Il disastro

Scontro tra treni in Spagna: le registrazioni audio e il presunto errore del centro di controllo

Le operazioni di soccorso sono proseguite tutta la notte - Il bilancio è pesantissimo: almeno 69 morti, 100 persone ferite, di cui 18 in condizioni critiche, e 64 dispersi
©J.J. GUILLEN
Red. Online
29.10.2026 10:15

Almeno 69 morti e oltre 100 feriti ricoverati negli ospedali, di cui 18 in condizioni critiche, con le operazioni di soccorso proseguite tutta la notte. La Spagna si è svegliata sotto shock per il gravissimo incidente tra treni avvenuto ieri nei pressi di Toledo, iniziando i tre giorni di lutto nazionale di fronte a uno dei peggiori disastri ferroviari della storia recente in Europa. Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha dichiarato che «tutta la Spagna è in lutto», parlando di un «dolore immenso». E ha aggiunto che nella tragedia «vite sono state sconvolte e famiglie distrutte».

Sánchez ha pure definito «inaccettabile» il fatto che il suo Paese abbia subito due gravi disastri ferroviari quest'anno: lo scorso gennaio sono morte 46 persone vicino a Córdoba, sulla stessa linea ferroviaria del disastro avvenuto ieri.

Come detto, le squadre di soccorso hanno lavorato tutta la notte per estrarre le vittime - molte non ancora identificate formalmente - dalle lamiere dei vagoni devastati nel violento impatto. Centinaia di persone sono state dispiegate sul luogo del disastro per le operazioni di soccorso, con l’utilizzo di droni ed elicotteri. Attualmente sono al lavoro oltre 200 agenti della Guardia Civil e sono circa 500 quelli mobilitati dal momento in cui si è verificata la sciagura. Gli agenti sono impegnati con unità cinofile nell'area dello scontro nelle ricerche di eventuali superstiti o resti umani. Impegnati nelle ricerche anche un centinaio di militari dell'Unità di emergenza dell'esercito Ume e oltre 110 addetti della Protezione Civile.

La Guardia Civil spagnola ha istituito uffici a Madrid, Toledo, Siviglia e Cordoba per le segnalazioni delle persone scomparse: sono saliti a 64 i dispersi. «La massima priorità è l'identificazione delle persone scomparse e il prelievo di campioni di DNA per poter rintracciare i loro familiari», ha scritto la Guardia Civil in un post su X.

«Un errore umano»

Le autorità intanto stanno indagando sulle cause dell’incidente avvenuto ieri mattina sulla linea Madrid-Atocha. L’errore umano resta la pista più accreditata.

Il treno fermo, gestito dalla compagnia ferroviaria privata Iryo, aveva a bordo 147 passeggeri ed era rimasto bloccato sui binari a causa di un guasto al computer, stando a quanto dichiarato dal ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente. In caso di guasto al sistema, ha spiegato Puente, il centro di controllo di Madrid, attivo 24 ore su 24, subentra, ma, in questo caso, è stata presa una decisione «inspiegabile», ossia quella di far ripartire i due convogli (il secondo era un treno ad alta velocità Ave della compagnia statale Renfe, con a bordo 397 passeggeri) senza alcuna limitazione alla velocità.

Gli audio diffusi quest’oggi da El Pais confermerebbero questa tesi. «Riprenda la marcia normale», si sente in una registrazione in cui il centro di controllo ferroviario di Atocha, a Madrid, ordina ai due macchinisti di ripartire, prima dello scontro avvenuto al km 118 della linea dell'alta velocità Madrid-Atocha, nei pressi di Urda, in provincia di Toledo. Le registrazioni audio sotto la lente sono tre e documentano le comunicazioni tra i macchinisti e il centro di controllo nei minuti precedenti alla tragedia, evidenziando presunti errori dello stesso centro.

La ricostruzione dell’incidente

Alle 8:36 il treno Ave, che si trovava a circa 25 km di distanza dietro l'Iryo, sullo stesso binario in direzione sud, dopo lo stop provocato dalla caduta del sistema di controllo automatico Lzb, ha ricevuto l'autorizzazione a ripartire a velocità normale, anziché procedere in modalità «a vista», ovvero con limite massimo di velocità di 40 chilometri orari, come previsto dal protocollo di sicurezza. E nonostante l'Iryo fosse ancora fermo più avanti.

Alle 8:41 è stata la macchinista dell'Iryo a segnalare il problema di connessione con il sistema automatico. Ciononostante, ha ricevuto la stessa indicazione di ripartire a velocità normale. Sette minuti dopo, alle 8:48, la conducente ha comunicato nuovamente di essere ferma: «Il treno non mi permette di avviare il sistema Lzb. Per questo sono ancora ferma davanti al segnale d'ingresso a Urda». Dal controllore arriva una risposta interlocutoria: «Va bene, appena può. E se ha problemi, ci chiami».

Non risulta dai colloqui registrati che in quel momento sia stato impartito dal centro di controllo l'ordine all'Ave, che intanto aveva ripreso la circolazione a velocità normale, raggiungendo i 200 km/h, di fermarsi, a causa dell'Iryo che bloccava la via. La ricostruzione, riferiscono i media, evidenziano una sequenza di errori nelle autorizzazioni e nella gestione delle segnalazioni.

La rabbia

Stando all'emittente spagnola TVE, durante la notte circa 1.500 persone si sono radunate davanti alla sede del Ministero dei Trasporti spagnolo a Madrid, chiedendo le dimissioni di Sánchez e Puente. La polizia ha usato i gas lacrimogeni per disperdere la folla dopo che i manifestanti hanno iniziato a lanciare bottiglie e oggetti pirotecnici. L'incidente di mercoledì, evidenzia la BBC, è il peggiore che il Paese abbia subito dal 2013, quando morirono 80 persone alla periferia di Santiago de Compostela, nel nord-ovest della Spagna.

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