A chi spetta, se caso, la nomina di un procuratore straordinario per Crans-Montana?

Le critiche, anche pesanti, rivolte dai media svizzeri e internazionali alla gestione delle indagini sulla tragedia di Crans-Montana non accennano, con il passare dei giorni, a diminuire. Anzi. Alain Macaluso, direttore del Centro universitario di diritto penale di Losanna nonché avvocato, ha spiegato alla NZZ che, vista la situazione, è neccessario un procuratore straordinario. Proveniente da un altro cantone.
L'esperto, scrive il Blick, non ha usato giri di parole per descrivere le indagini sin qui svolte: «Il Ministero pubblico ha commesso errori incredibili». Secondo lui, all'inizio del caso la Procura ha dato prova di «grave mancanza di professionalità». E ancora: «È possibile che la pressione dei media, della politica e della società sia stata troppo forte» ha aggiunto Macaluso. «Avrebbe dovuto procedere immediatamente alle perquisizioni, sia presso l'abitazione e i locali commerciali dei gestori del bar, sia presso l'amministrazione comunale». Secondo lui, a mancare probabilmente è stata l'esperienza.
Gli errori commessi nei primi giorni, ha ribadito l'avvocato, potrebbero aver causato una perdita di fiducia nelle istituzioni. «Le vittime e i loro cari non possono essere sicuri che il procedimento sia in buone mani». La volontà di fare piena luce deve ora «diventare tangibile e riconoscibile».
Macaluso, come noto, non è l'unico ad aver avanzato l'ipotesi di un procuratore straordinario. Francia, Italia e Belgio, dal canto loro, hanno già avviato le proprie indagini. Già la settimana scorsa, il Blick aveva chiesto in un commento un'indagine esterna o almeno una supervisione indipendente. NZZ e Tages-Anzeiger hanno formulato commenti simili.
Il consigliere nazionale dell'UDC, Roland Rino Büchel, ha dichiarato al Blick che dovrebbe essere «nell'interesse stesso dei vallesani affidare il caso a un procuratore speciale esterno al cantone». Anche l'ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha espresso non pochi dubbi sul nepotismo vallesano.
Spetterà, se caso, solo e soltanto alle autorità vallesane l'eventuale nomina di un procuratore speciale, come ha confermato la Conferenza svizzera dei procuratori (CSP) in risposta a una domanda del Blick. La Confederazione, infatti, non ha i mezzi giuridici per prendere in mano il procedimento o affidarlo a un altro cantone.
