Il punto

Crans-Montana, sotto la lente la presenza di minori dopo le 22 nel bar

Secondo quanto prevede la legge vallesana, un giovane di età inferiore ai 16 anni non può frequentare un locale dopo le 22:00 senza essere accompagnato da un genitore o da un rappresentante legale – Ma secondo le testimonianze, molti ragazzi sarebbero stati «da soli»
©CYRIL ZINGARO
Red. Online
05.01.2026 17:30

C'è un altro aspetto, importante, relativo alla tragedia di Crans-Montana, su cui le autorità dovranno fare chiarezza. Ossia, quello dei minorenni presenti all'interno del bar Le Constellation. Molte delle vittime e dei feriti, infatti, avevano tra i 14 e i 16 anni. Eppure, secondo quanto prevede la legge vallesana, un giovane di età inferiore ai 16 anni non può frequentare un bar dopo le 22:00 senza essere accompagnato da un genitore o da un rappresentante legale. È quanto ha confermato la procuratrice generale Béatrice Pilloud a Keystone-ATS. 

Il fatto che nel locale in cui si è consumata la tragedia fossero presenti soprattutto minorenne continua a far discutere. Soprattutto perché, stando alle testimonianze raccolte da vari media, alcuni dei genitori delle vittime e dei feriti hanno rivelato di non aver accompagnato i propri figli al bar Le Constellation nella notte di Capodanno. Motivo per cui, la stessa procuratrice Pilloud ha dichiarato di non poter dichiarare, al momento, «se i giovani fossero accompagnati o meno». 

Parallelamente, continua a far discutere la decisione di non porre in detenzione preventiva i due gerenti del locale. Una decisione del Ministero pubblico sulla quale Pilloud si è espressa, nuovamente, quest'oggi.  «Non esiste alcun indizio che lasci pensare a una volontà di sottrarsi alla giustizia», ha ribadito la procuratrice generale, riferendosi alla coppia francese, proprietaria del locale. «Se dovessero emergere elementi in senso contrario, potremmo procedere all'incarcerazione. Al momento, però, non vi è alcun sospetto che la giustifichi». La Procura non ritiene inoltre che vi sia un pericolo inquinamento delle prove o collusione (il terzo requisito che giustifica la carcerazione preventiva è la reiterazione del reato, ndr).

Resta aperta anche la questione della qualificazione giuridica dei fatti. Sébastien Fanti, avvocato delle famiglie di tre vittime, ha dichiarato di «temere che una parte dei fatti possa cadere in prescrizione», dal momento che alcuni risalirebbero al 2015. Anno in cui il bar era stato completamente ristrutturato. Il legale vallesano, che solleva violazioni del diritto edilizio, ritiene che dovrebbe essere contemplato il reato di omicidio con dolo eventuale, che permetterebbe di estendere il termine di prescrizione da 10 a 15 anni. «Si tratta di una sua valutazione giuridica», ha commentato Pilloud.

I prossimi passi

Le indagini, va da sé, continueranno senza sosta. Nei prossimi giorni, il Ministero pubblico si concentrerà su tre aspetti in particolare: l'accertamento delle responsabilità (tutte le ipotesi, al momento, restano aperte, come ha ribadito Pilloud), lo svolgimento degli interrogatori in collaborazione con la polizia e la prosecuzione delle perizie tecniche, in coordinamento con l'Istituto di medicina legale di Zurigo.

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