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Blackout di Internet in diverse città, uccisi due poliziotti – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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23:12
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Enormi folle di manifestanti in Iran
Bbc Persian mostra video di enormi folle di manifestanti che nella notte hanno marciato attraverso la capitale iraniana e altre città, in quella che è considerata la più grande dimostrazione di forza da parte degli oppositori dell'establishment clericale degli ultimi anni.
Le manifestazioni pacifiche più imponenti si sono svolte a Teheran e nella seconda città di Mashhad e non sono state disperse dalle forze di sicurezza.
22:52
22:52
Uccisi due poliziotti in Iran
Due poliziotti sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco da individui armati in Iran, nella città sud-occidentale di Lordegan. Lo riporta la Bbc citando l'agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Fars, vicina alle Guardie Rivoluzionarie. Oggi nel Paese sono esplose importanti manifestazioni a Teheran e in diverse città.
Nei video pubblicati sui social si vede un braccio di ferro tra i manifestanti e le forze di sicurezza, con il rumore degli spari in sottofondo.
19:48
19:48
Blackout di Internet a Teheran e in molte città iraniane
L'ente di controllo online Netblocks segnalato su X un blackout di Internet a Teheran e in molte città dell'Iran. «L'evento segue una serie di crescenti misure di censura digitale che prendono di mira le proteste in tutto il Paese e ostacolano il diritto del pubblico a comunicare in un momento critico», afferma il gruppo sui social.
19:47
19:47
Israele annuncia la demolizione di un campo da calcio vicino a Betlemme
Israele annuncia la demolizione di un campo da calcio vicino alla tendopoli di Aida, vicino Betlemme, e i ragazzi si appellano alla Fifa e alla Uefa per salvare l'unico spazio di gioco rimasto tra le rovine. All'appello si è associata una raccolta di firme in questi giorni virale sul web che ha già raccolto quasi 300 mila firme.
«Per noi il campetto è tutto. Qui ci alleniamo, ci divertiamo, insomma ci sentiamo davvero bambini», si legge nell'appello a firma dei 'bambini del campo rifugiati di Aida, insieme al Centro per ragazzi di Aida e Avaaz'. «Ci permette, anche se solo per un momento, di dimenticare l'odio e la violenza».
Per difendere quello che è diventato uno spazio simbolico di libertà nella prigione a cielo aperto palestinese, i ragazzi si rivolgono direttamente Gianni Infantino, presidente della Fifa e Aleksander Čeferin, presidente della Uefa: «Vi chiediamo di intervenire con urgenza per evitare la demolizione del campo da calcio del campo profughi di Aida e proteggere il diritto dei bambini palestinesi a giocare. Il calcio è per tutti», scrivono.
Nel campetto si allenano ogni giorno centinaia di giovani della scuola calcio del Centro per ragazzi di Aida. «È uno dei pochissimi posti in cui ci sentiamo al sicuro, tra l'una e l'altra delle frequenti incursioni militari israeliane, tra lacrimogeni, pallottole vere e di gomma» - si legge nel documento -. Ma ora le autorità israeliane vogliono toglierci anche questo, e la demolizione potrebbe iniziare in qualsiasi momento«.
Nel timore di restare inascoltati, i ragazzi di Aida chiedono il sostegno della rete, non solo di chi ha a cuore la causa palestinese, ma anche »tifosi di calcio, giocatori e altri atleti« che sperano si faranno avanti.
15:18
15:18
Due morti e diversi feriti in attacco Idf a Gaza
Due persone sono state uccise e diverse altre, tra cui bambini, sono rimaste ferite in un attacco con drone su una tenda di sfollati nel campo di Muwasi a Khan Yunis, a Gaza. Lo riporta Haaretz.
14:02
14:02
Von der Leyen: «Al lavoro con la Giordania per i rimpatri in Siria»
«I 40 milioni che abbiamo concordato per tre anni possono sostenere gli sforzi» della Giordania nella gestione dei rifugiati siriani «e, allo stesso tempo, stiamo lavorando insieme in modo intenso per creare le condizioni per rimpatri sicuri, volontari e sostenibili in Siria».
Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in apertura del primo summit Ue-Giordania ad Amman, plaudendo al lavoro «eccezionale» del Paese in favore della popolazione di Gaza e nell'accoglienza dei rifugiati.
13:59
13:59
«Intensi scontri armati ad Aleppo»
Intensi scontri armati sono in corso ad Aleppo attorno ai quartieri a maggioranza curda di Sheikh Maqsud e Ashrafiye. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani e media locali, secondo cui è in corso un pesante bombardamento di artiglieria da parte delle fazioni agli ordini del leader Ahmad Sharaa, sostenuto dalla Turchia.
