Nodo intermodale di Locarno, si riparte dal terreno a nord della stazione

A un anno esatto dalla votazione popolare che ha respinto il progetto originale, la Delegazione delle autorità per il comparto della stazione di Locarno (delegazione presieduta dal sindaco di Muralto, Stefano Gilardi, Comune nel quale la struttura trova sede) ha avviato le prime discussioni per l’elaborazione di un nuovo concetto di nodo intermodale, opera «ritenuta indispensabile e funzionale a tutto il Locarnese», si legge in un comunicato. La Delegazione – composta dal Comune di Muralto, dalla Città di Locarno, dal Canton Ticino, dalle FFS, dalle FART e dalla Commissione Intercomunale dei Trasporti del Locarnese e Vallemaggia (CIT) – ha ripreso i propri lavori lo scorso autunno, quando sono stati anche incontrati i rappresentanti dei referendisti. L’incontro ha permesso da un lato di chiarire le attese, dall’altro di confermare che la variante 1A, identificata come possibile alternativa durante la procedura che ha poi portato al voto popolare, non gode comunque del necessario consenso politico, ciò che comporta un riesame della questione e di conseguenza una forzata dilatazione dei tempi.
I partner hanno perciò condiviso un’impostazione metodologica comune improntata all’analisi e al coinvolgimento. Nel concreto, si prevede l’avvio coordinato di un percorso articolato in fasi parallele e integrate, che comprende un processo partecipativo aperto alle associazioni e ai portatori d’interesse, la raccolta e l’analisi dei dati sul fabbisogno di mobilità e di sosta dei diversi vettori e, non da ultimo, la verifica delle soluzioni sia dal punto di vista tecnico‑ingegneristica che da quello urbanistico. Lo studio dovrà quantificare in modo puntuale le esigenze del comparto e verificare nuovamente la fattibilità delle diverse ipotesi, con particolare attenzione a un’ubicazione a nord dell’impianto ferroviario, sul terreno di proprietà delle FFS.
Grande attenzione sarà dedicata al percorso partecipativo, con l’obiettivo di superare le contrapposizioni emerse in fase referendaria, strutturare il confronto e provare a consolidare un consenso informato attorno a un’opera prioritaria per la mobilità del Locarnese e per la valorizzazione di un comparto strategico, porta d’entrata della regione per pendolari e turisti, come anche punto di partenza per i residenti. Tale processo, sotto la supervisione della Delegazione delle autorità, sarà portato avanti dalla Commissione intercomunale dei trasporti (CIT) attraverso dei professionisti del settore e naturalmente coinvolgerà anche i referendisti.
Decisa tale impostazione, la Delegazione è ora in attesa delle valutazioni e delle proposte delle FFS, previste per l’autunno e indispensabili all’avvio coordinato delle fasi dello studio. Una nuova riunione è infatti fissata per ottobre, quando saranno definiti i primi passi concreti.



