Tanto «bla bla bla», ma le emissioni di CO2 non mentono
«Oggi i cieli della nostra madrepatria sono più blu, le montagne sono più verdi e l'acqua è più limpida». Così, il mese scorso, aprendo il XX Congresso nazionale del Partito comunista cinese (PCC), il presidente Xi Jinping aveva annunciato che Pechino darà priorità alla protezione dell'ambiente e alla promozione di stili di vita ecologici. Un gran «bla bla bla» (per citare l'espressione usata un anno fa da Greta Thunberg) che ben poco si riflette sulla realtà dei fatti. In occasione della COP27, si è tornati a parlare di emissioni e clima. E i numeri, specialmente se si guarda a Pechino, sono impietosi.
Anni che valgono secoli
Secondo i dati raccolti dalla Commissione europea nel rapporto sulle emissioni di CO2, nel 2021 l'anidride carbonica prodotta globalmente dalle attività umane è tornata quasi ai livelli prepandemici, raggiungendo le 37,9 gigatonnellate: solo lo 0,36% in meno rispetto al 2019. Alla faccia delle grandi promesse. Lo scorso anno la Cina ha emesso da sola 12,5 gigatonnellate di CO2, il 32,9% del totale mondiale. Insieme a Pechino, gli Stati Uniti, l'Unione europea, l'India, la Russia e il Giappone sono rimasti i maggiori emettitori di CO2 al mondo. Insieme rappresentano il 49,2% della popolazione mondiale, il 62,4% del PIL globale, il 66,4% del consumo globale di combustibili fossili e il 67,8% delle emissioni globali di CO2 fossile. Tutti e sei hanno aumentato le proprie emissioni di CO2 fossile nel 2021 rispetto al 2020, con l'India e la Russia che hanno registrato gli aumenti maggiori in termini relativi (rispettivamente 10,5% e 8,1%).

Peggio: secondo il Telegraph, che cita i dati raccolti dal progetto Our World in Data dell'Università di Oxford, negli ultimi otto anni la Cina avrebbe emesso più anidride carbonica di quanta ne abbia emessa il Regno Unito dall'inizio della rivoluzione industriale. Tra il 1750 e il 2020, si stima infatti che il Regno Unito abbia emesso circa 78 gigatonnellate di anidride carbonica nell'atmosfera. Il Dragone ne ha prodotte 80 solo dal 2013. Tutto sommato, la Cina ha emesso il 14% di tutta la CO2 prodotta nel corso della storia, superata solo dagli Stati Uniti, che hanno prodotto la bellezza del 25% di tutte le emissioni.
Numeri impressionanti, se paragonati a quelli dei Paesi del V20, un gruppo di Stati estremamente vulnerabili ai cambiamenti climatici, che storicamente hanno emesso collettivamente meno dello 0,7% di anidride carbonica, nonostante rappresentino circa il 10% della popolazione globale.
Non così male UE e Svizzera
Se si prendono in considerazione le emissioni pro capite, però, le cose cambiano. Rapidamente. La media globale di CO2 emessa annualmente da ogni individuo è di 4,81 tonnellate. La Cina, con 8,73 tonnellate pro capite, si posiziona solo al 42. posto fra i più grandi inquinatori. A dominare la classifica sono Palau (60,2 tonnellate pro capite), Qatar (34,4), Kuwait (22,5) e Bahrain (21,5). Male, malissimo, anche Canada (14,9), Stati Uniti (14,2) e Russia (13,5). Svizzera e Liechtenstein (uniti nella statistica) si trovano molti piani più in basso non solo nelle emissioni totali (solo lo 0,09% di quelle globali) ma anche nella statistica per cittadino. Addirittura, lo svizzero medio produce meno emissioni della media globale: "solo" 4 tonnellate di CO2 pro capite ogni anno.
Nell'Unione europea, le emissioni totali di CO2 fossile sono aumentate del 6,5% (0,17 gigatonnellate) nel 2021 rispetto al 2020. Tuttavia, questo aumento è solo la metà della riduzione avvenuta tra il 2019 e il 2020 (-10,8%), di conseguenza le emissioni dell'Unione europea sono diminuite del 5% tra il 2021 e il 2019. In una prospettiva a più lungo termine, le emissioni di CO2 nell'UE hanno seguito una tendenza alla diminuzione negli ultimi due decenni e nel 2021 erano pari a 2,78 gigatonnellate, ovvero il 27,4% in meno rispetto al livello del 1990. Anche la quota di emissioni globali dell'UE è diminuita negli ultimi anni, passando dal 16,8% nel 1990 all'8,5% nel 2015 e al 7,3% nel 2021. Pro capite, l'Unione europea si piazza ben al di sotto della Cina e degli Stati Uniti, pur restando sopra la media globale: 6,25 le tonnellate di CO2 prodotte annualmente da ogni cittadino europeo.