Aerei militari, ma non solo: perché alcune compagnie evitano la Svizzera?

No, la situazione in Medio Oriente non sta avendo un impatto su Skyguide e sulle operazioni di volo in Svizzera. A dirlo, durante la sua visita a Lugano-Agno, Peter Merz, amministratore delegato dell'azienda che garantisce il controllo del traffico aereo civile e militare nel nostro Paese per conto della Confederazione. «Percepiamo, questo sì, che le compagnie del Golfo da giorni, oramai, effettuano molti meno voli rispetto allo standard e, quindi, noi come Paese abbiamo meno sorvoli. In generale, tuttavia, non stiamo subendo un impatto particolare rispetto alla guerra». Anche perché, come abbiamo visto, «gli aerei militari statunitensi, principalmente e salvo autorizzazioni del nostro Governo, evitano lo spazio aereo svizzero». Ovvero, «non è consentito sorvolare la Svizzera con velivoli armati come aerei da caccia o bombardieri».
L'aumento delle tasse di sorvolo, salite del 38%, in ogni caso ha prodotto un effetto, diciamo così, contorto: alcune compagnie aeree stanno appositamente evitando lo spazio aereo elvetico, con i propri voli di linea, per non pagare. O, meglio, per non pagare una cifra considerata troppo alta. Il prezzo del carburante, tuttavia, sta schizzando alle stelle. Proprio a causa della guerra in Medio Oriente. Di qui la domanda: meglio pagare tasse di sorvolo più alte ma risparmiare, vista la durata più breve, a livello di cherosene o continuare a evitare la Svizzera allungando però il viaggio e, quindi, il consumo?
Sappiamo, come ha spiegato Merz a Lugano, che la Commissione Europea deve ancora approvare le tariffe per i sorvoli. «Anche qualora le approvasse, come confidiamo, il principio del free routing rimarrà in vigore» ha chiarito l'amministratore delegato di Skyguide. Detto in altri termini, «ogni compagnia può decidere la rotta da seguire». Sia pensando a fattori interni sia, invece, pensando all'attuale situazione geopolitica, ad esempio con lo spazio aereo russo chiuso da oltre quattro anni. Sappiamo, altresì, che Bruxelles non gradisce che la Svizzera venga evitata: «E questo perché – ha spiegato sempre Merz – evitarla significa volare di più e consumare più carburante. Non è un bene a livello ambientale».
L'Austria, nel frattempo, sta guadagnando di più poiché registra un volume di sorvoli maggiore rispetto al passato. Grazie, appunto, alla situazione venutasi a creare in Svizzera. Non solo: che cosa succede se la Commissione Europea, alla fine, dovesse dire no alle tariffe maggiorate di Skyguide? «Stiamo incassando, da mesi, in base a queste nuove tariffe» ha detto Merz. «Nel peggiore dei casi, potremmo vederci costretti a restituire la differenza. Ma, come detto, confidiamo che la nostra proposta venga infine accettata».
