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Raid e scontri da Tubas a Rafah, mentre Israele minaccia un intervento “con forza” contro Hezbollah se non sarà disarmato entro l’anno - TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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19:40
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«Palestinesi arrestati uccisi da soldati»
Forze armate (Idf) e polizia di Israele hanno annunciato un'indagine dopo le segnalazioni di una possibile esecuzione da parte di soldati di due palestinesi arrestati a Jenin, nel nord della Cisgiordania: lo riferisce Haaretz e altri media israeliani e arabi.
«L'incidente è stato sottoposto alla revisione dei comandanti sul terreno», si legge in un comunicato congiunto di polizia e Idf. L'episodio è emerso con la diffusione di un video trasmesso dal canale in arabo Al Ghad Tv che mostra due persone uscire con le mani alzate in segno di resa da un edificio, mentre militari puntano contro di loro armi da fuoco. Si sente poi l'esplosione di diversi colpi diversi colpi con entrambe le persone che rimangono accasciate al suolo.
L'episodio è accaduto durante una «operazione di contro-terrorismo» portata avanti da militari e agenti di frontiera israeliani, secondo l'Idf e la polizia. In un post su X, ripreso da Haaretz, il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha manifestato «pieno sostegno» ad agenti di frontiera e soldati che «hanno sparato a terroristi ricercati usciti da un edificio a Jenin», aggiungendo che i militari hanno «agito esattamente come ci si aspetta da loro», perché «i terroristi devono morire».
18:50
18:50
Hamas aveva pianificato un grande attentato in Germania
Il settimanale tedesco Die Zeit pubblica oggi un dettagliato resoconto sui preparativi di un grande attentato in Germania apparentemente attribuito ad Hamas, sventato dalle autorità che erano state avvertite dai servizi israeliani.
Il settimanale ricostruisce anche come le forze di sicurezza tedesche siano convinte della mano di Hamas dietro i preparativi, mentre più cauto è l'Ufficio federale per la difesa della Costituzione: «Si tratta per lo più di proxy criminali, ma non di militanti di Hamas».
L'intera operazione inizia in estate con la segnalazione del Mossad alle autorità tedesche e si conclude il primo ottobre 2025 quando tre uomini vengono arrestati. Nelle settimane successive saranno arrestate altre due persone, mentre un sesto sarà fermato nel Regno Unito. Se ancora da chiarire sono i legami con l'organizzazione terrorista, la polizia è invece riuscita a recuperare elementi importanti, come armi, pistole, kalashnikov e munizioni e a ricostruire una rete fatta di corriere che percorrono l'Europa per consegnare la armi.
Il settimanale tedesco avverte anche che «Hamas avrebbe molto da perdere con un attentato spettacolare in Europa. Anche l'aura di Hamas come presunto combattente della resistenza, accumulata nei circoli radicalmente antisraeliani, sarebbe messa a repentaglio dopo un atto del genere contro dei civili».
Non è chiaro quali potrebbero essere gli obiettivi: un attentato «contro la sinagoga di Oranienburger Strasse o contro la Società tedesco-israeliana? Contro l'ambasciata israeliana, che era già stata spiata in passato? E dietro tutto questo c'è davvero Hamas o un gruppo scissionista?». Una possibilità potrebbe essere costituita da una sorta di zona grigia tra la criminalità organizzata e pezzi delle organizzazioni terroristiche, con patti più o meno taciti per scambiarsi armi e informazioni e il coinvolgimento di persone che non sono al corrente della totalità dei piani.
06:24
06:24
Il punto alle 06.00
Israele ha lanciato una nuova e ampia operazione antiterrorismo nel nord della Cisgiordania, in particolare nella zona di Tubas, con arresti in aumento: secondo l’associazione dei detenuti palestinesi, i fermati sono saliti a 45, mentre la Mezzaluna Rossa riferisce di diversi feriti. L’IDF ha inoltre confermato raid a Rafah, dove sostiene di aver eliminato quattro miliziani usciti dai tunnel di Hamas, e a Beit Lahiya, nel nord di Gaza, dove due persone sono state uccise.
Nel frattempo l’Egitto ha avvertito che l’attuale escalation regionale “non giova a nessuno”, invitando al rispetto della Risoluzione ONU 1701 e chiedendo di evitare un deterioramento ulteriore della situazione in Libano. Il Cairo ha inoltre rinviato la conferenza internazionale sulla ricostruzione di Gaza a causa delle condizioni sul terreno.
In Israele cresce la tensione con Hezbollah: il ministro della Difesa Katz ha dichiarato che, se la milizia non sarà disarmata «entro la fine dell’anno», l’esercito interverrà «con forza» in Libano. Intanto Hamas conferma di aver ricevuto tramite la Croce Rossa 15 corpi di palestinesi detenuti in Israele, nell’ambito degli scambi collegati al cessate il fuoco.
Sul fronte politico palestinese, emerge che Hamas sta discutendo una possibile trasformazione in partito politico, compreso il disarmo dell’ala militare, nell’ambito di un più ampio processo di riconciliazione interna che coinvolge Egitto, Qatar, Turchia e, indirettamente, Stati Uniti.
A livello umanitario, continua il rimpatrio dei corpi degli ostaggi israeliani: identificato quello di Dror Or, ucciso il 7 ottobre 2023. Restano ancora due salme da restituire.
