Quel Boeing E-3 Sentry da quasi mezzo miliardo di dollari colpito dall'Iran? «Merito dei russi»

I satelliti spia russi avrebbero fotografato la base britannica e statunitense di Diego Garcia, nelle Isole Chagos, nel mezzo dell'Oceano Indiano, dopo il lancio di due missili da parte dell'Iran. A dirlo, forte delle valutazioni dei suoi servizi segreti, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo cui Mosca sta utilizzando la propria tecnologia nell'interesse di Teheran. Anche, se non soprattutto, per acquisire immagini delle basi americane e britanniche in medio Oriente.
Le attività spia della Russia
Secondo diverse fonti, è altamente probabile che la Russia abbia condiviso informazioni di intelligence con l'Iran anche prima dello scoppio della guerra, il mese scorso. Questa cooperazione, scrive fra gli altri il Telegraph, sembra ora intensificarsi. Zelensky, sabato, ha ricevuto un rapporto dei servizi segreti ucraini sulle attività satellitari russe. Un rapporto che lo ha spinto ad affermare che lo scorso 24 marzo i russi «hanno scattato immagini della base militare congiunta britannico-statunitense di Diego Garcia, situata nell’arcipelago delle Chagos nell’Oceano Indiano».
Lo scorso 20 marzo, ricordiamo, l'Iran aveva preso di mira la base, situata a 4 mila chilometri di distanza dalle sue coste, con due missili balistici a medio raggio. Nessuno dei due aveva raggiunto l'obiettivo: uno dei due missili, infatti, aveva subito un guasto in volo mentre l'altro era stato abbattuto da una nave da guerra statunitense. Il tentativo, tuttavia, aveva suscitato non pochi timori circa la reale portata dei missili di Teheran oltre all'eventualità che il Regno Unito venisse trascinato nel conflitto.
Parentesi: perché Diego Garcia è importante
Diego Garcia è un punto nevralgico per le operazioni americane. L’isola, infatti, ospita un ampio aeroporto con piste sufficientemente lunghe da accogliere grandi velivoli militari come i bombardieri B-52, gli aerei cisterna KC-135, gli aerei da ricognizione e da trasporto. Dispone inoltre di importanti depositi di carburante, installazioni radar e torri di controllo in grado di supportare le operazioni militari regionali. Non finisce qui: Diego Garcia ospita anche un porto in acque profonde in grado di ospitare, rifornire e fornire manutenzione a grandi unità navali, tra cui portaerei, cacciatorpediniere e sottomarini. Sono presenti numerosi moli e banchine dotati di sistemi moderni per supportare operazioni di pronto intervento.
Diego Garcia è stata una base di lancio cruciale e ad alto volume per le operazioni aeree statunitensi durante la Guerra del Golfo del 1991 e la Guerra in Iraq del 2003. All'inizio degli anni Duemila, la base fornì supporto agli attacchi aerei statunitensi in Afghanistan, prendendo di mira le forze talebane e di al-Qaeda. Sono stati sollevati interrogativi anche sul possibile ruolo di Diego Garcia come agente segreto della CIA durante la Guerra al Terrore. Nel 2024 e nel 2025, infine, gli Stati Uniti hanno utilizzato la base per lanciare operazioni contro gli Houthi nello Yemen, mentre in queste settimane – dopo l'okay del primo ministro britannico Keir Starmer, inizialmente riluttante a concedere le basi britanniche per attacchi contro l'Iran – è stata utilizzata per condurre attacchi limitati contro siti iraniani di droni e missili che minacciavano (anche) gli interessi britannici nella regione e contro piattaforme di lancio che prendevano di mira il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.
Una, due, tre volte: il modus operandi dei russi
Zelensky ha pure affermato che i satelliti russi hanno scattato immagini di infrastrutture civili e militari in tutta la regione del Golfo. Per poi condividerle, evidentemente, con l'Iran. «Il 25 marzo, i russi hanno scattato delle foto alla base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita. Il giacimento di petrolio e gas di Shaybah in Arabia Saudita, la base aerea di Incirlik in Turchia e la base aerea di Al Udeid in Qatar sono invece stati tutti ripresi il 26 marzo». Per la cronaca, il 27 marzo Teheran ha colpito proprio la base aerea Prince Sultan con missili e droni, ferendo 12 soldati statunitensi e danneggiando (se non distruggendo) un aereo sentinella Boeing E-3 Sentry da quasi 500 milioni di dollari e danneggiando altri velivoli. Secondo gli analisti, il successo dell'attacco verosimilmente va attribuito ai servizi segreti russi.
Anche la base di Al Udeid, che ospita diverse forze straniere, tra cui personale dell'Aeronautica militare statunitense e della RAF britannica, è stata colpita durante la guerra. Zelensky ha infine affermato di essere sicuro «al 100%» che i servizi segreti russi abbiano aiutato le forze iraniane a prendere di mira i soldati americani nella regione. Così il presidente ucraino a NBC News: «Sappiamo che se i russi riprendono le immagini una prima volta, significa che si stanno preparando. Se le riprendono una seconda volta, per loro è come una simulazione. Se scattano foto una terza volta, significa che tra uno o due giorni attaccheranno». Mosca, dal canto suo, ha respinto le accuse secondo cui avrebbe condiviso informazioni con Teheran, ma ha ammesso di aver fornito al regime «alcuni tipi di equipaggiamento militare». I servizi segreti europei ritengono che la Russia si stia preparando a fornire all'Iran anche droni da combattimento, dopo averli testati e perfezionati per anni nel corso del conflitto con l'Ucraina.
