Italia

Posteggi abusivi a Milano, «per le auto svizzere servono multe più severe»

L'assessore lombardo Lorenzo Pacini dichiara guerra ai parcheggi selvaggi: «Bisogna introdurre sanzioni proporzionate alla reale capacità economica di chi sbaglia»
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Michele Montanari
24.06.2026 10:30

«Quella macchina qua devi metterla là» cantava Francesco Salvi in un fortunato tormenone di fine anni '80. Di acqua sotto i ponti ne è passata da allora, ma a Milano il problema pare sempre lo stesso: c'è da spostare un'auto, ovviamente posteggiata abusivamente.

Quello dei parcheggi selvaggi è un'annosa questione per il Capoluogo lombardo. In un articolo di un paio di anni fa, il Corriere della Sera scriveva di una vettura in sosta vietata ogni 27 metri: sui marciapiedi, sulla carreggiata, sulle strisce pedonali, agli incroci, in doppia fila, ma pure tra gli alberi e sulle aiuole del verde urbano. Praticamente una giungla d'asfalto con circa 64 mila veicoli parcheggiati abusivamente ogni sera che, se venissero tutti sanzionati, porterebbero nelle casse della metropoli oltre 5 milioni e 370 mila euro in un solo giorno.

«Per gli svizzeri una bazzecola»

In media una sanzione per divieto di sosta si aggira infatti intorno agli 84 euro. Una bel colpo al portafoglio, certo, ma non per tutti. Almeno secondo Lorenzo Pacini, assessore al Verde e Arredo Urbano del Municipio 1 di Milano. Per il politico lombardo, agli svizzeri, con i loro stipendi, non peserebbe eccessivamente dover pagare una cifra del genere. Insomma, meglio aprire il borsellino piuttosto che dover girare per le strade di Milano alla ricerca di un parcheggio libero: «Abbiamo un tema di auto svizzere (e non solo) che fanno come gli pare. Le nostre sanzioni sono semplicemente una bazzecola per un residente in Svizzera. Servono sanzioni proporzionate alla reale capacità economica di chi sbaglia», ha commentato Pacini su LinkedIn, aggiungendo: «E in generale per le targhe straniere penso questo: serve introdurre una maggioranza per l'ingresso in Area C e un vero e proprio pedaggio per l'ingresso in Area B». 

L'Area C, citiamo dal sito del Comune, «è una zona a traffico limitato nel centro di Milano che prevede il pagamento di un ticket per l'accesso. L'ingresso è regolamentato tramite varchi elettronici che rilevano le targhe dei veicoli. È attiva tutto l'anno dal lunedì al venerdì, dalle 7:30 alle 19:30», mentre nell'Area B, attiva dal lunedì al venerdì dalle 7:30 alle 19:30, è vietata la circolazione ai veicoli più inquinanti.

Come Rapinese?

Al di là della problematica, assolutamente reale, l'uscita di Pacini ricorda abbastanza da vicino la politica di tolleranza zero che l'attuale sindaco di Como, Alessandro Rapinese, lanciò nel 2022 in campagna elettorale facendo incetta di consnsi. Il primo cittadino lariano promise un giro di vite contro il parcheggio selvaggio, con mancato pagamento della conseguente multa, che vedeva spesso protagoniste vetture con targa elvetica: «Appena sarò sindaco, per gli amici svizzeri che parcheggiano dove gli pare e poi, complici le difficoltà legali, non pagano mai le multe, avrò, come i buoni amici meritano, un occhio di riguardo: un carro attrezzi loro dedicato. Quando avranno pagato la multa, e la rimozione, i precisetti elvetici potranno tornare a casa serenamente. Per un amico si fa questo ed altro» affermò all'epoca il sindaco, che dà lì a poco sguinzagliò il noto e temuto «carro attrezzi anti-ticinesi».

Certo è che il Capoluogo lombardo da anni dichiara guerra ai posteggi abusivi. A maggio del 2024 venne lanciata la campagna «Via libera», un'iniziativa che ha riunito per le strade della città oltre 2 mila volontari intenti a censire le macchine «irregolari». Stando a SkyTG24, la maglia nera dei posteggi abusivi spetta a zona Corso Buenos Aires, con 3.260 veicoli parcheggiati fuori dagli appositi spazi, seguita da Città Studi (3.065) e Villapizzone (2.260).