«Bene ma non benissimo»: dopo l'incontro su Crans-Montana, resta lo «stallo diplomatico» tra Italia e Svizzera

Ma, quindi, com'è andata? C’erano aspettative altissime per l’incontro tecnico tra la Magistratura vallesana e la Procura di Roma, tenutosi ieri a Berna sotto il coordinamento dell’Ufficio federale di giustizia (UFG). Se dal punto di vista della collaborazione giudiziaria italo-svizzera sulla tragedia di Crans-Montana, la quale verrà «rafforzata», è emersa una certa soddisfazione delle parti, dal punto di vista politico/diplomatico restano invece ancora dubbi. Il ritorno in Svizzera dell’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, richiamato a Roma dal Governo Meloni lo scorso 24 gennaio in seguito alla scarcerazione di Jacques Moretti, non sembra al momento una via percorribile.
Il Corriere della Sera, ad esempio, scrive che il vertice è andato «bene ma non benissimo», sottolineando come dopo le discussioni, i sorrisi e le strette di mano tra la procuratrice generale vallesana Béatrice Pilloud e il procuratore di Roma Francesco Lo Voi resta comunque lo «stallo diplomatico».
Pilloud, nello specifico, ha definito il vertice di ieri «molto costruttivo e piacevole», mentre Lo Voi ha affermato che si è trattato solo di un «primo passo», aggiungendo che lui, il pubblico ministero Stefano Opilio e l’aggiunto Giovanni Conzo (anche loro presenti ieri a Berna) potrebbero tornare presto in Svizzera per le indagini sul rogo che ha devastato il bar Le Constellation, provocando la morte di 41 persone e il ferimento di 115.
Stando a fonti di governo citate sempre dal Corsera, al momento è in corso una valutazione sul possibile ritorno di Cornado a Berna, evidenziando come dopo l’incontro di ieri ci siano ancora «nodi da sciogliere» prima del via libera all’ambasciatore.
«Ci interessava far camminare la cooperazione e questo siamo riusciti a concordarlo», ha detto il procuratore capo di Roma al termine del vertice (durato 6 ore) rispetto al quale molti si aspettavano la costituzione di una squadra investigativa comune (SIC), richiesta a gran voce dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Lo Voi, a proposito della SIC, ha dichiarato che: «Non è un argomento toccato oggi, lo esamineremo. Andiamo via soddisfatti per i risultati raggiunti. Voglio esprimere il più profondo cordoglio nei confronti delle tante famiglie colpite, e la nostra vicinanza a tutti coloro che sono stati feriti». Pure la responsabile della comunicazione dell’UFG, Ingrid Ryser, non ha fornito molte informazioni «Per ora, hanno concordato una cooperazione rafforzata. I dettagli precisi di questa collaborazione dovranno essere chiariti nei prossimi giorni».
Se la «cooperazione rafforzata» sembra quindi un primo e significativo passo per stemperare le frizioni venutesi a creare tra l’Italia e la Svizzera, Repubblica scrive che a Palazzo Chigi e al Ministero degli Esteri oggi si respira un «clima guardingo». Rai Unomattina dal canto suo, in un servizio sull’incontro di Berna, non ha risparmiato una frecciatina a Pilloud, sottolineando come le parti italiane abbiano voluto ricordare i feriti e i morti nella tragedia, esprimendo solidarietà, diversamente dalle autorità svizzere, le quali non avrebbero mostrato la stessa empatia. Nonostante i passi avanti, il malumore in Italia sembra ancora palpabile. L'ambasciatore Cornado, per ora, resta a Roma. E la decisone per un suo eventuale ritorno a Berna, come evidenziato da Ingrid Ryser, spetta solo all’Italia.
