Mendrisiotto

Non solo la casa per anziani: Riva fa spazio per tante cose

Il disegno che mira a realizzare un centro intergenerazionale fa un ulteriore passo avanti – La necessaria modifica pianificatoria è sui banchi del Legislativo – La documentazione annuncia l’integrazione di numerosi contenuti pubblici e tratteggia lo spostamento di alcune infrastrutture sportive
©CdT/Gabriele Putzu
Lidia Travaini
05.11.2026 06:00

«La strada è ancora molto lunga, ne siamo consapevoli», ma siamo convinti «di aver intrapreso la giusta direzione verso una struttura di cui beneficerà sia la popolazione sia l’intera regione». Le parole sono del Municipio di Riva San Vitale, la direzione invece è quella verso la creazione di una casa per anziani, anzi un centro intergenerazionale.

Il Municipio di Riva San Vitale ha compiuto un ulteriore passo verso la realizzazione di un quartiere intergenerazionale. Lo ha fatto con un'azione tanto tecnica quanto fondamentale come la pubblicazione del messaggio che consentirà di realizzare il progetto: la variante di Piano regolatore che permetterà di accogliere il progetto nell’area scelta. La superficie, ricordiamo, è quella tra la scuola media e la palestra Palasangiorgio, dove oggi ci sono un campo di calcio, un campo di tennis, la pista di atletica e altre superfici a vocazione sportiva. È stata scelta a discapito dell’area dall’altro lato della palestra, dove c’è il campo di calcio principale.

La variante mette nero su bianco le coordinate del futuro centro intergenerazionale (che dovrà essere progettato nel dettaglio nelle prossime tappe dell'iter). Non ha subito variazioni dopo la sua pubblicazione per informazione pubblica dello scorso giugno. Leggendo attentamente le decine di pagine che la compongono affiorano però elementi che ancora non erano emersi. Tra questi ne abbiamo scelti due che sembrano tutt’altro che secondari. Il primo riguarda le infrastrutture sportive presenti oggi sul terreno che accoglierà il quartiere intergenerazionale. «Per permettere lo sviluppo del quartiere intergenerazionale all’interno dell’area A (quella scelta, ndr), le attrezzature sportive presenti dovrebbero essere smantellate», si legge nel rapporto di pianificazione a cui il messaggio rimanda per i dettagli. L’intenzione è però di non rinunciarvi, ma di spostarle altrove. «Queste infrastrutture potrebbero facilmente essere ricollocate all’interno dell’area B (tra la palestra e il fiume, ndr), ciò nel complesso permette di garantire l’offerta attuale», si aggiunge. Nell’incarto si abbozza anche un disegno di come potrebbero essere ricollocate pista di atletica, campo di tennis e area per il lancio del peso. Ma non il secondo campo di calcio.

«Cambiamento culturale»

Un secondo elemento chiave del progetto in arrivo ruota invece attorno al concetto di intergenerazionalità. Il Municipio, si spiega, punta a promuoverla in modo attivo. La volontà è di «promuovere un cambiamento culturale nella rappresentazione delle case per anziani (offerta di servizi aperti al pubblico e non solo ai residenti); promuovere un approccio di cura olistico e favorire l’invecchiamento attivo; trasformare le case per anziani in un luogo di benessere multidimensionale per tutte le fasce di età; favorire le relazioni tra tutte le fasce d’età, rafforzando il senso di appartenenza alla comunità; collaborare con i Comuni al fine di favorire l’inserimento di una molteplicità di servizi in un’area di prossimità della casa per anziani che favorisca gli scambi e i contatti tra tutta la popolazione», si illustra.

Nella documentazione si elencano alcuni contenuti che potrebbero trovare casa nel futuro quartiere: un bar o una pasticceria o una  gelateria, un parrucchiere, l’agenzia postale, spazi per bambini come una ludoteca, un preasilo e servizi extra-scolastici, un centro socioassistenziale, un servizio pasti, spazi per eventi, conferenze e per le associazioni locali, uno sportello sociale, eventuali servizi di prossimità per il comparto scolastico, piccoli commerci e spazi per l’artigianato locale o altro.

Ottanta posti letto per colmare un vuoto

La realizzazione di una casa anziani a Riva San Vitale mira anche a colmare una lacuna di posti letto a livello regionale. Una carenza rimasta tale anche per la bocciatura del progetto che ambiva a realizzare una struttura simile a Melano. L’idea è di edificare una struttura con 80 posti letto, in collaborazione con la Fondazione Parco San Rocco. «Con l’approvazione definitiva della variante si avvieranno i passi più concreti nell’individuazione delle modalità operative e finanziarie» della collaborazione tra i vari partner, si legge nel messaggio. Nel testo non si nasconde che anche il Comune di Val Mara «si è detto interessato ad esplorare il progetto».

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