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L'ambasciatore italiano in Svizzera risponde ai legali dei coniugi Moretti: «Con la procuratrice generale Béatrice Pilloud solo un incontro informale, ma un Paese intero attende venga fatta chiarezza» – TUTTI GLI AGGIORNAMENTI
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19:11
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Crans-Montana, «non c'è alcuna ingerenza da parte dell'Italia sulle indagini»
«Non c'è alcuna ingerenza da parte dell'Italia sulle indagini riguardanti il rogo del Constellation, ma c'è un intero Paese, con tutte le istituzioni, dal Presidente della Repubblica, al Governo al Parlamento, che attende che venga fatta chiarezza sui fatti accaduti, chiarita la responsabilità e proposte punizioni per i colpevoli».
Lo dice all'agenzia di stampa ANSA l'ambasciatore italiano in Svizzera Gian Lorenzo Cornado a proposito della richiesta dei legali di Jacques e Jessica Moretti, indagati per la tragedia di Capodanno, di conoscere i contenuti del colloquio di lunedì scorso 12 gennaio tra il rappresentante diplomatico e la procuratrice generale del Cantone Vallese Béatrice Pilloud, come hanno riferito alcuni media svizzeri.
«Si è trattato di un incontro informale, - spiega l'ambasciatore - in cui non è stato redatto un processo verbale, in cui io ho ribadito semplicemente le vive aspettative dell'Italia tutta: è un mio dovere istituzionale veicolare il messaggio delle istituzioni italiane e questo io ho veicolato alla Procura, ma non c'è stata pressione, né sono entrato nel merito delle indagini, perché sarebbe stata ovviamente un'ingerenza nei confronti della magistratura, che io non mi sarei mai permesso di fare».
La richiesta dei legali dei coniugi Moretti «rientra - secondo Cornado - nella loro linea difensiva, probabilmente per delegittimare la procura e forse anche per far credere che ci sia un'ingerenza di un paese straniero e quindi a quel punto cercando di favorire la posizione dei due indagati».
18:34
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In Italia aumentano i controlli nei locali pubblici
Arriva la stretta del Viminale dopo la strage di Capodanno di Crans-Montana (VS). Il ministro dell'Interno italiano Matteo Piantedosi ha inviato a tutti i prefetti una direttiva per aumentare i controlli nei locali pubblici, a partire dalle norme antincendio.
«La tragedia di Crans-Montana ha riproposto all'attenzione il tema della sicurezza nei pubblici esercizi e nei locali di pubblico spettacolo - viene spiegato - Il nostro sistema di safety, come noto, imperniato su regole e procedure molto rigorose, ha mostrato nel tempo grande affidabilità, costituendo un modello di riferimento anche all'estero. Tuttavia, quanto verificatosi nel piccolo centro montano in Svizzera, impone a tutte le componenti del nostro sistema di sicurezza, in via precauzionale, di intensificare al massimo, soprattutto in chiave preventiva, l'attività di controllo sulle attività di intrattenimento al fine di tutelare la pubblica incolumità sia dei lavoratori che degli avventori».
08:33
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Il punto alle 8.30
Gli avvocati dei coniugi Moretti, gestori del bar Le Constellation di Crans-Montana, denunciano le «menzogne» e le «fughe di notizie» relative alle indagini in corso. Chiedono al ministero pubblico vallesano di resistere alle pressioni.
Intervenendo su diversi media, Yaël Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod hanno affermato che i loro assistiti sono «devastati» dal dramma e che, in qualità di «custodi del locale», «i morti sono anche i loro morti».
I legali hanno sostenuto che Jacques e Jessica Moretti sono oggetto di una vendetta popolare che non ha «nulla a che vedere con la giustizia». Hanno ricordato che i loro clienti non vogliono sottrarsi alla giustizia: «la vogliono affrontare affinché emerga la verità».
Gli avvocati hanno deplorato quelle che considerano «le bugie» e «le derive» che hanno accompagnato l'inizio dell'istruttoria penale. Hanno citato come esempio «il video falso» che avrebbe mostrato Jessica Moretti fuggire per prima dal bar con la cassa.
