Il caso

Crans-Montana, per l'Italia «dal Vallese non è arrivato nessun atto»

I media d'Oltreconfine sottolineato che «l’inchiesta italiana va avanti», ma che gli atti richiesti con la rogatoria non sono ancora arrivati – La procuratrice generale vallesana Beatrice Pilloud: «La procedura è quella usuale e seguirà il suo corso, l'invio dei documenti non è bloccato»
© KEYSTONE/Jean-Christophe Bott
Jenny Covelli
04.02.2026 20:31

«La Procura di Roma ascolterà i feriti italiani, ma dalla Svizzera non è arrivato nessun atto», titola un articolo di Repubblica. Se, ieri, il CdT ha spiegato che «l’Ufficio federale di giustizia (UFG) non ha ricevuto alcuna richiesta da parte della Procura di Roma, competente in Italia, relativa alla costituzione di una squadra investigativa comune», oggi la stampa italiana si è concentrata sull'assistenza giudiziaria richiesta dall'Italia.

«La Confederazione Elvetica ha dato il via libera alla collaborazione giudiziaria e ha accolto la richiesta di un incontro operativo – scrive Repubblica –. Ma nulla è stato ancora messo nero su bianco. L’invio degli atti è fermo, così come la possibilità per agenti della squadra mobile ed esperti dei vigili del fuoco italiani di partecipare direttamente agli accertamenti. "I fascicoli arriveranno a breve", ripetono sostanzialmente dagli uffici di collegamento. Ma al momento non è successo nulla». Il Corriere della Sera, sulla stessa linea, scrive: «La rogatoria è stata presa in carico dalla procura elvetica. Che ha anche sottolineato l’intenzioni di mettere a disposizione il materiale investigativo raccolto finora. Tuttavia alle parole non sono seguiti fatti».

Ma è necessario distinguere le due cose. La richiesta di assistenza giudiziaria (1) presenta da Roma è stata accolta dal Ministero pubblico vallesano. La procuratrice generale Beatrice Pilloud, da noi contattata, precisa che «la decisione di entrare nel merito è stata presa dal Ministero pubblico vallesano ed è prevista una riunione di coordinamento tecnico sotto l'egida dell'UFG. La procedura è quella usuale e seguirà il suo corso. L'invio dei documenti non è bloccato, ma sarà oggetto di ulteriori fasi che rispetteranno le norme in materia di assistenza internazionale in ambito penale». Il primo incontro tecnico tra le autorità penali dei due Paesi si terrà, come detto, a metà febbraio, il 19 secondo i media italiani. Una riunione convocata pure «con l’obiettivo di chiarire i dettagli della cooperazione e coordinare le procedure» e durante la quale «sarà discussa la questione della squadra investigativa». Squadra investigativa comune SIC (2) di cui, come detto, l’UFG in qualità di autorità centrale per l’assistenza legale reciproca internazionale non ha ancora ricevuto ufficiale richiesta da parte della Procura italiana.

Ancora il Corriere della Sera riferisce che «gli inquirenti Italiani avevano già prenotato il biglietto per partire a fine gennaio dopo i colloqui con i colleghi di Sion che avevano dato la loro disponibilità a incontrarsi con tanto di data. Poi, a poche ore dalla partenza, il vertice è saltato. Un precedente che fa essere cauti in procura sulla data del 19 febbraio, emersa in un colloquio informale». La procuratrice Pilloud, su questo punto, precisa che l'invito per un incontro tecnico «ci è pervenuto poco tempo fa».

Nel frattempo, la Procura di Roma, nell’ambito dell’indagine avviata sulla strage di Crans-Montana, ha delegato la Squadra Mobile per ascoltare, quando le loro condizioni lo permetteranno, i feriti italiani del rogo di Capodanno. Nel procedimento, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Giovanni Conzo e dal sostituto Stefano Opilio, si procede per disastro colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni aggravate. Gli inquirenti acquisiranno anche le cartelle cliniche, che completeranno i fascicoli insieme alle autopsie delle vittime italiane. Gli inquirenti italiani hanno chiesto alle autorità vallesane gli atti relativi all’attività istruttoria svolta. Nella rogatoria sono stati chiesti gli atti, la lista degli indagati, i documenti relativi ai controlli e alle autorizzazioni del Comune, anche sui materiali utilizzati nel locale. L’iscrizione nel registro dei gestori del Le Constellation, Jacques e Jessica Moretti, avverrà dopo la trasmissione dei documenti, così come per le altre posizioni.

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