Con la copertura di artiglieria, le forze di Sharaa tentano di penetrare nei due quartieri e trovano per ora la resistenza delle forze curde locali.
13:35
13:35
Sanchez: «Pronti a mandare forze pace in Ucraina e in Palestina»
«Se la Spagna ha mandato truppe di pace ad altre latitudini lontane, come non mandare forze di pace in Ucraina, in un paese europeo? Dobbiamo partecipare attivamente all'implementazione di questa architettura di sicurezza europea». Lo ha detto il premier Pedro Sanchez in apertura della conferenza dei 130 ambasciatori spagnoli riunita a Madrid, nell'annunciare che la Spagna è pronta a partecipare «con truppe di pace, quando sarà il momento» alla stabilità, alla pace «non solo europea ma a quella internazionale», anche in Palestina, con la presenza di militari in missioni di peacekeeping quando si avanzerà su «un orizzonte di pace» nei due Paesi.
Al riguardo Sanchez ha anticipato che chiederà al Congresso spagnolo il sostegno all'invio di truppe sui due scenari, se si faranno passi avanti sulla cessazione delle ostilità. «Non dimentichiamo la Palestina e la Striscia di Gaza. La Spagna deve partecipare attivamente nella ricostruzione della speranza in Palestina», dove «la situazione continua a essere intollerabile» ha evidenziato il leader socialista, nel ribadire che il compito di pacificazione dovrà culminare con «uno Stato di Palestina indipendente, fattibile e sicuro» in coesistenza con lo Stato di Israele.
Già ad ottobre, dopo aver partecipato al vertice di Sharm el-Sheik, Sanchez aveva aperto la porta all'invio di truppe spagnole in Palestina per contribuire «in maniera attiva» al compito di pacificazione.
13:29
13:29
Il ministro degli Esteri iraniano in visita in Libano
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Beirut per un visita di due giorni dove incontrerà funzionari libanesi di alto livello: lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna, secondo cui, dopo essere atterrato all'aeroporto Rafic Hariri di Beirut, il capo della diplomazia di Teheran ha dichiarato che la visita in Libano si concentrerà sugli ultimi sviluppi a livello regionale.
Secondo l'agenzia Irna, Araghchi ha accusato Israele e ha parlato di «gravi sfide e minacce» per la regione «senza precedenti».
11:29
11:29
Primo vertice UE-Giordania, Costa e von der Leyen ad Amman
Rafforzare il partenariato politico ed economico e fare il punto sulla situazione in Medio Oriente: sono i dossier al centro del primo vertice tra l'Unione europea e la Giordania, in programma oggi ad Amman. Al tavolo siedono per l'Ue il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. A rappresentare la Giordania è invece re Abdallah II.
«Questo primo vertice bilaterale offrirà una grande opportunità per rafforzare il nostro partenariato e far fronte alle sfide comuni in questi tempi turbolenti», ha sottolineato Costa, che insieme a von der Leyen domani si recherà anche in Siria e in Libano.
Il summit segna un primo passaggio politico chiave per l'intesa Ue-Giordania, siglata nel gennaio 2025 e sostenuta da un pacchetto finanziario e di investimenti da 3 miliardi di euro (2,8 miliardi di franchi) per il 2025-2027.
Cinque i pilastri della cooperazione: relazioni politiche e cooperazione regionale; sicurezza e difesa; resilienza economica, commercio e investimenti; capitale umano; migrazione. Il partenariato, spiega il Consiglio Ue in una nota, punta a «sostenere la stabilità della Giordania in una fase di eccezionali sfide geopolitiche, accelerarne la modernizzazione politica, economica e amministrativa e promuoverne la resilienza».
11:21
11:21
Idf: «Razzo da Gaza City verso Israele, caduto nella Striscia»
«Poco fa, è stato individuato un proiettile proveniente dalla zona di Gaza City e diretto verso lo Stato di Israele» che è poi «caduto nel territorio della Striscia, nei pressi di un ospedale. Poco dopo, le forze israeliane hanno colpito con precisione il punto di lancio».
Lo sostiene l'esercito israeliano condannando «qualsiasi tentativo da parte di organizzazioni terroristiche di compiere attacchi contro le truppe delle Forze di difesa israeliane (Idf) e lo Stato di Israele».
10:51
10:51
Alta tensione ad Aleppo dopo i nuovi scontri nella notte
Resta alta la tensione ad Aleppo, dove nella notte si sono intensificati gli scontri armati tra fazioni siriane agli ordini del leader Ahmad Sharaa e le forze curdo-siriane nei quartieri di Ashrafiye e Sheikh Maqsud.
