Crans-Montana

Parlano gli avvocati dei Moretti: «È il momento di ristabilire la verità»

Al telegiornale di RTS, i difensori dei proprietari del Constellation - Yaël Hayat, Michod e Meier - chiariscono alcuni punti, in particolare quelli di cui si discute quotidianamente sui media
© KEYSTONE (Jean-Christophe Bott/Keystone via AP)
Red. Online
18.01.2026 20:22

Per la prima volta, i tre avvocati di Jessica e Jacques Moretti, proprietari del Constellation teatro della tragedia a Crans-Montana, parlano con i media. Al telegiornale di RTS, raccontano gli eventi della sera di Capodanno, si esprimono sulla sicurezza nel bar e sui movimenti dei loro assistiti. «Non abbiamo parlato finora perché c'è un momento di silenzio, per rispetto delle vittime e dei loro familiari». Ma ora «bisogna restituire la verità, anche per contenere alcune derive». Viene precisato: «Loro (i Moretti, ndr.) erano i proprietari. Queste morti sono anche loro morti. Le vittime erano l'anima del locale».

«È uscita in fretta per chiamare i soccorsi»

Presente quella sera nel seminterrato del Constellation, Jessica Moretti ha ammesso di essersi unita a camerieri e cameriere che portavano bottiglie di champagne munite di candele pirotecniche (perché «c'erano molte bottiglie da portare», ndr). Tuttavia, la sua difesa nega qualsiasi altra responsabilità (è stato detto che avesse ordinato di mettere le candele o di salire sulle spalle di altri o di indossare maschere e caschi). «Penso che l'indagine stabilirà chi ha fatto cosa con precisione. Credo che Jessica Moretti abbia "circondato" quel momento. Ma non credo affatto che si parlasse di gerarchia, con una persona da una parte che impartisce ordini», sottolinea l'avvocata Me Yaël Hayat.

Che dire del fatto che la proprietaria sia stata tra i primi a dileguarsi dal locale? «Questa frettolosa salita sulle scale aveva il solo scopo di allertare il 118, cosa che è stata fatta e che è stata accertata (alla 1.28, ndr.). Quindi questo modo di deviare le sue intenzioni è semplicemente indegno», lamenta l'avvocata. «Le parole di suo padre, pompiere, le suonavano in testa: "se vedi delle fiamme, devi subito chiamare i pompieri". Pensava di poter tornare dentro subito dopo, ma non è stato possibile». La difesa confuta con vigore le accuse secondo le quali Jessica Moretti si sarebbe allontanata con il registratore di cassa. «È follia sacrificale. Jessica si è precipitata su per le scale per allertare i soccorsi. Non esiste alcun video di Jessica che se ne va con la cassa».

«La schiuma era infiammabile? Bisogna chiedere conto a chi la vende»

Che dire della sicurezza? Secondo le prime analisi, a prendere fuoco è stata la schiuma fonoassorbente posta sul soffitto. «Le ispezioni effettuate non hanno mai rivelato alcun pericolo associato a questa schiuma», ha spiegato l'avvocato Patrick Michod. «È ovvio che quando il signor Moretti ha installato questa schiuma, non avrebbe potuto immaginare nemmeno per un momento che potesse incendiarsi in quel modo. Ha acquistato la schiuma (nel negozio di bricolage Hornbach, ndr.), spiegando al venditore a che cosa era destinata. "Era per un esercizio pubblico". Ha chiesto chiaramente ai distributori se questa schiuma presentasse pericoli. Bisognerebbe piuttosto chiedersi quali informazioni gli siano state comunicate, non è lui lo specialista della schiuma, ma chi la vende». Contattato da CdT.ch, lo ricordiamo, Hornbach Svizzera ha spiegato: «Siamo in stretto contatto con i produttori, che applicano le indicazioni sui loro prodotti e l'etichettatura in conformità con i requisiti di legge. In generale, ed è un punto molto importante, chiunque desideri installare o modificare qualcosa deve verificare che il materiale sia adatto all'uso previsto. Restiamo a disposizione delle autorità incaricate delle indagini per qualsiasi domanda e, se necessario, possiamo anche facilitare il contatto con i produttori».

Le vie di fuga

L'avvocato Nicola Meier ha quindi spiegato che al Constellation era presente un'uscita di sicurezza nel seminterrato (dove si è sviluppato l'incendio, ndr.). Al piano terra, oltre alla porta d'ingresso, c'era una porta di servizio. «L'uscita di sicurezza è dotata di una cosiddetta maniglia anti-panico che non può essere chiusa o bloccata. La porta di servizio, invece, è munita di chiavistello che (quella sera) era stato azionato. Bisogna capire da chi e perché, ma una porta di servizio non è destinata a essere un'uscita di sicurezza. Tutti rimpiangono che non fosse aperta, ma se parliamo di responsabilità dobbiamo concentrarci solo sulle uscite di sicurezza».

L'origine del denaro

La difesa dei Moretti contesta, infine, le accuse sulla dubbia provenienza dei fondi che hanno permesso ai loro assistiti di acquisire gli immobili di loro proprietà a Crans-Montana. «Abbiamo sentito dire che queste proprietà sono state finanziate in contanti e che l'origine di questi fondi è dubbia. Tutto questo è ovviamente falso. Le proprietà sono ipotecate», ha spiegato l'avvocato Nicola Meier.

Jacques Moretti sarà nuovamente interrogato dalla polizia martedì mattina. Potrebbe (non è noto quando) essere rilasciato dietro pagamento di una cauzione di 200.000 franchi, che un conoscente anonimo si è impegnato a pagare.

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