa a Beirut che hanno scatenato le polemiche.
In quell'occasione, Barrak ha chiesto ai giornalisti di «comportarsi civilmente», aggiungendo: «Nel momento in cui tutto questo inizierà a diventare caotico, quasi animalesco, ce ne andremo».
L'agenzia di stampa nazionale NNA ha riferito che Barrack è arrivato in elicottero presso una caserma dell'esercito libanese a Marjayoun, vicino al confine, con soldati schierati nella zona. Successivamente, NNA ha riferito che l'inviato aveva annullato le tappe programmate nella vicina Khiam, colpita da Israele durante le sue ultime ostilità con Hezbollah, e nella città costiera di Tiro.
Un portavoce ha detto che l'ambasciata statunitense non commenta i programmi dei funzionari per motivi di sicurezza. Un corrispondente dell'agenzia di stampa France-Presse (Afp) a Khiam ha visto un gruppo di residenti - alcuni dei quali sventolavano bandiere di Hezbollah o tenevano in mano foto di combattenti uccisi nel conflitto - manifestare contro Barrack. Alcuni calpestavano una Stella di David disegnata in blu sulla strada, vicino alle parole in arabo «L'America è il grande Satana» e «Barak è un animale» scritte in inglese, in riferimento alle sue parole con i reporter.
12:58
12:58
«L'evacuazione di Gaza City è inevitabile»
Un portavoce dell'esercito israeliano (Idf) ha indicato che l'evacuazione di Gaza City è «inevitabile», mentre l'Idf si prepara a conquistare la città più grande del territorio palestinese.
«L'evacuazione di Gaza City è inevitabile» e, «ogni famiglia che si trasferirà a sud riceverà i più generosi aiuti umanitari, attualmente in fase di elaborazione», ha scritto sulla rete sociale X il portavoce in lingua araba dell'esercito, Avichay Adraee, secondo cui «l'Idf ha iniziato a lavorare per portare le tende, preparare le aree per l'istituzione di complessi di distribuzione degli aiuti» nel sud della Striscia.
09:30
09:30
L'AIEA in Iran per la prima volta dopo gli attacchi
Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha reso noto che una squadra di ispettori è «tornata in Iran» per la prima volta dopo gli attacchi israeliani e statunitensi alle strutture nucleari del paese.
L'Iran ha sospeso la cooperazione con l'Aiea dopo la guerra di dodici giorni con Israele a giugno. «Ora la prima squadra di ispettori dell'Aiea è tornata in Iran e stiamo per ricominciare», ha dichiarato Grossi in un'intervista trasmessa ieri durante il programma The Story dell'emittente televisiva statunitense Fox News.
«Quando si parla dell'Iran, come sapete, ci sono molti impianti. Alcuni sono stati attaccati, altri no», ha proseguito. «Quindi stiamo discutendo quali modalità pratiche possano essere implementate per facilitare la ripresa del nostro lavoro lì».
06:33
06:33
Il punto alle 06.00
L'esercito israeliano ha intercettato un missile lanciato dallo Yemen «in seguito ad allarmi attivati ;;poco tempo fa in diverse zone del Paese». Lo ha comunicato l'aeronautica militare in un post su X.
Donald Trump presiederà oggi una «grande riunione» su Gaza. Lo ha annunciato l'inviato USA Steve Witkoff. «Domani (mercoledì) avremo un grande incontro alla Casa Bianca, sotto la guida del presidente, e stiamo sviluppando un piano molto completo per il giorno dopo» nel territorio palestinese devastato dalla guerra da quasi due anni, ha detto Witkoff a Fox News, senza fornire ulteriori dettagli.
Intervenendo dopo la riunione del gabinetto di sicurezza su Gaza, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha afferma in modo criptico: «È iniziato a Gaza e finirà a Gaza». «Non lasceremo lì quei mostri; libereremo tutti i nostri ostaggi; faremo in modo che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele», ha affermato Netanyahu durante un evento a Gerusalemme a sostegno delle colonie, come riportano i media locali. «Ho detto che avremmo impedito la creazione di uno Stato palestinese, e lo stiamo facendo, insieme», afferma. «Ho detto che avremmo costruito e mantenuto parti della nostra terra, della nostra patria, e lo stiamo facendo».