Sevizie e botte contro la moglie: condannato di nuovo

Leggero sconto, ma la condanna rimane. È stata inflitta una pena di 7 anni ed un mese (da dedursi il carcere preventivo sofferto) ad un uomo del Sopraceneri che ha sottoposto l'allora moglie - per una decina d'anni - a sevizie, botte e violenze. In prima istanza, di fronte alla Corte delle Assise criminali presieduta dall'allora giudice Mauro Ermani, il 28 novembre 2024 il marito era stato condannato a 8 anni di carcere. Confermati, invece, i 10 anni di espulsione dalla Svizzera. Accolte quindi le richieste dell'accusa, sostenuta dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni.
La sfilza di reati
L’imputato è stato riconosciuto autore colpevole di violenza carnale, coazione sessuale ripetuta, esposizione a pericolo della vita altrui ripetuta, lesioni semplici qualificate ripetute e in parte tentate, coazione ripetuta e in parte tentata, minaccia qualificata ripetuta, violazione del dovere d’assistenza o educazione, vie di fatto qualificate ripetute, truffa per mestiere in parte tentata, falsità in documenti. È stato invece prosciolto da una fattispecie concernente il dovere d’assistenza o educazione, da alcune delle truffe e da alcune falsità in documenti. Per alcune fattispecie la Corte d'appello e di revisione penale di Locarno ha riconosciuto l’accusato colpevole di un reato meno grave rispetto a quanto previsto dalla prima istanza.
Torto morale
L'uomo è stato infine condannato a pagare dei risarcimenti per torto morale alla moglie e a due minori nonché a risarcire il danno causato alle assicurazioni civili truffate. Non è escluso che l'imputato, difeso dall'avvocatessa Elisa Lurati, inoltri ricorso al Tribunale federale. Sull’arco di oltre dieci anni il marito ha commesso violenze di ogni tipo (verbali, fisiche e sessuali) nei confronti dell’allora moglie. «Dimostrò una brutalità meschina», disse in aula quasi due mesi fa l’accusa. Dal canto suo la difesa si era battuta per il proscioglimento dell’uomo parlando di «sete di vendetta» dell’ex coniuge.