A riferirlo è l'Osservatorio siriano per i diritti umani, che mette in guardia dalle «gravi conseguenze» dell'escalation sulla popolazione civile e sulle infrastrutture della città.
In 48 ore di scontri il bilancio è di 15 morti e circa 60 feriti tra i civili, tra cui donne e bambini. Le vittime includono anche cinque combattenti, appartenenti alle due parti in conflitto.
Secondo l'Osservatorio, i combattimenti sono stati caratterizzati dall'uso di armi leggere, medie e pesanti, con il ricorso anche a lanciarazzi e colpi di artiglieria, provocando forti esplosioni e ha diffuso panico tra i residenti.
Due civili sono rimasti feriti in seguito a un attacco con un drone contro il quartiere a maggioranza curda di Bani Zaid, mentre altri bombardamenti hanno interessato l'area di Shaqif, causando ingenti danni materiali.
La situazione resta tesa, in assenza di misure efficaci per la protezione dei civili, mentre si moltiplicano gli appelli locali per un cessate il fuoco immediato. L'Osservatorio segnala minacce di assalto rivolte ai residenti di Sheikh Maqsud e Ashrafiye da parte di fazioni legate a Ahmad Sharaa, in un contesto aggravato dall'arrivo in città di sfollati provenienti da Afrin.
09:33
09:33
L'Iran condanna le posizioni interventiste degli USA
L'Iran ha condannato le «posizioni interventiste» degli Stati Uniti riguardo alle proteste in corso dal 28 dicembre in varie città del Paese, dopo che nei giorni scorsi il presidente statunitense Donald Trump aveva minacciato di intervenire nel caso di violenze sui manifestanti pacifici.
«Il Ministero degli Esteri iraniano condanna le dichiarazioni invadenti e ingannevoli dei funzionari statunitensi sugli sviluppi interni dell'Iran, descrivendole come una chiara indicazione della persistenza dell'ostilità di Washington nei confronti della grande nazione iraniana», si legge in una nota del ministero di Teheran pubblicata su X.
«Ciò che il governo statunitense sta perseguendo oggi contro l'Iran non è semplicemente una guerra economica; piuttosto, è una combinazione di guerra psicologica, una campagna mediatica per diffondere false informazioni, minacce di intervento militare e incitamento alla violenza e al terrorismo», aggiunge il comunicato, sottolineando che la Repubblica islamica «affronterà gli interventi stranieri malevoli con vigilanza, facendo affidamento sulla sua autentica eredità iraniano-islamica e rafforzando la coesione nazionale, e non permetterà che le politiche ingannevoli e la condotta ostile degli Stati Uniti minino la sovranità, l'indipendenza e la dignità dell'Iran».
09:29
09:29
Libano, completata la prima fase del disarmo di Hezbollah
L'esercito libanese ha annunciato di aver completato «la prima fase» del suo piano per il disarmo dell'Hezbollah filo-iraniano, che copre la regione tra il confine israeliano e il fiume Litani, una trentina di chilometri più a nord.
In un comunicato, l'esercito afferma di aver raggiunto «gli obiettivi della prima fase» del suo piano, che dovrà poi essere esteso al resto del territorio libanese. Precisa inoltre di 'controllare' ora la parte meridionale del Litani, «ad eccezione dei territori e delle posizioni ancora occupati da Israele» vicino al confine.
08:16
08:16
Iran, agente di polizia accoltellato e ucciso durante le proteste
Un agente di polizia iraniano è stato ucciso dopo essere stato accoltellato durante le proteste vicino alla capitale, secondo quanto riportato dai media locali, mentre le proteste contro il costo della vita nella Repubblica islamica sono entrate nel dodicesimo giorno.
Shahin Dehghan, membro delle forze di polizia della contea di Malard, a ovest di Teheran, «è stato ucciso poche ore fa dopo essere stato accoltellato mentre cercava di controllare i disordini» nella zona, ha riferito l'agenzia di stampa Fars, aggiungendo che sono in corso le indagini per identificare i responsabili.
06:00
06:00
Il punto alle 6.00
Il leader separatista yemenita Aidarous Al Zubaidi è fuggito verso Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Lo ha reso noto la coalizione guidata dall'Arabia Saudita. «Informazioni attendibili indicano che Aidarous Al Zubaidi e altre persone sono fuggite nel cuore della notte», ha spiegato la colazioni descrivendo il suo viaggio, prima in nave e poi in aereo, da Aden ad Abu Dhabi, passando per il Somaliland e la Somalia.
