L'analisi

Crans-Montana e il «naufragio» comunicativo delle autorità locali

Blick e Tages-Anzeiger hanno pesantemente criticato le (non) risposte fornite da Nicolas Féraud durante la conferenza stampa di oggi
©Cyril Zingaro
Marcello Pelizzari
06.01.2026 17:00

«Un naufragio». Il Blick, edizione in francese, nel commentare la conferenza stampa di questa mattina ha ripreso, volutamente, la metafora del sindaco di Crans-Montana Nicolas Féraud. Il quale, a precisa domanda, ovvero se le autorità locali in queste ore hanno pensato alle dimissioni, ha risposto: «Non si abbandona la nave nel bel mezzo della tempesta». Sul piano comunicativo, ribadisce il Blick, qualcosa è mancato. Anzi, molto più che qualcosa. Sono mancate, innanzitutto, le risposte. Una in particolare: un perché chiaro e inequivocabile a quei mancati controlli antincendio, fra il 2020 e il 2025, al Constellation, teatro della tragedia di inizio anno costata la vita a 40 persone. 

Per cinque, lunghi anni non sono state effettuate ispezioni presso la struttura. «Ce ne rammarichiamo amaramente» si è limitato a dire Féraud. Interrogato ripetutamente su queste carenze, in particolare dai giornalisti italiani, il sindaco non è appunto stato in grado di fornire una motivazione: «Non possiamo spiegarlo». Eppure, il comune di Crans-Montana intende costituirsi parte civile. Non solo, quando un altro giornalista italiano gli ha chiesto se volesse o intendesse scusarsi con le famiglie delle vittime, Féraud l'ha buttata (quasi) sul personale: «Questa settimana è stata incredibilmente difficile. Non riuscirò mai a superare questo peso, né il dolore di tutte queste famiglie, che porterò con me per il resto della mia vita».

A emergere, con forza, è un sistema «disfunzionale» come l'ha definito il Tages-Anzeiger con conseguenze catastrofiche. «Sono bastati pochi bengala accesi nel posto sbagliato per scatenare un disastro» scrive il quotidiano zurighese, che al pari del Blick ha puntato il dito contro il comune. Sia per non aver saputo motivare i mancati controlli al Constellation, in contrapposizione ai propri obblighi, sia per aver ispezionato solo 40 esercizi pubblici nel 2025, a fronte di 128 locali in tutta Crans-Montana. Ciò, rileva sempre il Tages-Anzeiger, solleva ulteriori interrogativi: quali altri esercizi non sono stati ispezionati nel corso degli anni? Quanto è grave e profonda questa carenza?

Non finisce qui, perché le ispezioni effettuate al Constellation fino al 2019 appaiono, oggi e, va detto, con il senno di poi, «decisamente troppo lassiste» per dirla con il Tages-Anzeiger. I pannelli fonoassorbenti altamente infiammabili, le uscite di emergenza che, stando ad alcune testimonianze, erano bloccate o addirittura chiuse a chiave, quella scalinata troppo stretta. Féraud, quasi a voler difendere l'operato del Dipartimento chiamato a controllare, ha sottolineato che in Vallese non è obbligatorio controllare la qualità del materiale isolante. Di più: il sindaco ha ammesso che le ispezioni venivano effettuate avvisando, anche con largo anticipo, i proprietari e i gestori. 

Pur ammirando e lodando il desiderio, da parte delle autorità locali, di assumersi le proprie responsabilità, il Tages-Anzeiger auspica un «nuovo inizio politico». Leggi: le dimissioni, in primis quelle di Féraud, sarebbero gradite. Anche se, dice l'editorialista Mario Stäuble, il caso ha (e avrà) ripercussioni che vanno ben oltre i confini del comune: «Il modo in cui la vigilanza è stata trascurata a Crans-Montana deve avere conseguenze a diversi livelli. In primo luogo, il governo vallesano e il parlamento cantonale sono chiamati ad agire. La dirigenza del comune di Crans-Montana deve essere sottoposta a un'indagine esterna. È necessario chiarire perché la vigilanza sulla sicurezza antincendio sia stata così gravemente trascurata. In secondo luogo, l'entità del fallimento suggerisce che l'attuale sistema vallesano, in cui i comuni sono responsabili della protezione antincendio, non è sostenibile. Il Canton Vallese deve passare a controlli cantonali, come fa la maggior parte dei Cantoni svizzeri. Questo processo dovrebbe includere anche una revisione del contenuto delle norme antincendio». Il Tages-Anzeiger, in questo senso, chiama in causa anche la Confederazione: «Si tratta di dimostrare al mondo che la Svizzera non si limita a cavarsela, ma agisce». A livello nazionale, ad esempio, un'importante riforma della sicurezza antincendio che puntava alla liberalizzazione è già stata sospesa. 

Le autorità, chiosa il quotidiano zurighese, questa mattina si sono volatilizzate al termine della conferenza. Andandosene, Féraud e gli altri membri dell'esecutivo si sono portati appresso tante, tantissime domande rimaste senza risposta.

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