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La Procura di Roma ascolterà i feriti italiani di Crans-Montana

È stata firmata la delega per raccogliere le testimonianze di chi era nel Constellation la notte del 31 dicembre
©KEYSTONE/VALENTIN FLAURAUD
Red. Online
04.02.2026 13:53

Sull'incendio di Crans-Montana, in cui hanno perso la vita 41 persone e 115 sono rimaste ferite, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo di indagine, lo scorso 8 gennaio. Il 13 gennaio, ha presentato una richiesta di assistenza giudiziaria alla Svizzera. E – fanno sapere i media italiani – le indagini proseguono. La Procura ha firmato la delega per raccogliere le testimonianze di chi era nel Constellation la notte del 31 dicembre, compresi i feriti ricoverati negli ospedali italiani. «Tutti verranno sentiti dalla squadra mobile. Saranno acquisite anche le cartelle cliniche», che completeranno i fascicoli «insieme ai risultati delle autopsie».

Nel fascicolo aperto in procura, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio, si procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, e lesioni aggravate. «Solo quando i documenti arriveranno a Roma la procura potrà iscrivere nel registro degli indagati Jacques e Jessica Moretti, i gestori del bar. E, probabilmente, anche altre persone», si legge oggi sui media del Belpaese. «Ma nulla è stato ancora messo nero su bianco. L’invio degli atti è fermo», viene aggiunto. Il riferimento è all'assistenza giudiziaria richiesta da Roma  – e accolta dal Ministero pubblico vallesano – con la rogatoria.

Invece, sul fronte dell'altra richiesta avanzata dall'Italia – dopo avere richiamato il proprio ambasciatore a Berna –, ossia la creazione di una squadra investigativa comune (SIC), l’Ufficio federale di giustizia (UFG) ci ha fatto sapere ieri di non avere «non avere ricevuto alcuna richiesta da parte della Procura di Roma, competente in Italia, relativa alla sua costituzione. La Procura di Roma ha invece segnalato di essere interessata a discutere la questione di una squadra investigativa comune nell’ambito della riunione tecnica di metà febbraio». Primo incontro tecnico tra le autorità penali dei due Paesi che si terrà «a metà febbraio», conferma ancora l’UFG. «Le parti coinvolte – aveva spiegato Roberto Balzaretti, ambasciatore di Svizzera a Roma – hanno dovuto trovare una data comune. Non si tratta di un ritardo da parte della Svizzera, ma piuttosto della prima data possibile per la Procura di Roma». Oggi i media italiani parlano, in particolare, del 19 febbraio. Una data «emersa in un colloquio informale», scrivono. Una riunione, spiegano da Berna, convocata pure «con l’obiettivo di chiarire i dettagli della cooperazione e coordinare le procedure. La questione della squadra investigativa comune sarà discussa anche in questa riunione».

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